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Novità dal passatodi Gabriele Cazzulini - 5 ottobre 2006 Partito Democratico, e bisogna scriverlo con le maiuscole, perché altrimenti svanisce l'effetto speciale e il Partito Democratico ritorna un partito democratico, cioè aria fritta. C'è forse qualche partito oggi in Italia che non è democratico? Dall'estrema sinistra all'estrema destra nessuno più mette in gioco la democrazia, seppur riducendola ad un contenitore dove sono riversati i contenuti più disparati. Viviamo in democrazia e la presenza di partiti lo testimonia, insieme al fatto che i partiti in una democrazia non possono che essere democratici. Altrimenti sarebbero cose diverse, come è logico che sia. Senso di disorientamento per queste precisazioni così elementari da apparire ingenue di fronte ai contorti ragionamenti dei politici? E' molto espressivo l'accanimento lessicale con cui i partiti coinvolti a malincuore dal progetto del Partito Democratico tentano di appiccicare sulla bacheca vuota del nuovo partito un termine a loro caro, una parola che apponga la loro firma, lasciando un segno concreto del loro potere. E' la gara a fare i costituenti del Partito Democratico, i padri fondatori che hanno riversato la loro forte identità nella nuova formazione politica, come un genitore trasmette il proprio dna ai suoi figli. A chi assomiglia di più il Partito Democratico: ai bianchi petali della Margherita o alla rosa rossa dei Ds? Tutto qui, secondo le fonti ufficiali. Tutto qui? Ma ogni eccesso in politica non è quasi mai uno scherzo del caso, ma una precisa indicazione. Maggiore la verbosità di tutti questa marea di concetti, più profondo il vuoto che queste parole, e la bocche che le ripetono, tentano di colmare. Più si perde tempo a cercare le parole giuste, più tempo si sottrae alle questioni nevralgiche. A sentire le parole dei protagonisti, sembra che la leadership e l'organizzazione interna siano trattate come note a piè di pagina rispetto ai solenni principi in cui l'accanimento lessicale dei costituenti si concentra. I rapporti del futuro partito unico con gli altri partiti della coalizione sembrano trascurabili, a parte che i Ds sono sul punto di spezzarsi tra una sinistra moderata e una sinistra massimalista, che andrebbe a braccetto con la sinistra radicale di Bertinotti, creando scombussolamenti negli equilibri già precari di Mastella. Non è roba da niente. Eppure la mentalità è la solita: chiudere gli occhi e affidarsi alla buona sorte. Parole tappabuchi e parole senza senso: Prodi chiede a Ds e Margherita la convocazione dei loro congressi per decretarne lo scioglimento e la confluenza nel Partito Democratico. E' come chieder ad un uomo di consegnare la sua casa, i suoi averi, la sua famiglia, i suoi beni, ad un amico, che poi farà il padrone di casa e provvederà a dare ospitalità. Qualcuno lo farebbe? Risposta scontata. I partiti, cioè i diretti interessati che sono sul punto di subire questo esproprio, frenano, tentennano, ondeggiano, nicchiano. Ma sanno bene che non possono più tornare indietro. Fino alle elezioni il Partito Democratico era uno slogan per tirare avanti l'Unione, promettendo mari e monti. Ora che hanno conquistato e occupato ogni palmo di potere, Prodi intende realizzare il suo sogno e farla pagare una volta per tutte a Ds e Margherita, scambiando le loro promesse elettorali in impegni tra galantuomini. I partiti che stanno per essere espropriati della loro casa in realtà erano i filantropi elettorali di Prodi, che però ora, quando è il tempo di mantenere gli accordi, intendono ritirare la parola data. Prodi che fa il finto tonto scambiando per vere le promesse dei partiti, e i partiti che si rimangiano la parola data perché ora hanno paura - quanta confusione. Nel fine settimana ad Orvieto ci sarà l'ennesima vendemmia di parole sul Partito Democratico, da cui uscirà l'ennesimo nulla di fatto. Non potrebbe essere altrimenti, visti i nodi sotterranei. Ma almeno il dizionario del Partito Democratico acquisterà qualche nuovo termine, nella speranza che questo Partito Democratico non sia solo un partito democratico.
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Ragionpolitica, periodico on line n.180 del 3/10/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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