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Lo strano silenzio sul caso Litvinenko

di Paolo Della Sala - 25 novembre 2006

Come si temeva, giovedi è deceduto Alexander Litvinenko, ex tenente colonnello russo esule a Londra. Probabile causa del decesso un avvelenamento dovuto a un componente solitamente utilizzato nella chemioterapia. Si tratta di una morte terribile, che si può collegare, come fa il Daily Telegraph, a una tradizione piena di sicari - più della corte dei Borgia: si pensi a Lev Trotsky, a Georgi Markov (dissidente bulgaro colpito con un ombrello avvelenato sul Waterloo bridge di Londra nel 1978), ai leaders ceceni Yandarbiyev e Khattab, al dissidente Alexander Solzenicyn, a Viktor Yushchenko, il presidente ucraino devastato dalla diossina, ad Anna Politkovskaya, colpita da quattro colpi di pistola in ascensore poche settimane fa...

Mentre la stampa internazionale riporta la notizia in prima pagina o comunque con grande evidenza, i giornali italiani l'hanno pressoché silenziata. Eppure il caso Litvinenko conduce anche in Italia, dal momento che l'ultimo suo appuntamento è avvenuto in un sushi bar di Londra con un consulente della Commissione Mitrokhin, Mario Scaramella - incontro avvenuto a inizio novembre. Scaramella era arrivato a Londra per allertare Litvinenko e per chiedergli consiglio, in quanto correvano (e corrono) notizie di attentato ai suoi danni e ai danni del senatore Guzzanti, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta.

Poco prima di questo appuntamento, l'ex tenente colonnello del Kgb e del Fsb russi era stato avvicinato da uno sconosciuto, probabilmente slavo (qualificato col nome di «Vladimir» da Scotland Yard), il quale lo aveva invitato a bere un tè. Probabilmente proprio in quel tè venne immesso il veleno. Inizialmente si pensò al tallio radioattivo come causa della morte giunta dopo quasi quattro settimane di atroci sofferenze. Successivamente la Bbc ha parlato di tre oggetti misteriosi tracciati da una radiografia intestinale, ma l'ipotesi è stata smentita. L'ipotesi ora più accreditata dagli inquirenti parla di un minerale utilizzato nei composti chemioterapici.

Litvinenko faceva parte di un gruppo di giornalisti ed ex ufficiali dissidenti e indipendenti, tra i quali figurava anche Anna Politkovskaya. Il nome di Litvinenko venne fatto dall'eurodeputato Gerard Batten nel corso di una seduta al parlamento di Bruxelles, ad aprile 2006. Il deputato Batten riferì che Litvinenko, prima di fuggire esule in Occidente, avrebbe chiesto consiglio al suo superiore e amico generale Trofimov. La dichiarazione di Batten è disponibile (con sottotitoli in italiano) su YouTube. Secondo quanto dichiara Batten, Anatoly Trofimov sconsigliò Litvinenko di recarsi in Italia, dove vi erano molti politici legati al Kgb*.

Il gruppo dissidente ha accusato il gruppo di potere di Putin per molte sue operazioni, in Cecenia e altrove. Purtroppo il generale Trofimov è stato ucciso da sicari nel 2005, con la moglie. Il senatore Guzzanti ricorda che lo stesso Litvinenko gli disse, all'indomani della notizia, di diffidare dalle ipotesi della stampa internazionale, che aveva parlato di un assassinio commesso della mafia russa, dal momento che la mafia non si sarebbe mai sognata di uccidere un generale dei servizi segreti. Dopo pochi mesi fu colpita la Politkovskaya, e ora è la volta di Litvinenko.

! Paolo Della Sala

*Molte vicende riguardanti le relazioni tra Kgb e i politici italiani sono di dominio pubblico, in quanto atto parlamentare. In questo senso una delle parti più pertinenti ai rapporti tra Italia e Urss è il resoconto della seduta dell'aprile del 2004 (la 58ma), in particolare sui rapporti tra Nomisma e l'Istituto Plekhanov (branca economica del Kgb), da pagina 45 in poi.

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