RAGIONPOLITICA.it - Giornale online di cultura e politica Logo RAGIONPOLITICA.it
numero 280
6 marzo 2008
 
HOMECHI SIAMOCREDITSSCRIVI  
 
 
segnala ad un amicosegnala l'articolo ad un amico stampa l'articolostampa l'articolo

Perché la sinistra attacca Pansa

di Domenico Tolomei - 24 ottobre 2006

Le polemiche nate a sinistra dopo la pubblicazione dell'ultimo libro di Giampaolo Pansa, La grande bugia, non sono il segno di una fisiologica discussione storica. Sono, viceversa, il naturale portato di una miope filosofia, collegata alla mitologia della Resistenza, che mal digerisce chiunque voglia vedere con nuovi occhi le vicende della guerra che divise in due l'Italia. Occhi non distorti da un revisionismo inutile, bensì concentrati su una ricerca approfondita ed appassionata di fatti dimenticati (o, meglio, volutamente dimenticati) della nostra storia.

Che tutto ciò dia fastidio a certi politici, storici, intellettuali di sinistra, è testimoniato dalle parole di Giorgio Bocca, che in un'intervista a La Stampa afferma: «Non c'è stata nessuna "grande bugia". Chi critica la Resistenza in Italia è un filo-fascista». L'affermazione porta con sé una conseguenza inevitabile: non si può e non si deve fare luce sulle zone d'ombra, gli eccessi e le aberrazioni di cui la Resistenza di matrice comunista si rese colpevole, negli anni successivi alla fine della Seconda Guerra mondiale, nell'Italia del Nord. In altre parole: la verità storica, per Giorgio Bocca, è un particolare insignificante in una Repubblica parlamentare e democratica.

Da una parte tutto il male: i fascisti. Dall'altra tutto il bene: i partigiani comunisti. Facile e troppo semplicistico per essere contrabbandato ancora per verità storica. Grazie alla produzione letteraria di Giampaolo Pansa è finito il tempo della mitologia, si alza il velo polveroso della dimenticanza preordinata e si accede finalmente alla naturale ricerca della verità, alle storie reali della resa dei conti imposta ai fascisti sconfitti, all'uccisione di migliaia di italiani rei di aver combattuto dalla parte di Mussolini senza essere criminali di guerra da punire con la morte, all'eliminazione di borghesi, agrari, preti, democristiani, rei di aver potuto rappresentare un ostacolo pericoloso alla vittoria del comunismo in Italia.

Pansa tramuta la mitologia in storia e riconsegna ai personaggi di quella tragica vicenda un tempo inteso in senso storico, un tempo «interno» alle vicende umane, un tempo capace di «resuscitare» i senza patria e dare loro una degna sepoltura. Nel nome della verità, non della vendetta. Nel nome della verità che dovrebbe essere posta a fondamento dei valori condivisi dell'Italia democratica.

Domenico Tolomei

Gli ultimi commenti
leggi tutti i commenti (5)
SCRIVI UN COMMENTO A QUEST'ARTICOLO

i migliori verranno pubblicati in queste pagine

Nome o nickname:
Titolo:
Commento:
Caratteri disponibili:


 

Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail

IN QUESTO NUMERO

Ragionpolitica, periodico on line n.183 del 24/10/2006
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero
© 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata
Riproduzione riservata