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Massimo Introvigne Il dramma dell'Europa senza CristoIl relativismo europeo nello scontro delle civiltàrecensione di Mario Secomandi - 7 novembre 2006 La crisi che sta investendo l'Europa, secondo Massimo Introvigne, è una crisi ad un tempo culturale, spirituale, etica, e dunque anche politica, socio-economica ed istituzionale. La decadenza del Vecchio Continente ha come causa principale il rifiuto di riconoscere, difendere e promuovere le radici cristiane della civiltà europea. Non può esservi vera ed autentica evoluzione senza rispetto della tradizione. Senza una tavola di valori e principi irrinunciabili, sentiti e sperimentati come tali dai cittadini europei, viene a mancare il fondamento stesso della democrazia. Sono i valori ancorati alla tradizione, e non la mera redazione di una Carta costituzionale, a rappresentare l'idem sentire e l'ethos di un popolo, ed a costituirlo come tale. La crisi e l'impasse europea sono consequenziali allo svilupparsi egemonico di una cultura laicista, relativista e nichilista, che nega i principi irrinunciabili dell'eredità giudaico-cristiana. La mancata menzione delle radici cristiane nel preambolo della Costituzione europea e l'ostracismo da parte delle istituzioni comunitarie nei confronti di chi vuole che tali radici abbiano peso e rilevanza nell'ambito istituzionale e nelle scelte legislative, ne sono un'esemplificazione più che lampante. E' proprio il laicismo radicale ad aver condotto alla deriva l'Europa, dimentica degli insegnamenti che derivano dalla propria storia e cultura bimillenarie e sempre più ostinata a perseguire un approccio ideologico, volto ora alla separazione completa della politica dalla morale, ora allo scavarsi di un fossato sempre più profondo fra le istituzioni e l'esplicarsi di una cultura permeata dalla fede. Aborto, Pacs, matrimoni ed adozioni gay, droga libera, eutanasia, ricerca sugli embrioni umani sono, a ben vedere, le tappe legislative di un percorso di libertarismo etico che l'Europa si è già accinta ad intraprendere. Ma il prezzo da pagare è alto: lo scollamento dai capisaldi dell'umanesimo cristiano e della tradizione cattolica e dalle fondamenta morali alla base di istituzioni democratiche che reggano ed abbiano come fulcro il primato della persona umana e della sua dignità. L'Europa è diventata se stessa ed è stata la culla della civiltà occidentale proprio e soltanto in forza di questa tradizione. L'idea di un Dio personale, che crea razionalmente e secondo un logos il mondo, la concezione del primato della persona sullo Stato, la scienza moderna, l'economia di mercato fondata sul libero scambio, lo stesso affermarsi di istituzioni laico-democratiche, sono un portato del cristianesimo. A differenza di quanto professato dagli intellettuali di sinistra, la grandezza del Vecchio Continente discende proprio dalla realtà del periodo medievale della cristianità. Non è la rivoluzione francese lo spartiacque tra una presunta precedente «barbarie cristiana» ed una supposta «nuova luce» del progresso illuminista. Per dialogare e reggere a testa alta il confronto con le altre culture e le altre civiltà, e ad un tempo scongiurare lo scontro con queste, l'Europa deve recuperare e rilanciare la propria identità cristiana, quella che coincide con una «sana laicità», in contrapposizione sia al nichilismo laicista che al fondamentalismo islamico. E' necessaria ed imprescindibile la partnership con gli Stati Uniti d'America per vincere la guerra al terrorismo di matrice islamico-radicale, i cui reiterati attentati e minacce stanno aprendo la via ad un nuovo conflitto mondiale, dai connotati asimmetrici e non convenzionali. Sono da ripensare, nell'ambito comunitario, i modelli d'integrazione dell'immigrazione extracomunitaria arabo-islamica, le cui propensioni alla chiusura ed all'irrigidimento estremista sono sotto gli occhi di tutti. Il multiculturalismo ed il rigido assimilazionismo di marca laicista sono falliti. Solo un percorso d'integrazione rivolto alla singola persona musulmana, che porti all'acquisizione di una cittadinanza consapevole, in conformità ai valori fondanti della civiltà occidentale, permetterà all'Europa di sopravvivere, e, contestualmente, di non divenire una civiltà del tutto altra rispetto a ciò che fino ad ora essa è stata.
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Ragionpolitica, periodico on line n.185 del 6/11/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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