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Sinistra intollerantedi Francesco Pasquali - 7 novembre 2006 C'è un filo rosso che sembra legare l'interruzione della presentazione del nuovo libro di Giampaolo Pansa, avvenuta qualche settimana fa a Reggio Emilia, all'aggressione subita a Padova da Enzo Vanzan, il padre di Matteo, lagunare caduto a Nassiriya, il quale è stato assalito nella notte di venerdì assieme al parlamentare di An Filippo Ascierto. E' un'imperitura intolleranza politica, che fa parte di una certa sinistra estrema e che si scaglia sistematicamente contro i valori, la storia, persino l'essenza stessa del nostro Paese. L'attacco a Pansa dimostra l'incapacità di riuscire ad affrontare l'evoluzione dell'interpretazione storica, che si verifica perché si arricchisce di documenti e testimonianze. C'è la difficoltà, anzi, il vero e proprio rifiuto di abbandonare una storia concepita per modelli ideologici. L'aspetto più negativo, però, è proprio il fatto che a farsi portatori di ciò siano proprio dei giovani, coloro cioè che, indipendentemente dall'adesione o meno ad una posizione politica, dovrebbero pretendere di avere a disposizione tutti gli strumenti per poter capire il presente, e da questi strumenti non può certo essere esclusa una storiografia il più possibile estranea da condizionamenti egemonici o, ancor peggio, propagandistici. Il brutto episodio di Padova invece è stata opera di frequentatori di centri sociali, ormai sempre più terreno di coltura di estremismo politico. Il fatto assume contorni ancor più desolanti se si considera che questa aggressione è avvenuta proprio alla vigilia del 4 novembre, giornata in cui si commemorano tutti coloro che, nelle Forze Armate, rischiano la loro vita per il nostro Paese. Ormai è chiaro: c'è una parte della nostra società profondamente anti-italiana, che calpesta i valori in cui crede il nostro popolo, fa strame della storia e la distorce a proprio uso e consumo. Così, da un lato, chi come Pansa tenta vie nuove per un'analisi storica, che tenga realmente conto della verità oggettiva, viene bollato come mentitore o ancor peggio come «fascista». Dall'altro lato, i nostri ragazzi impegnati nelle missioni di pace all'estero vengono oltraggiati sia da vivi che da morti. Gli slogan che abbiamo ascoltato troppe volte nelle marce della pace e non solo, inneggianti a «dieci, cento, mille Nassirya» non sono un caso isolato. Ad ogni minima occasione, specie su internet ed in molti ambienti della sinistra estrema, gli oltraggi sono all'ordine del giorno. La cosa più disarmante, però, è che la sinistra che ha la presunzione di presentarsi come «di governo» continua a non prendere le distanze da questi fenomeni che, com'è chiaro, ormai fanno parte del suo patrimonio genetico. E' politicamente indecoroso continuare a nascondere la polvere sotto il tappeto, presentando una faccia istituzionalmente pulita, e poi rimanere indifferenti nei confronti di coloro che quelle stesse istituzioni non solo non le rispettano, ma neanche hanno la dignità di riconoscerle.
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Ragionpolitica, periodico on line n.185 del 6/11/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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