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numero 280
6 marzo 2008
 
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Gerolamo Fazzini (a cura di)

Il libro rosso dei martiri cinesi

recensione di Vincenzo Merlo - 12 dicembre 2006

«Fui rinchiuso in una stanza strettissima. Per tutto il giorno mi era possibile soltanto stare seduto a gambe incrociate. Non potevo alzarmi o distendermi. Dovevo avere il permesso della guardia se volevo andare al gabinetto e persino per schiarirmi la gola. Solo dopo aver ricevuto il suo permesso potevo alzarmi. Non mi era consentito parlare con nessuno, e nemmeno assopirmi, altrimenti sarei stato sottoposto ad una dolorosa sferzata sulla lingua». Questa la testimonianza di padre Tian Tande, classe 1916, che così ricorda trent'anni di lavori forzati nella Cina maoista, dopo essere stato cacciato dalla cattedrale di Canton e trascinato senza processo in un gelido campo di lavoro nel nord-est del Paese.

Questa ed altre agghiaccianti testimonianze sulle persecuzioni condotte dai maoisti contro i cattolici negli anni '40, '50 e '60 sono raccolte ne Il libro rosso dei martiri cinesi, a cura di Gerolamo Fazzini, volume frutto della collaborazione tra Mondo e Missione e le Edizioni San Paolo. «Sono le storie, tutte documentate - scrive Guido Mattioni su Il Giornale - di alcuni cristiani sopravvissuti ai campi di prigionia cinesi nel quarantennio iniziato a metà anni '40, con la guerra tra comunisti e nazionalisti, e conclusosi nel 1983, poco prima dell'inizio della "modernizzazione" avviata da Deng Xiaoping. In quell'arco di tempo, anzi, sotto ad esso, sono rimaste le vittime di un'immane e sanguinosa "recita" ideologica, animata da coreografie di bimbi in divisa e scandita da slogan idioti spacciati come grandi saggezze. Un numero spaventoso di vittime tali da porre Mao, il "Sole rosso", alla stregua degli altri due mostri del XX secolo, Hitler e Stalin: 80 milioni di morti solo nel periodo del "Grande balzo in avanti", dal '58 al '61, come rivelato dall'ex gerarca Chen Yizi con il conforto di un documento dello stesso Partito Comunista».

Il libro di Fazzini, a cui hanno collaborato anche vari missionari del Pontificio Istituto Missioni Estere, costituisce un documento di eccezionale rilevanza storica, che mostra dall'interno contraddizioni e brutalità del regime maoista. Ecco allora che veniamo a conoscenza di uomini e donne di cui ignoravamo le indicibili sofferenze. Come Geltrude Li, insegnante in una scuola cattolica, incarcerata per la sua amicizia con i missionari e che ha scritto le sue memorie su pezzi di carta sagomati a forma di suole, per nasconderli nelle scarpe del sacerdote che di tanto in tanto veniva a visitarla. Come i 33 monaci cistercensi del monastero di Yangjiaping (devastato dai comunisti nel '47), umiliati e torturati prima di essere sottoposti ad un atroce martirio protrattosi per settimane. O come padre Li Chang, scomparso nel 1981, che era finito in esilio in una foresta. A suo modo non s'era perso d'animo: aveva soprannominato ciascun albero con il nome di un santo e questo fatto gli aveva dato la forza per andare avanti.

«Sono pagine amare di un incredibile album degli orrori», ha commentato Antonio Giuliano su Avvenire, evidenziando come «le memorie dei sopravvissuti provano una volta di più le atrocità del comunismo e tolgono il velo a una storiografia spesso accecata dall'ideologia». Per dirla con Fazzini: «Mentre in Europa, negli anni Sessanta, il verbo del maoismo veniva propagandato come il "volto buono" del comunismo, arruolando simpatizzanti anche in casa cattolica, in Cina il culto del "Grande timoniere" era imposto con la forza per soggiogare coscienze e masse. E l'ipoteca ideologica sulla storiografia e sulla pubblicistica nostrana in tema di Cina ha limitato pesantemente la possibilità di conoscere e far conoscere storie di persecuzione e martirio cristiano».

Ecco allora che ci sembra doveroso fare nostro il monito del vescovo di Hong Kong, cardinale Joseph Zen Ze-kiun, che nella prefazione al libro di Fazzini ricorda i vescovi tuttora detenuti nelle carceri comuniste cinesi, evidenziando come tra i numerosi cattolici imprigionati per trenta o più anni in Cina «non sono pochi coloro che ci hanno lasciato le loro memorie. Molte di esse sono state tenute nel cassetto per un lungo periodo. Oggi continuare sulla strada del silenzio sarebbe un errore incomprensibile e imperdonabile». Perché lo stesso Giovanni Paolo II ci ha insegnato il «dovere della memoria, e in particolare della memoria dei martiri cristiani del XX secolo, di tutti i martiri, sotto qualsiasi regime, senza più nessuna reticenza». Martiri che abbiamo il dovere di ricordare e onorare.

Vincenzo Merlo

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Il libro rosso dei martiri cinesi
  • Autore:
    Gerolamo Fazzini (a cura di)
  • Editore:
    San Paolo
  • Prezzo: 16,00 €
  • Pagine: 272

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Ragionpolitica, periodico on line n.190 del 11/12/2006
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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