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Il bastone del comandodi Gianni Baget Bozzo - tratto da Il Giornale del 16 ottobre 2006 Il governo dell'Unione si è presentato nella campagna elettorale come l'esempio della razionalità economica, dopo la finanza «allegra» attribuita al governo Berlusconi. Sembrava che il governo Prodi sarebbe stato un governo Ciampi, ispirato alla medesima logica di tecnicità che aveva caratterizzato l'aura di quel governo. E' risultato invece un governo che risponde ad una logica politica, quella di creare un blocco di interessi sociali e politici legati al suo contenuto politico. Il blocco di riferimento è quello dei grandi sindacati storici, quindi il regime pensionistico da essi creato che è divenuto la vera spesa sociale dello Stato. A questo blocco sociale si aggiunge la tutela dei dipendenti pubblici: la base economica del loro contratto è già presente nella finanziaria. La tutela della spesa pubblica e il sistema delle pensioni come maggior spesa sociale definisce un'area di privilegio diffusa ma reale. La spesa delle istituzioni e della burocrazia diventa una variabile indipendente dal sistema paese e il regime delle pensioni diviene un privilegio per chi oggi ha lavorato ma una discriminazione nei confronti delle generazioni più giovani, che rischiano di non avere copertura pensionistica. È il disegno di un blocco sociale vecchio; come se esistessero ancora la grande industria e la classe operaia e l'occupazione fosse ancora una realtà di massa invece che una iniziativa di singoli. Le tasse incidono soprattutto sulla parte dinamica del paese, ma anche su tutta l'area sociale che non è coperta dall'impiego pubblico o dal privilegio pensionistico. La sinistra ha tanto insistito sul precariato dei giovani durante la campagna elettorale ma il precariato delle nuove generazioni è dovuto al blocco salariale e pensionistico in favore delle generazioni che hanno lavorato. Il lavoro del passato diviene un privilegio sul futuro. I sindacati hanno sostituito i partiti della prima Repubblica e hanno trasceso le loro situazioni sindacali per divenire corporazioni pubbliche incaricate dell'assistenza sociale e perciò finanziate dallo Stato. La finanziaria tende a costituire la tutela del blocco socialmente e politicamente protetto. Nemmeno i sindaci della sinistra, così rigogliosi e potenti, sono riusciti a evitare di diventare lo sceriffo di Nottingham, cioè chi colpisce con le tasse i più poveri. L'Unione pensava di annettere la Confindustria alla sua politica, ma la pressione delle piccole-medie industrie si è imposta alla direzione del sindacato industriale. La base politica della finanziaria è fissata dal sistema della prima Repubblica; solo che la concertazione è caduta ed è rimasta soltanto la tutela del lavoro occupato fatta dai grandi sindacati. Quale è il messaggio che viene inviato al paese che protesta e che comprende ricchi e poveri? Il messaggio è semplice: che il blocco politico economico centrato sui sindacati e sui partiti della prima Repubblica ha ripreso il potere ed è tornato a fare la politica di prima senza averne più i mezzi: l'aumento della spesa pubblica finanziato con l'indebitamento pubblico. Questa restaurazione del passato a dispetto della realtà può avere solo un segno: il messaggio alla maggioranza del corpo elettorale che un blocco politico ha assunto il bastone del comando ed è in grado di realizzarlo, anche quando sa di avere la maggioranza del paese contro, espressa dal voto dell'aprile 2006 e dai commenti alla finanziaria di tutta la stampa, salvo quella dei partiti dell'Unione. Non è un caso che il colpo a Berlusconi sulle televisioni avvenga come vertice della finanziaria, quasi a indicare che il governo ha ormai tanto potere da poter colpire direttamente la proprietà privata del suo avversario politico. Se si tiene conto che la sinistra dispone di tutti i poteri istituzionali, si comprende come la presa del potere dal governo sul paese è ormai compiuta. Il messaggio di Prodi è che questo potere non ha alternative e tende per natura sua a impedire che essi possano nascere e proporsi. Il fascismo nacque così. Non siamo al discorso del 3 gennaio del '25 ma il cammino è già iniziato.
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Ragionpolitica, periodico on line n.182 del 17/10/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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