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numero 280
6 marzo 2008
 
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L'Isfol conferma la validità dell'apprendistato

di Francesco Pasquali - 19 ottobre 2006

L'indagine campionaria nazionale Plus (Partecipation Labour Unemployment Survey), realizzata dall'Isfol, fa emergere un dato che purtroppo sembra essersi consolidato: i giovani riscontrano difficoltà di inserimento nel mercato del lavoro. La transizione al lavoro risulta difficoltosa principalmente per tre ragioni: l'assenza di una robusta rete di collegamento tra scuola, università e mercato del lavoro, la mancanza di una esperienza lavorativa precedente al primo posto (per oltre il 50% dei giovani tra i 15 e i 29 anni) e la scarsa formazione (per oltre il 40% dei giovani tra i 15 e i 29 anni). I canali di ingresso nel mondo del lavoro, in Italia, si basano ancora su reti amicali, e lo studente, nella maggior parte dei casi, non è accompagnato nel suo percorso. I servizi previsti dalla legge Biagi, come il collocamento, la certificazione dei contratti di lavoro e la cogestione dei contratti di apprendistato per alte professionalità, purtroppo ancora disattesi da molti atenei e molte Regioni, si inseriscono proprio in questa fase delicata di transizione.

L'Isfol sottolinea l'importanza che riveste l'esperienza lavorativa nel trovare una occupazione, mettendo in evidenza il ruolo fondamentale di istituti come l'apprendistato, uno dei canali principali di ingresso al lavoro e di elevata trasformazione in lavoro stabile. La scelta del ministro del Lavoro, Damiano, di penalizzare questo istituto attraverso la riduzione degli sgravi, contribuirà ad accrescere le difficoltà dei giovani nella ricerca di una occupazione, in quanto disincentiva l'azienda ad assumere forze lavoro poco qualificate. Inoltre, la scarsa formazione evidenzia il basso livello dei percorsi di istruzione, dovuto soprattutto all'autoreferenzialità dei docenti. Al riguardo, i tagli che il ministro Fioroni apporterà produrranno ulteriori danni. Buoni livelli di occupazione passano necessariamente attraverso un elevato livello di istruzione e formazione, ed il venire meno della complementarità tra le politiche di istruzione e formazione con le politiche sociali e del lavoro accrescerà le difficoltà delle giovani generazioni.

Le riforme del governo Berlusconi, che la sinistra demonizza e che si appresta a smantellare, per la prima volta hanno realizzato un virtuoso dialogo tra la scuola e il mondo del lavoro. La propensione alla mobilità dei giovani (circa l'80% dei giovani compresi tra i 15 e 29 anni) indica una generazione pronta ad affrontare le sfide del lavoro, ma alla quale vengono negati gli strumenti necessari per affrontarle.

! Francesco Pasquali
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Ragionpolitica, periodico on line n.182 del 17/10/2006
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