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Maometto senza testa non fa scandalo. Ma la paura restadi Stefano Magni - 21 dicembre 2006 L'Idomeneo di Mozart si conclude con un (quasi) lieto fine: Poseidone risparmia a Idomeneo, re di Creta, il sacrificio del figlio Idamante, promesso al Dio del mare in cambio della sua salvezza. Nell'allestimento del 2003, il regista tedesco Hans Neuenfelds ha deciso di aggiungere una scena finale: Idomeneo torna sul palco con un mazzo di teste mozzate, tra cui non c'è solo quella di Poseidone, ma anche quelle di Gesù Cristo, di Buddha e di Maometto. Il regista ha deciso di completare l'opera a modo suo, scegliendo di portare il pensiero illuminista di Mozart sino alle sue estreme conseguenze, sino alla ribellione dell'uomo contro tutte le religioni. La critica lo ha stroncato: non si tocca un'opera compiuta che per di più incontra il favore del pubblico dal 1781. Il pubblico, alla sua prima rappresentazione nel 2003, lo ha fischiato. Tuttavia nessun greco ha protestato per l'atto di ingratitudine nei confronti di Poseidone, decapitato anche dopo che aveva salvato generosamente la giovane vita di Idamante. Nessuna Chiesa cristiana ha protestato pubblicamente per la testa mozzata di Gesù Cristo. E nessun buddhista ha lanciato minacce. Ma la quarta testa era quella di Maometto. Al momento di rappresentare l'opera «aggiornata» alla Deutche Oper di Berlino, alla fine dello scorso settembre, tutto il mondo musulmano era in pieno fermento. Si era nel pieno della protesta islamica contro la lezione di Benedetto XVI a Ratisbona. La Germania si sentiva presa di mira dal radicalismo religioso e il ministro degli Interni del Land di Berlino, Erhahrt Koerting, avvertì che potevano scoppiare disordini legati all'opera mozartiana. La sovrintendente del teatro lirico, Kirsten Harms, mostrandosi più realista del re, decise di cancellare l'opera dal programma. «Se la paura di possibili reazioni porta all'autocensura, allora è anche in pericolo la cultura democratica della libertà di pensiero», aveva dichiarato il Ministro per gli Affari Culturali Bernd Neumann, condannando l'autocensura della Deutche Oper. «Cancellare l'opera per una presunta futura minaccia integralista sarebbe come regalare la propria casa a un ladro», intervenne la portavoce della numerosa comunità turca in Germania. Il caso divenne politico. Seguirono accuse, giustificazioni, un tavolo per il dialogo multiculturale con le comunità musulmane e alla fine l'opera è stata eseguita regolarmente il 18 dicembre scorso, dopo numerosi rinvii. E non è successo niente. Semplicemente, i leader religiosi musulmani tedeschi più fondamentalisti non hanno accolto l'invito delle autorità ad andare ad assistere all'opera e sono rimasti a casa. D'altra parte non li si poteva obbligare. L'episodio fa capire quanto sia andata avanti la paura per l'Islam radicale. Non solo basta una fatwa, emessa da qualche autorità religiosa nel Medio Oriente, per autosospendere un'opera o cancellare un articolo in una libera città europea, ma addirittura la sola possibilità di ricevere minacce provoca panico, crea casi politici e induce all'autocensura. Mozart visse nella cattolicissima Austria e rappresentò l'Idomeneo nella cattolica Monaco, capitale dell'Elettorato di Baviera. I suoi ideali illuministi non gli impedirono di diventare il più osannato dei musicisti europei del XVIII secolo. Nell'Europa post-moderna del XXI secolo, parlare di religione ostentando idee atee, sta diventando sempre più pericoloso.
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Ragionpolitica, periodico on line n.191 del 18/12/2006 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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