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6 marzo 2008
 
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Warhammer 40.000: The Dark Crusade

di Francesco Natale - 18 novembre 2006

E' uscito da qualche giorno Dark Crusade, espansione «stand alone» (non richiede i precedenti titoli della serie per essere giocato) del bellissimo Dawn of War, pubblicato nel 2004. L'ambientazione è quella di Warhammer 40.000, popolare gioco di strategia con miniature ideato da Games Workshop che vede contrapporsi, per il dominio dell'universo, le forze dell'Impero a quelle del Caos, con Orchi, Mutanti e numerose altre razze/fazioni a fare da coprotagonisti in questo cruento scontro senza quartiere. In Dark Crusade, infatti, potremo scegliere fra ben sette fazioni: gli Space Marines, truppe scelte dell'Impero, le Guardie Imperiali, milizia regolare sempre facente capo all'Imperatore Galattico, gli Orchi, barbari fracassoni in perenne furor bellicus, i misteriosi Eldar, antichissima razza assimilabile agli elfi «convenzionali», i Tau, nobile popolo guerriero dotato di tecnologia all'avanguardia, i Chaos Marine, speculare malvagio e contorto degli Space Marines, corrotti dall'energia demoniaca del Caos e, infine, i terribili Necron, stirpe maledetta di robot quasi immortali, il cui unico scopo è il genocidio sistematico delle altre razze per offrirle in sacrificio al loro oscuro dio C'tan.

Il gioco si presenta come uno strategico in tempo reale, ove quindi assumeremo direttamente il controllo delle nostre truppe, solitamente suddivise in plotoni, per conseguire la vittoria sul campo di battaglia, vittoria che potrà consistere nel totale annichilimento dell'avversario oppure nel raggiungimento di determinati obiettivi specifici, come ottenere un determinato quantitativo di risorse o prendere il controllo di determinate strutture. Le risorse si ottengono conquistando manu militari i cosiddetti «punti strategici», eventualmente fortificandoli per difenderli dagli attacchi nemici: più punti strategici si controlleranno, maggiori saranno le risorse estratte che verranno messe a disposizione del giocatore, che potrà così spenderle per migliorare l'equipaggiamento delle proprie truppe, rendendole più letali, o costruire strutture che consentiranno di produrre truppe o mezzi sempre più devastanti ed efficaci.

Oltre alle truppe standard, rivestono un ruolo centrale i comandanti e le truppe speciali: il comandante in capo di una fazione, oltre ad essere più resistente e combattivo delle truppe standard, può essere potenziato con equipaggiamenti dedicati, resi disponibili per prestazioni belliche particolarmente brillanti, mentre le truppe speciali hanno specifici poteri come, ad esempio, la capacità di curare le ferite del plotone cui sono assegnate, garantire l'invulnerabilità o l'invisibilità temporanea, aumentare il «morale» delle truppe, ovvero la capacità di resistere ad attacchi particolarmente violenti che possono demolire la compattezza di una squadra.

Lo scenario in cui si confrontano le sette fazioni è il pianeta Kronus, un tempo oasi di pace ove Tau e Umani convivevano pacificamente, oggi wasteland devastato dagli oscuri Necron, risvegliatisi dopo un sonno durato eoni. Kronus è suddiviso in 25 regioni, sette delle quali ospitano il quartier generale di ciascuna fazione: per vincere dovrete conquistare i sei quartieri generali delle fazioni avversarie. Ogni regione inoltre garantisce specifici bonus, come la possibilità di attaccare due volte in un turno o disporre di unità speciali, dette Guardie d'Onore, immediatamente operative a inizio battaglia.

Proprio qui sta la vera novità di Dark Crusade: oltre alle battaglie tattiche tipiche sia di Dawn of War che della prima espansione ufficiale Winter Assault, si aggiunge una sezione strategica a turni in cui dovremo pianificare con attenzione i nostri attacchi e rinforzare le difese delle regioni già conquistate. La campagna risulta così estremamente dinamica e non lineare: se ci lanceremo subito allo sbaraglio cercando di annientare un avversario specifico potremmo prestare il fianco agli attacchi repentini delle altre fazioni, ritrovandoci attorno solo terra bruciata, magari perché abbiamo privilegiato esclusivamente l'aggressività a scapito della prudenza, dimenticando di consolidare le nostre posizioni. La vittoria sul piano tattico passa inevitabilmente da una accurata pianificazione strategica.

Ogni fazione dispone inoltre di unità completamente diverse, costringendo il giocatore ad adottare dinamicamente tattiche diverse a seconda dell'avversario: se gli Orchi puntano molto sul numero, disponendo sul campo di battaglia una vera e propria orda soverchiante di pedine sacrificabili, gli Eldar puntano molto più su unità veloci e specializzate, adottando un approccio più defilato e meno «cafone» rispetto agli Orchi. Allo stesso modo i Tau dispongono di unità micidiali sulla lunga distanza, dotate di potentissime armi a lungo raggio ma sostanzialmente inefficaci nel corpo a corpo e gli Space Marines puntano tutto sulla brutale potenza di fuoco. Tutte le fazioni risultano ottimamente bilanciate: non esiste l'arma definitiva, per così dire, e da ogni situazione, anche da quella apparentemente più disperata, può esistere una via di uscita e la conseguente possibilità di un contrattacco.

Nonostante i due anni di età il motore grafico tridimensionale che muove il gioco si presenta in maniera davvero sontuosa, merito anche dell'ottimizzazione e degli aggiornamenti operati da Relic, l'azienda che ha prodotto e sviluppato Dark Crusade. Le immagini sono fluide e dettagliate e la grafica cattura alla perfezione lo spirito dell'ambientazione di Warhammer 40.000: la beceraggine cruenta degli orchi, la placida letalità degli Eldar, lo «spirito templare» che anima gli Space Marines, che, così come i Cavalieri del Tempio, sono suddivisi in capitoli e si considerano paladini votati alla guerra contro le forze del Caos. Ottimi anche gli effetti sonori, che contribuiscono a generare una notevole immersività: è davvero coinvolgente vedere le proprie squadre di Terminator, truppe d'élite dell'Impero, avanzare inesorabili e gloriosi verso una postazione nemica sotto il fuoco incessante dell'artiglieria che martoria il terreno scavando profondi crateri, il tutto tra scoppi, sferragliare di armi da mischia e raffiche di Bolt Thrower, arma d'elezione degli Space Marines.

In definitiva, davvero un ottimo prodotto, fedele al gioco da tavolo cui si ispira, visivamente appagante e dotato di un alto tasso di rigiocabilità, sia perché avrete voglia di portarlo a termine con tutte le fazioni disponibili, sia per la possibilità di giocarlo in rete contro avversari umani. Concludiamo con un motto degli Space Marines che ben esemplifica lo spirito che permea l'universo di Warhammer 40.000: «E' meglio morire per l'Imperatore che vivere per se stessi».

! Francesco Natale
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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero
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