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Quando l'Islam perseguita i cristianidi Stefano Magni - 21 settembre 2006 C'è da rimanere stupiti per la reazione nel mondo musulmano alle parole di Benedetto XVI? L'ostilità al Cristianesimo in gran parte del mondo musulmano non è affatto una reazione alle parole del Pontefice, ma è la norma. Non è di molto tempo fa (basta risalire al marzo scorso) la condanna a morte di Abdul Rahman, in Afghanistan: colpevole di essersi convertito al Cristianesimo. E il suo non era affatto un caso isolato: la Freedom House, nell'aprile scorso, aveva individuato numerosi precedenti in Afghanistan e aveva ricordato che in Iran è tuttora in corso una campagna sistematica di intimidazioni e uccisioni contro chiunque osi avvicinarsi alla religione cristiana. Nel «moderato» Egitto, nel 2003, la polizia arrestò (e torturò) 22 cittadini colpevoli di essersi convertiti. Uno di essi, Isam Abdul Fathr, è morto in carcere. Le persecuzioni non sono rivolte unicamente a chi ha cercato o cerca di abbandonare l'Islam per abbracciare il Cristianesimo, ma anche a chi è sempre stato cristiano. Nell'Arabia Saudita, portare una croce al collo o possedere una Bibbia è reato penale. E per i cristiani non è possibile nemmeno avvicinarsi alla Mecca e a Medina: ci sono autostrade separate per musulmani e non musulmani. Una fatwa ufficiale, emessa nel 2000, recita testualmente: «Tutte le religioni al di fuori dell'Islam sono eresie ed errori. Ogni luogo designato alla predicazione di una religione non islamica è luogo di eresia ed errore, perché è proibito adorare Dio in altro modo rispetto a quello prescritto da Dio nell'Islam. La shari'a è la legge religiosa suprema e definitiva. Si applica a tutti gli uomini e abroga tutto ciò che venne prima di essa». L'Egitto è un altro dei Paesi che si sono schierati da subito dalla parte della protesta e il suo governo è stato uno dei primi a chiedere le scuse di Benedetto XVI. Ebbene, in Egitto, dove ufficialmente i cristiani godono di pari diritti rispetto ai musulmani, la minoranza copta subisce varie forme di vessazione governativa: la costruzione o anche solo il restauro delle chiese richiedono permessi ufficiali e sono ostacolati; le donne cristiane, in particolare, sono spinte, anche con la violenza e l'inganno, a convertirsi all'Islam, mentre, come si è visto, poi non è più possibile uscirne; i cristiani sono informalmente discriminati nelle istituzioni, assenti nei media nazionali, sotto tono nella cultura popolare, dove invece l'Islam più radicale è in crescita. Le minacce di Al Qaeda contro Roma non sono affatto nuove, ma sono motivate da una ideologia fortemente anti-cristiana. Azzam l'«Americano» il 2 settembre proclamava: «Se i musulmani non hanno bisogno della democrazia, sicuramente non hanno bisogno di ciò che è noto col nome di Cristianità, questa specie di guscio vuoto di religione, i cui fedeli finiscono in uno stato di apatia della fede, in una falsa convinzione di una loro inevitabile salvezza, indipendentemente da ciò che fanno o credono, finché accettano i principi fondamentali e le dottrine del cristianesimo paolino che è insostenibile, illogico e non credibile». I Fratelli Musulmani, in prima linea nelle proteste di piazza contro le parole del Papa, nei loro siti Internet sono altrettanto espliciti. Nel loro sito dedicato all'infanzia, Awladnaa.net, tradotto da Memri già nell'aprile scorso, si predica apertamente la jihad, con esempi quali la «resistenza» islamista in Iraq e in Afghanistan: «Il Profeta mosse guerra agli infedeli e agli ipocriti e ammonì loro: l'Inferno è il loro unico rifugio e quanto doloroso è il loro destino!». Nella sezione «La nostra grande patria» si può constatare che ne fanno parte anche delle regioni dell'Europa cristiana, come l'Andalusia e i Balcani. Lo sceicco Al Qaradawi, nelle sue prediche televisive, ha sempre diffuso l'idea di una Cristianità (i «crociati»), alleata con gli ebrei, intenta ad assediare e aggredire il mondo islamico su tutti i fronti. «Noi vinceremo - proclamava minacciosamente alla fine del 2005 - nonostante tutte le trappole tese dai crociati e dagli ebrei».
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Ragionpolitica, periodico on line n.178 del 19/9/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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