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Il grande sogno rosso

di Armando Pannone - 19 dicembre 2006

L'Europa è alle prese con un dilemma angosciante: allargarsi da subito, includendo la Turchia e gli Stati dell'Est, o attendersi da questi Paesi un processo di assimilazione dei minimi standard di vita occidentali in tempi medio lunghi. Il problema è serio, ha riflessi economici e politici di rilievo per un'Europa che vuole e deve contare di più. Il prezzo da pagare è altissimo: allargandosi sempre più ad oriente e verso est, il Vecchio Continente assimilerà culture laicistiche e musulmane da integrare in un corpus sociale magmatico ed erediterà situazioni economiche assai diverse e di complicata gestione comunitaria. Per riuscire in una simile impresa, l'Unione Europea deve trovare, necessariamente, un punto d'equilibrio. Questo passaggio è stato già affrontato e superato.

Nella stesura della Costituzione europea ha prevalso la cultura relativista, anticlericale e comunista. L'empito negazionista delle radici cristiane e cattoliche ha avuto il sopravvento sul collante dei valori e delle tradizioni popolari. La Spagna, con la disgregazione della famiglia tradizionale, ha inferto un pesante colpo di maglio, ma non è stato il primo Paese a iniziare la lapidazione del cristianesimo. Nei Paesi del nord si era già aperto il processo di rivalutazione del cerebralismo integralista che non accoglie la dimensione del mistero, dando vita ad un pericoloso sincretismo religioso senza marcare alcuna differenza. Eutanasia, anche infantile, Pacs, adozioni agli omosessuali, divorzio breve e indolore: tematiche risolte in chiave economica, saltando il travaglio individuale e le remore morali, ignorando le pur gravi responsabilità statuali in tema di corrispondenza necessaria tra etica e governabilità.

L'Italia sembrava reggere, come ultima cerniera tra il nord ed il sud dell'Europa, grazie ad un equilibrio tra società civile e partiti, almeno a parole, impegnati nella difesa delle radici cristiane e dell'identità, pur in una logica di accoglienza. La frontiera italiana rischia ora di crollare sotto i colpi a tradimento inferti alla Chiesa, dal suo interno, da parte di chi ha ceduto a una lettura ideologica della dottrina sociale. I comunisti dentro, anche quelli che in buona fede si sentono cattolici adulti o cattolici impegnati, hanno contribuito all'assedio della Chiesa. Papa Giovanni Paolo II si era già battuto per l'affermazione, in linea di principio, delle origini e radici cristiane nella comune Carta Europea. Papa Benedetto sta conducendo la stessa asperrima battaglia contro un laicismo che è espressione di un comunismo massificante, ostile ad ogni dimensione individuale, livoroso e soffocante.

La congiuntura economica che si sta creando in Italia attraverso un'asfissiante politica di prelievo tende al ripiegamento del popolo sulla quotidianità. In un sistema siffatto, ci sarà sempre meno spazio per il lusso del pensiero, la cura delle arti, la voglia di conoscere e approfondire. L'uomo sarà più egoista perché economicamente più debole e lo Stato-dio potrà scegliersi gli adepti, i nuovi sacerdoti rossi da premiare e promuovere in una collettività lacera e prona. Il sogno di un'Italia alleata dei vincitori rossi è in fase avanzata. Spetta al corpo della Chiesa, agli uomini di buona volontà, spezzare questo sogno rosso, l'incubo di un credo sociale a tutti i costi che vuole prevalere sull'uomo.

Il grande sogno rosso non si ferma all'Italia. Ambiziosamente, tende ad includere nelle sue mire tutta un'Europa confusa, stordita dalle migrazioni e attanagliata da problemi di identità sovranazionale. Politicamente, il baluardo contro tutto questo è la costruzione, in Europa, di una grande formazione liberale, aperta serenamente a laici e credenti: è l'ultima frontiera che si frappone al tracimare dell'ideologia dell'odio e della divisione. Nel nostro Paese, su questa idea, si sta pensando di costruire il Partito della Libertà. Un partito che ridona valore e significato all'idea di partecipazione democratica dei cittadini e ne rivaluta la funzione. L'unico tentativo serio, al di là di ogni steccato ideologico, di contrastare la volontà feroce di soffocare la libera iniziativa individuale, la sterile e becera intolleranza per il cristianesimo, i suoi simboli e i suoi rappresentanti.

! Armando Pannone
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