|
|||||||
|
|
Due sconfitte dell'Occidentedi Gianni Baget Bozzo - tratto da Il Giornale del 18 novembre 2006 La sconfitta di George W. Bush nelle elezioni del mid-term è stata vista come una liberazione da un incubo da entrambe le sponde dell'Atlantico. Gli avversari del presidente americano hanno pensato che egli fosse non la soluzione al problema, ma il problema egli stesso. Soprattutto in Europa si è ritenuto che il suo unilateralismo complicasse i rapporti con il mondo islamico. E così il Vecchio Continente ha potuto pensarsi come il detentore delle chiavi per un rapporto diverso tra Occidente e Islam. In realtà, Bush ha rappresentato l'unica risposta pensata alla sfida posta dall'islamismo politico come unico soggetto politico alternativo all'Occidente. La risposta di Bush è stata quella di portare il conflitto tra Occidente e Islam all'interno del mondo musulmano, sollevando il problema della democrazia in Iraq e quindi accettando di porsi come rappresentante dell'Occidente quale soggetto unitario. Il presidente americano ha pensato che lo scontro politico e militare fosse la via per stabilire un incontro delle culture e quindi sconfiggere l'idea della incomunicabilità tra Occidente e cultura islamica. Per quanto semplice (per alcuni osservatori semplicistica) abbia potuto apparire tale posizione, essa ha però offerto una risposta culturale al mondo islamico: separare la sostanza religiosa dalla forma totale della politica. La prova di forza, del resto, fa parte del linguaggio islamico; è l'unica risposta possibile, perché ciò che accade nel mondo sul piano dei rapporti di forza è segno della volontà di Allah. La vittoria in Iraq avrebbe segnato questo trapasso verso il riconoscimento dell'Occidente, come era già accaduto nei giorni del colonialismo, quando non ci furono risposte religiose salvo la forte resistenza della Tariqa dei Senussi in Cirenaica all'occupazione italiana (fu il primo caso di guerra santa islamica contro una potenza coloniale) e la rivolta di Abd el Krim in Algeria negli anni Venti del secolo scorso. Ora la situazione è complicata dal fatto che il segno della forza è sceso sulla parte islamica e non sulla parte occidentale. È avvenuto anche nel conflitto libanese tra israeliani ed Hezbollah. L'Occidente è stato sconfitto due volte e la sconfitta non è soltanto di Bush o di Olmert, degli Stati Uniti o di Israele: è la sconfitta dell'Occidente, della Cristianità dinanzi all'Islam, un segno che la benedizione di Allah sostiene con la sua forza i «combattenti di Dio». Il mondo islamico, proprio per la sua tendenza a pensare l'unità del divino, pensa anche all'unità dell'umano: e vede l'Occidente come unità e quindi come Cristianità. Vede il suo avversario in termini di unità e di eternità. L'Europa pensa alla diplomazia, ora che anche gli Stati Uniti scelgono questa strada: una strada difficile perché avviene dopo due sconfitte. Non è facile immaginare il modo in cui Siria e Iran interverranno per garantire una soluzione diplomatica al problema dello Stato iracheno: non si vede come essi possano essere mallevadori di questo Stato nato sotto le insegne dell'occupazione americana. Tanto più ora che in Iraq il leader di Al Qaeda può dichiarare di avere milleottocento shaid disposti al suicidio omicida in terra irachena. Anche per Siria e Iran scende l'ombra del califfato terrorista, complicando le loro responsabilità di Stati; con in più una sfida particolare all'islamismo sciita della Repubblica iraniana. Meno che mai si vede come sia possibile riprendere in queste condizioni la Road Map per la pace in Palestina, fondata sul principio dei «due popoli e due Stati». L'illuminismo europeo impedisce al Vecchio Continente di pensarsi come Cristianità e di comprendere la dimensione religiosa totale di cui l'Islam è portatore. La soluzione libanese non è frutto della vittoria delle Nazioni Unite, dell'Unione Europea e della sinistra italiana. È semplicemente la sconfitta dei Repubblicani nelle elezioni di medio termine. E non ha semplificato le questioni mediorientali, ma ha solo messo in luce la loro complessità e le due sconfitte dell'Occidente.
|
Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail IN QUESTO NUMERO
|
|||||
|
Ragionpolitica, periodico on line n.187 del 21/11/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
|||||||