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Unione filo-islamicadi Gianteo Bordero - 21 settembre 2006 Anche se molti di loro non lo diranno mai apertamente, è chiaro da quale parte i rappresentanti della sinistra nostrana abbiano scelto di stare dopo il discorso di Benedetto XVI all'università di Ratisbona. Non dalla parte del Papa, che in maniera coraggiosa, lucida e razionalmente fondata ha delineato i termini della differenza tra la nostra storia spirituale e quella islamica. Non dalla parte dell'Occidente, che, seppur pericolosamente dimentico delle sue radici, ha in sé il principio rigenerante del logos, della libera ragione aperta al tutto e sempre disponibile come fattore di costruzione di una civiltà ordinata. Non, infine, dalla parte dell'Italia, che all'interno del mondo occidentale gode del privilegio - diciamolo chiaro - di essere a stretto contatto, e non solo fisico, con la Chiesa cattolica; di essere cioè, tra i Paesi dell'Occidente, e dell'Europa in particolare, quello che più sembra resistere - con tutti gli alti e bassi del caso - all'avanzata della nuova «religione», relativista e laicista, del nostro tempo. Non dalla parte del Papa, dunque, né dalla parte dell'Occidente e dell'Italia ha scelto di stare l'Unione di centrosinistra. Ma dalla parte dei loro nemici. Dalla parte di coloro che, dopo la lectio magistralis di Ratisbona, si sono scagliati contro il Pontefice sia con la violenza verbale che con quella fisica; dalla parte di coloro che hanno chiesto a Benedetto XVI di scusarsi, che hanno accusato Papa Ratzinger di essere nemico di Allah, dell'Islam e del suo Profeta. Come interpretare altrimenti non solo le dichiarazioni più o meno esplicite di alcuni rappresentanti dell'Unione, ma anche il silenzio imbarazzante e a dir poco complice dello stesso presidente del Consiglio? Se il centrosinistra avesse fatto una precisa scelta di campo a favore del Papa, dell'Occidente, dell'Italia, se veramente i suoi esponenti avessero a cuore le radici della nostra civiltà e i principi spirituali e morali su cui essa si è fondata, non avrebbero esitato un attimo a ergersi in difesa di Benedetto XVI. Invece, o si sono anch'essi accodati al coro di critiche della stampa benpensante occidentale nei confronti del Papa, o hanno taciuto in maniera vergognosa, con dichiarazioni alla camomilla che sono sembrate avere come obiettivo soltanto il mantenimento della pace interna all'Unione. Le prove? Ieri l'altro, tanto per dirne una, la Casa delle Libertà ha presentato al Senato una proposta per discutere a breve una mozione di solidarietà a Benedetto XVI. Per tutta risposta il centrosinistra ha bocciato la richiesta della CdL, con il voto dei papalini (a parole) della Margherita e dell'Udeur, e con quello, decisivo (la votazione si è conclusa con 153 voti contrari e 152 favorevoli) del senatore a vita Giulio Andreotti, che della sua fedeltà a Santa Romana Chiesa ha sempre fatto una bandiera, salvo poi ammainarla in questioni di non poco conto come, su tutte, la firma apposta alla legge sull'aborto. Ma la mancata solidarietà a Benedetto XVI è solo l'ultima spia, in ordine di tempo, della vera scelta di campo fatta dal centrosinistra italiano, che tra Occidente e Islam ha già scelto da che parte stare, e lo ha manifestato in numerose occasioni con i suoi atti di governo. Come lo smantellamento della legge Bossi-Fini attraverso l'ennesima regolarizzazione di un gran numero di extra-comunitari e la riduzione dei tempi previsti per ottenere la cittadinanza italiana (il cardinale Ruini, commentando lunedì all'Assemblea della Cei tale provvedimento, ha ricordato la «necessità imprescindibile di realizzare una vera integrazione, con le regole e i processi di sviluppo che essa richiede, evitando la prospettiva, ingannevole e gravida di rischi, di un multiculturalismo che fa crescere comunità separate e chiuse in se stesse»). E come l'appeasement, in politica estera, coi Paesi musulmani, culminato con la famigerata passeggiata di Massimo D'Alema per le vie di Beirut con un deputato di Hezbollah. Atti che, assieme all'assordante silenzio su Benedetto XVI, dimostrano chiaramente come il centrosinistra, segnato in molte sue componenti da una cultura anti-occidentale, anti-italiana e in fondo anti-cristiana, abbia trovato nell'alleanza oggettiva con l'Islam lo strumento per portare avanti, dando ad esso attuazione concreta, il suo progetto culturale e politico contrario alla nostra migliore tradizione civile e spirituale.
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Ragionpolitica, periodico on line n.178 del 19/9/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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