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E adesso guardiamo avantidi Sara Franchino - 25 novembre 2006 Con l'approvazione della Finanziaria si spengono le speranze di chi riteneva che il governo Prodi non avrebbe superato i primi mesi di attività. Hanno, come spesso accade, avuto ragione i più cinici, coloro che sin dal giorno successivo alle elezioni hanno sostenuto che l'esecutivo del Professore, nonostante fosse carente di idee e obiettivi comuni, sarebbe sopravvissuto per attaccamento al potere, vivendo sul compromesso e tirando a campare giorno per giorno. Adesso si aprono le riflessioni sul ruolo che deve giocare l'opposizione. Il centrodestra non può più permettersi di stare a guardare, attendendo passivamente la caduta del governo unionista. Uno dei segnali di maggior forza che può dare la Casa delle Libertà è quello della propria coesione e compattezza. Questo, ovviamente, tenendo conto del fatto che la Finanziaria è sì passata, e quindi l'esecutivo può tirare un sospiro di sollievo, ma la maggioranza, soprattutto al Senato, rimane davvero risicata. Un altro aspetto che i rappresentanti della CdL non devono dimenticare è quello del malcontento della gente, determinato da un sentimento di delusione e acuito dalle difficoltà che i cittadini attraversano per via dell'aumento delle tasse e dei costi che continuano a livellarsi verso l'alto. Non si può infatti continuare a chiudere gli occhi su problematiche che sono reali. Occorre dare risposte alle persone che le attendono, in modo da non implementare ulteriormente quella distanza - che sta diventando voragine - tra la realtà quotidiana della gente e la realtà della politica. Il governo Berlusconi, in cinque anni di mandato, ha messo in atto una serie di provvedimenti che iniziavano a dare i loro frutti: ora spetta a quegli stessi politici che hanno scritto tali leggi il compito - forse ancora più arduo - di difenderle e pretendere la loro attuazione. Sta quindi a loro svolgere a pieno il proprio dovere, per dimostrare ai cittadini che c'è qualcuno che, nonostante tutto, è disposto a sostenere le loro necessità e a dare voce alle loro istanze. Non ci si può dimenticare del fatto che un politico, per prima cosa, deve essere capace di ascoltare, per poi, una volta recepiti i bisogni, individuare soluzioni idonee ad apportare dei miglioramenti. La questione dello scollamento tra il livello politico e la gente non può essere continuamente rimandata ed elusa. Allo stesso tempo c'è bisogno che non vengano dispersi quei valori e quei caratteri peculiari del centrodestra, ed in particolare di Forza Italia, che nascono dalla propensione alla speranza, dalla volontà di voler cambiare le cose e dalla consapevolezza di poterlo fare. In tal senso ancora oggi Silvio Berlusconi rappresenta la speranza per tanti italiani che non vogliono arrendersi, inchinandosi al vittimismo o allo scetticismo. La manifestazione nazionale del 2 dicembre è una buona occasione per dimostrare questa capacità di speranza e per mostrare a Romano Prodi che la maggioranza degli italiani ama il suo Paese e crede nel suo futuro.
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Ragionpolitica, periodico on line n.187 del 21/11/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore editoriale: Alessandro Gianmoena, Direttore responsabile: Aurora Franceschelli, Redazione: Gianteo Bordero © 2003-2009 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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