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Sul welfare il governo parte col piede sbagliato

di Antonio Maglietta - 2 dicembre 2006

Recentemente il ministro Damiano ha dichiarato che a gennaio si aprirà il tavolo generale sul mercato del lavoro e le pensioni, con la precisazione che la riforma dei due comparti sarà affrontata parallelamente al tema della produttività. Nei mesi scorsi sono state rese note le linee guida sulle quali verterà la discussione in tema di riforma del mercato del lavoro. Innanzitutto si è precisato che «la forma normale di occupazione è il lavoro a tempo indeterminato» e sono state indicate quattro linee guida per una riforma del contratto a termine: indicazione di sintetiche causali tipicizzate adatte alle odierne esigenze di mercato; affidamento alle parti sociali, attraverso la contrattazione collettiva, del compito di individuare ulteriori ipotesi di contratto di lavoro a termine; affidamento alla contrattazione tra le parti sociali della definizione delle percentuali di ricorso al contratto a termine in proporzione al numero di lavoratori a tempo indeterminato presenti in azienda; definizione di un regime legale anti-elusivo che definisca il numero massimo e/o il limite temporale delle proroghe e dei rinnovi consentiti.

Sembra chiaro che l'attenzione al mercato del lavoro sarà tutta concentrata sulla ridefinizione del contratto a termine e sull'affermazione della centralità del lavoro a tempo indeterminato. Ma proprio questa specificazione lascia intendere che la riforma riguarderà solo una parte del variegato mondo lavorativo italiano. Inoltre, l'attacco alla legge Biagi attraverso la graduale eliminazione di alcune tipologie di contratti sembra essere un tentativo maldestro per pagare dazio agli schiamazzi della sinistra radicale piuttosto che un'azione volta a combattere il male storico rappresentato dal «lavoro nero». Infatti, ad esempio, la preannunciata eliminazione del job on call farà indietreggiare nell'illegalità (costringendolo al lavoro nero) chi oggi poteva essere messo in regola.

Per quanto riguarda invece il tema della produttività, il ministro Damiano ha dichiarato di puntare alla salvaguardia del carattere universale del contratto nazionale, con la previsione di una differenziazione per i redditi da lavoro a seconda della produttività a livello decentrato, secondo il principio che vada distribuita a livello di contratto decentrato, ovvero laddove si forma. Nessun accenno ai veri nodi da sciogliere e cioè all'intensificazione della concorrenza e alla qualità del sistema dell'istruzione e della formazione continua. La formazione sembra essere poi il vero e proprio buco nero in tema di produttività sia del comparto pubblico - così come rimarcato anche nella relazione annuale della Corte dei Conti - che del comparto privato.

Sulla riforma del sistema pensionistico i provvedimenti fino ad ora messi in campo dal governo nell'ambito della Finanziaria non fanno sperare niente di buono per il futuro. L'innalzamento generalizzato delle aliquote contributive non fa che ripianare i conti e permettere di pagare le attuali pensioni, ma non scioglie il nodo del pagamento di quelle future. Il trasferimento forzoso del Tfr inoptato all'Inps infligge un colpo mortale al decollo del sistema previdenziale complementare; infatti va ricordato che il fondo istituito presso l'Inps, in cui dovrà confluire il Tfr inoptato, servirà a finanziare interventi in materia di opere pubbliche. Le mancate liberalizzazioni nel settore delle banche e delle assicurazioni hanno avuto l'effetto dannoso di non far decollare il terzo pilastro previdenziale (previdenza integrativa privata) e cioè del mezzo attraverso il quale soprattutto i lavoratori autonomi avrebbero l'opportunità di costruirsi nel tempo una pensione dignitosa.

Insomma le premesse sbagliate su cui a gennaio si aprirà il tavolo generale sul mercato del lavoro e delle pensioni non fanno che aggiungersi alla lunga lista dei buoni motivi per scendere in piazza il 2 dicembre contro il governo delle tasse e dell'inefficienza.

Antonio Maglietta

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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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