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La controriforma della scuoladi Vincenzo Merlo - 16 settembre 2006 Al suono della prima campanella gli studenti italiani si ritrovano a fronteggiare la solita scuola, nel pieno della «restaurazione» inaugurata dal ministro Fioroni, che in pochi mesi (e senza mai passare dal Parlamento), è riuscito a disfare completamente il lavoro quinquennale del predecessore, Letizia Moratti. «Con un paio di direttive generali - scrive Francesca Angeli su Il Giornale del 13 settembre -, tre o quattro circolari, una nota di indirizzo il gioco è fatto: la riforma Moratti è sparita». In poche settimane, dunque, sono state cancellate le più significative innovazioni dell'«era morattiana»: via il tutor (insegnante di riferimento con il compito specifico di orientare gli alunni e tenere i contatti con le famiglie), via il portfolio delle competenze (una sorta di curriculum personalizzato che avrebbe accompagnato tutto il percorso scolastico dell'alunno, dalle elementari al liceo), via le schede di valutazione; via l'anticipo nella scuola d'infanzia, via (ma qui le notizie non sono chiarissime) la «primina» (la possibilità, cioè, di andare in prima elementare prima dei cinque anni e mezzo), via il sistema di valutazione nazionale degli istituti scolastici. Infine, blocco della riforma della scuola secondaria di secondo grado, conseguente congelamento degli otto tipi di liceo istituiti dalla riforma Moratti e contestuale stop al passaggio dell'istruzione professionale alle Regioni. Una vera e propria controriforma, dunque, effettuata senza alcun passaggio nell'istituzione titolata a discutere gli indirizzi di politica scolastica, e cioè il Parlamento. «Non si può abrogare di fatto una legge attraverso una serie di atti amministrativi» - denuncia l'ex sottosegretario all'Istruzione, Valentina Aprea, di Forza Italia. E proprio Forza Italia ha depositato un'interpellanza urgente alla Camera (firmata anche dal capogruppo azzurro Elio Vito), chiedendo al ministro come sia possibile delegare «ad atti di natura amministrativa il compito di modificare la legge e suggerire alle scuole comportamenti difformi dalla legislazione vigente». Fin qui, dunque, l'appello di Forza Italia. Ma è altrettanto significativo riportare come Il Corriere della Sera, nell'edizione del 10 settembre, in un articolo a firma di Giulio Benedetti, riferisca dell'inizio del nuovo anno scolastico: «Il ministro Fioroni ha promesso una tregua. Da domani alla fine delle lezioni i docenti riconquisteranno i loro spazi, torneranno a essere gli attori principali nel teatro della scuola, saranno i protagonisti di una stagione che sarà caratterizzata da una forte autonomia. E le numerose novità introdotte negli ultimi anni? Le leggi naturalmente restano, ma cambiano le istruzioni per l'uso. "Interpretazione intelligente e adattabilità", suggerisce il ministro. Molte scuole saranno d'accordo e "personalizzeranno" la riforma. In quest'anno di passaggio - aggiunge l'articolo - viale Trastevere comunque non sarà eccessivamente fiscale. E cercherà, in un clima non troppo conflittuale, di ricalibrare la riforma del centrodestra. Perché di allungare la serie dei megaprogetti sulla scuola, il ministro Giuseppe Fioroni, lo ha detto sin dall'inizio, non vuole saperne. Per lui "qualunque processo di innovazione imposto dall'alto, senza condivisione, produce nelle scuole resistenze o risposte esclusivamente burocratiche". Insomma, si rivela inutile». Conclude l'articolo: «Ritorna la vecchia scheda, possibilmente "sobria", cioè intelleggibile. Ce n'erano di tutti i tipi. Una babele». Proprio così. E non sappiamo se sia più imbarazzante la controriforma scolastica di Fioroni o questa imparzialissima, grande stampa italiana. Vincenzo Merlo |
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Ragionpolitica, periodico on line n.177 del 13/9/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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