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Le anime belle di Germania temono l'arrivo del Cavalieredi Francesco Galietti - 14 novembre 2006 Berlusconi è di nuovo stato oggetto di un intenso bombardamento mediatico concertato delle sinistre europee. La semplice notizia di un suo potenziale movimento ha messo in subbuglio la stragrande maggioranza dei giornali tedeschi, ha suscitato reazioni di orrore nei politici di Spd e Verdi e ha costretto sulle difensive Angela Merkel, che sull'intera vicenda ha mantenuto un profilo molto basso. Vediamo, dunque, di ripercorrere insieme le tappe del tutto. Nei giorni scorsi era stato reso noto l'interessamento di Mediaset a valutare l'acquisizione del pacchetto di maggioranza del gruppo televisivo tedesco ProSiebenSat1 Media. Un interessamento dettato principalmente dalle dimensioni del mercato tedesco e dalla similarità di ProSiebenSat1 Media con Mediaset. Elemento, questo, che potrebbe indurre a pensare ad una agevole integrazione dei due soggetti. L'offerta informale e non vincolante di Mediaset è stata, tuttavia, giudicata troppo esigua dagli advisor finanziari del magnate arabo-americano Haim Saban, che attualmente ha il possesso del pacchetto in vendita. In corsa per l'affare rimangono i potentissimi fondi d'investimento Kkr e Permira, ma anche Goldman Sachs pare interessata alla cosa. La notizia ha tranquillizzato soprattutto gli intellettuali di sinistra tedeschi, che fino a quel momento hanno suonato l'allarme in tutte le maniere. Lo hanno fatto rumorosamente e disordinatamente, quasi sempre in modo incoerente. Un pezzo di Goetz Hamann, pubblicato sul Die Zeit del 9 novembre scorso e ripreso anche da tutti i principali giornali italiani, potrebbe servire a dare il polso di questo atteggiamento. Nel suo articolo, Hamann ricorda che negli Usa, a differenza di quanto avviene in Germania, l'ingresso nell'emittenza televisiva nonché nel mondo dell'informazione è subordinato a numerosi vincoli. In particolare, l'accesso è sbarrato a chi non è cittadino statunitense. Al punto che Rupert Murdoch, australiano, ha dovuto farsi americano prima di fondare il suo impero mediatico Usa. Forse, abbozza Hamann, la cosa non sarebbe impensabile anche in Germania, dove i teledipendenti sono milioni e un'acquisizione staniera (figurarsi poi di Berlusconi in persona) potrebbe orientare politicamente l'opinione pubblica. Ovviamente, con questo tipo di ragionamento si omette di scrivere che ProSiebenSat1 Media è attualmente nelle mani di un soggetto straniero, ma che la cosa non si è riverberata sull'orientamento dell'opinione pubblica. Di più, si ritrae Berlusconi come l'orco cattivo a cui non basta il dominio delle menti delle massaie italiane e spagnole (Telecinco), tanto da volere anche gli occhi ed i cuori dei tedeschi. Sarà, ma ProSiebenSat1 Media è più che altro il classico esempio di tv intesa come puro entertainment: show, film di azione e cartoni animati e reality. L'informazione in genere, e quella politica in particolare, sono ridotte allo stretto indispensabile: difficile vedere tutti questi rischi. Il frastuono politico dei giorni scorsi ha probabilmente impedito di scorgere i risvolti di puro business del tutto. Solo il Wall Street Journal ha ipotizzato che Mediaset abbia in realtà sfruttato l'occasione dell'invito a offrire per dare un'occhiata ai conti della concorrenza. Il che non è poca cosa.
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Ragionpolitica, periodico on line n.186 del 14/11/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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