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L'Unione è un gigantesco conflitto d'interessidi David Consiglio - 19 settembre 2006 Proprio mentre il centrosinistra metteva a punto le mosse per fare fuori politicamente Silvio Berlusconi attraverso una legge sul conflitto d'interessi studiata ad arte per essere punitiva e vendicativa nei confronti del Cavaliere, è successo l'imprevisto che rischia di mandare all'aria il piano dell'Unione. L'evento, inatteso e nefasto per l'immagine del premier e della maggioranza governativa, ha un nome preciso: dossier Telecom Italia. Le vicende di questi giorni inerenti la più importante azienda di telecomunicazioni italiana, infatti, oltre a palesare la smania statalista e dirigista di Romano Prodi e di buona parte dei suoi alleati, che in spregio alle regole del mercato cercano di condizionare fortemente anche le scelte e le strategie industriali di aziende private e quotate in Borsa, dimostrano chiaramente, se ancora ce ne fosse il bisogno, che il vero conflitto d'interessi è quello che alberga nel centrosinistra italiano. Si tratta di un conflitto non facilmente percepibile dai non addetti ai lavori, ma senz'altro più grave di altri che possono apparire più vistosi. Sono noti a tutti, infatti, i legami che intercorrono fra i maggiori protagonisti del mondo economico, finanziario e bancario italiano, e Romano Prodi; molti di questi noti imprenditori e finanzieri si sono spesi in prima persona per supportare il Professore durante la campagna elettorale della scorsa primavera, e diversi di loro sono stati i maggiori beneficiari delle privatizzazioni varate dai governi di centrosinistra durante gli anni Novanta. Senza dimenticare gli intrecci, più volte denunciati dal centrodestra, che legano i Ds alla vasta galassia delle cooperative rosse. Sarà un caso, ma quando è il centrosinistra a guidare il Paese i grossi gruppi bancari, finanziari e industriali entrano in subbuglio: alleanze, fusioni, scorporazioni e scalate si susseguono in una maniera sconvolgente rispetto ai tempi abituali della nostra economia. A fare fuoco e fiamme nell'era dell'Unione sono quasi sempre gli stessi protagonisti; i famosi «salotti buoni», tutti vicini al centrosinistra, cercano di approfittare della presenza degli amici al potere per curare al meglio i propri interessi, sicuri di non essere disturbati. La strategia di Romano Prodi appare chiara: contrariamente a quanto avvenuto negli anni della sua prima esperienza di governo, quando si trovò solo e fu scaricato da tutti, il Professore sta tessendo una fitta rete di legami con i centri di potere economico, finanziario e mediatico, al fine di consolidare la sua posizione, soprattutto in vista delle probabili difficoltà politiche della sua maggioranza sulla Finanziaria. Il caso Telecom, però, nasconde ben altro. In ballo non ci sono soltanto importanti interessi economici e finanziari: nel centrosinistra è in atto un duro scontro politico fra Romano Prodi e i Democratici di Sinistra per avere la supremazia all'interno dell'alleanza e del governo. Il Professore, infatti, non ha dimenticato lo scherzo che Massimo D'Alema gli ha rifilato nel 1998 sostituendolo a Palazzo Chigi; quindi, per non farsi trovare impreparato anche questa volta, sta facendo di tutto per mettere nell'angolo i Ds. Il rafforzamento della cosiddetta «finanza bianca», vicina a Prodi, rientra in questa strategia di scardinamento dell'influenza che il partito di D'Alema e Fassino esercita da anni su una parte importante del tessuto economico italiano. Prodi vuole dalla sua i poteri forti perché attraverso la loro influenza economica e mediatica cerca di costruirsi un muro di protezione dagli attacchi dei suoi stessi alleati. In poche parole: il centrosinistra ha trasferito la lotta politica anche sul terreno dei rapporti economici: i rapporti di forza all'interno dell'Unione si misurano sulle amicizie più o meno influenti che ciascuno può vantare, e tutto questo avviene in una grande confusione di ruoli e di competenze. Da una parte il governo non rispetta l'autonomia delle aziende private e interviene in modo diretto nella gestione delle stesse; dall'altra le aziende, in cambio di cessione di sovranità, ricevono trattamenti «morbidi» da parte della politica. In perfetta continuità con la vecchia politica statalista e assistenzialista, da sempre tanto cara al centrosinistra italiano, lo Stato si farà carico dei disastri causati da imprenditori poco capaci che, invece di rimetterci di tasca loro, saranno aiutati dalle casse pubbliche, alla faccia dei cittadini che pagano le tasse. Così facendo, ciascuno dei due attori - politici ed imprenditori di sinistra - continuerà a fare i propri interessi calpestando i principi elementari che stanno alla base delle moderne economie liberali. Il vero conflitto d'interessi che esiste in Italia, perciò, non è quello di Berlusconi: è questo inestricabile intreccio di rapporti, interessi politici ed economici che coinvolge l'attuale maggioranza di centrosinistra. Sono questi antichi vizi della sinistra e degli imprenditori a lei vicini ad ingessare ed appesantire il sistema produttivo del nostro Paese: sono questi i santuari da liberalizzare, non i taxi o le farmacie. Il governo Prodi ha il dovere di fare chiarezza, in particolare per salvaguardare l'affidabilità del nostro Paese nei confronti degli investitori stranieri, fortemente turbati dagli sviluppi del caso Telecom. La credibilità dell'Italia è stata fortemente intaccata da questa sprovveduta condotta di Prodi; e tutto avviene nel quasi totale silenzio della stampa e delle televisioni progressiste, in passato sempre pronte a criticare Berlusconi. Emerge la solita sinistra che non rinuncia a calpestare tutto e tutti pur di ficcare il naso da tutte le parti, senza preoccuparsi di fare invasioni di campo. Alla faccia della superiorità morale. David Consiglio |
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Ragionpolitica, periodico on line n.178 del 19/9/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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