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Lettera ad una «Cassandra»di Valentina Meliadò - 21 settembre 2006 Cara Oriana, dovresti proprio sentirlo questo parapiglia che si è scatenato dopo la lectio magistralis di Benedetto XVI a Ratisbona. Ti ricordi quando lamentasti la perdita - da parte dell'ex cardinale Ratzinger - di combattività una volta salito al soglio pontificio? Ecco, l'altro giorno avresti ben avuto di che rallegrarti! Perché il Papa si è lanciato in uno di quei suoi dottissimi discorsi, ricchi di citazioni storiche, in cui ha affrontato - contestualizzandolo - uno dei temi a lui più cari: il rapporto tra fede e ragione, la inconsistenza dell'assunto secondo il quale queste due grandi risorse dell'uomo sarebbero destinate ad entrare in contrasto. Ha parlato di identità, ha posto l'accento sul rapporto - talvolta non facile, ma così straordinariamente produttivo - tra la religione cattolica e la ragione, e non ha mancato di notare come, nella fede islamica, la mancanza di questo confronto secolare abbia prodotto conseguenze che non possono che spiacere a Dio, che ripudia la violenza come strumento di diffusione della fede. La jihad, la guerra santa - ha sentenziato Papa Ratzinger - è contro ragione. Apriti cielo. Chiese che bruciano, immagini del Papa in pezzi, insulti, minacce, ricatti... L'altro giorno hanno persino ammazzato una suora, una missionaria, in Somalia. Non ti sorprendi vero? E' già successo, sì, è già successo, perché succede ogni volta che osiamo scrivere, disegnare, parlare, manifestare un'opinione - anche la più blanda - che li offenda. Tutti: sciiti, sunniti, turchi, marocchini, egiziani... tutti, gli stessi che si odiano perché interpretano differentemente il Corano, perché non hanno una gerarchia, diciamo, ecclesiastica che fornisca loro un punto di riferimento certo nella storia e nel cammino della propria fede, eppure - di fronte a ciò che a loro giudizio appare come un insulto - si sollevano come un sol uomo. E protestano, se possiamo chiamare proteste le minacce e le distruzioni che compiono. Ma il paradosso è che l'offesa che intendono lavare col sangue è l'accusa all'Islam di non essere una religione di pace e di amore; menzogna indegna, sostengono coloro che bruciano le bandiere e chiedono di processare Benedetto XVI come un criminale internazionale... E' proprio il concetto di reciprocità che gli manca, e io mi chiedo come si potrà mai sviluppare un dialogo proficuo senza reciprocità! E intanto la pressione è forte, certo, e forse cederemo, di nuovo, come quando i libici attaccarono il nostro Consolato e ci scusammo noi, come quando i danesi pubblicarono le vignette su Maometto e l'Europa intera si scusò... Anche il Papa si scuserà? Lo so che sei arrabbiatissima, lo so che l'avevi detto, lo so cosa pensi: oltre a non poter costruire una chiesa a casa loro, a non poter esprimere le nostre opinioni a casa loro, a non poterli criticare a casa loro, a non poter essere donne occidentali nelle loro città, stiamo lentamente ma inesorabilmente perdendo la libertà di fare tutto questo anche a casa nostra; perché a casa nostra loro chiedono, vogliono, pretendono. Le moschee, la preghiera cinque volte al giorno, le mense musulmane, le scuole islamiche, e poi giù a criticare a destra e manca. E il crocifisso perché è un «cadaverino» appeso da tutte le parti, il presepe perché li offende, e il Natale no, e stai attento a non vilipendere la loro religione che sennò vai in carcere, e fa niente se loro reclutano i kamikaze per l'Iraq, perché quelli - poverini - sono «resistenti», e non importa se la libertà d'opinione che da loro non c'è gli serve per sputare sull'Occidente nei cui Paesi vivono, e che vuoi che sia se affermano, chiaro e tondo, di sentirsi musulmani in Europa e non musulmani europei? Se ogni tanto lasciano trapelare un po' troppo compiacimento per gli attentati in giro per il mondo? Se per una parola di troppo minacciano di conquistare Roma? Lo so, lo so, hai ragione. Che posso dirti? Hai ragione. Loro avanzano e noi arretriamo, e domani Gheddafi vorrà essere risarcito - magari - perché qualche millennio fa gli africani hanno inventato il fuoco... Me lo ricordo sai, quello che pensavi dell'Islam moderato, io non ero tanto d'accordo. Io l'aspetto la rivoluzione degli islamici moderati, dei laici, ci credo. Sì, finora non hanno battuto un colpo, ma io ci credo, Oriana cara, perché altrimenti mi rimane solo quello che vedo, e quello che vedo è una sfilza di uomini politici europei che va a stringere la mano a uno che dice di voler estirpare Israele dal Medioriente, il segretario delle Nazioni Unite che va a blandirlo, e il palazzone di vetro tutto che si prepara ad accoglierlo. Questo vedo, e quando ci penso sono contenta che tu non debba assistervi, che non ti debba arrabbiare ancora. Cara Oriana, sono passati talmente pochi giorni, ma il tuo silenzio è già così assordante...
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Ragionpolitica, periodico on line n.178 del 19/9/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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