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La legge Biagi realizza un record storico per l'occupazione

di Francesco Pasquali - 23 settembre 2006

In italia continuano a crescere gli occupati. Nel secondo trimestre 2006, rende noto l'Istat, si è registrato un aumento di 536.000 unità rispetto a un anno prima (+2,4%), per un totale di 23.187.000 occupati. Un significativo apporto all'aumento del numero degli occupati è fornito, tra la popolazione italiana, dai lavoratori a tempo determinato (+120.000 unità). In termini destagionalizzati l'occupazione nell'insieme del territorio nazionale è salita dello 0,6% in confronto al primo trimestre 2006. Il tasso di disoccupazione è diminuito su base annua di cinque decimi di punto nel Nord, posizionandosi al 3,4 per cento. Nel Centro l'indicatore si è portato al 5,9 per cento dal 6,3 per cento di un anno prima. Nel Mezzogiorno il rapporto tra le persone in cerca di occupazione e le forze di lavoro si è attestato al 12,0 per cento, 2,0 punti percentuali in meno rispetto al secondo trimestre 2005. Il calo ha riguardato sia gli uomini sia, in maggior misura, le donne. Per gli stranieri il tasso si attesta all'8,8 per cento (5,7 per cento per gli uomini e 13,1 per cento per le

donne).

Ma il dato più rilevante riguarda il tasso di disoccupazione giovanile. Per i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni il tasso di disoccupazione è sceso di oltre 2 punti, passando nel secondo trimestre 2006 al 20,6 per cento dal 22,9 per cento di un anno prima. Il tasso di disoccupazione di lunga durata, poi, si è attestato al 3,4 per cento, con una diminuzione tendenziale di quattro decimi di punto. Sempre nel secondo trimestre 2006, il numero di inattivi tra 15 e 64 anni (le persone né occupate né in cerca di occupazione) è sceso dell'1,5 per cento (-214.000 unità). La riduzione ha nuovamente riguardato il Nord e il Centro (rispettivamente -2,2 e -4,2 per cento). Nel Mezzogiorno l'espansione dell'area dell'inattività (+0,3 per cento) ha registrato un ulteriore rallentamento.

Il mercato del lavoro italiano registra oggi un massimo storico sia per il tasso di occupazione, prossimo al 60%, sia per quello di disoccupazione, che arriva al minimo storico del 6,5%. I dati diffusi dall'Istat segnalano, inoltre, che il tasso di disoccupazione giovanile è sceso di oltre 2 punti percentuali, segnale evidente che la legge Biagi ha tracciato la strada giusta per il raggiungimento degli obiettivi fissati dall'Agenda di Lisbona, e che è stata introdotta nel mercato una sana flessibilità.

La legge Biagi ha aumentato per i giovani le possibilità di accesso al mercato del lavoro. Ora lo step successivo deve essere l'implementazione della legge, attuando quei servizi, come l'orientamento e il collocamento presso le sedi degli Atenei, che tutelano i giovani una volta completato il percorso di studi in quanto diminuiscono i tempi di transizione al lavoro. I sindacati, alla luce di dati che fanno registrare un massimo storico del tasso di occupazione, ostinandosi nel non riconoscere i benefici della legge Biagi mostrano, ancora una volta, la loro incapacità di leggere la realtà senza le lenti dell'ideologia.

! Francesco Pasquali
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Ragionpolitica, periodico on line n.178 del 19/9/2006
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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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