RAGIONPOLITICA.it - Giornale online di cultura e politica Logo RAGIONPOLITICA.it
numero 280
6 marzo 2008
 
HOMECHI SIAMOCREDITSSCRIVI  
 
 
segnala ad un amicosegnala l'articolo ad un amico stampa l'articolostampa l'articolo

Energia pulita: il danno e la beffa

di Carlo Cerofolini - 24 dicembre 2006

L'Authority per l'antitrust - Presidente Catricalà - in una sua recente relazione (11/07/06) in merito all'incentivazione che viene data in Italia per le energie rinnovabili, evidenzia come questa sia costata cinque miliardi di euro nel 2005, con un impatto diretto per i cittadini di tre miliardi ed ha quindi inviato una segnalazione al governo ed al parlamento per la modifica radicale di questo modello. Il problema, oltre tutto, risiede nel fatto che, di fronte ad una spesa così ingente a carico di tutti, corrisponde una produzione energetica da questo tipo di fonti che incide sul fabbisogno nazionale per una percentuale da prefisso telefonico (escludendo l'idroelettrico ed il geotermico). Se poi si considera che nel 2006 la bolletta energetica per il nostro Paese è passata dai 36 miliardi del 2005 a 48 (di gran lunga la più cara d'Europa e di tutti i paesi industrializzati), con un aumento di ben 12 miliardi, sia a causa del rincaro del greggio sia per la crisi di approvvigionamento del gas russo, ben si capisce come quei soldi potrebbero essere meglio impiegati.

Ora, muovendoci in questa logica e facendo solo riferimento ai denari gettati annualmente nella fornace verde delle energie «pulite» - i cinque miliardi di cui sopra - e lasciando un miliardo per il finanziamento della termovalorizzazione dei rifiuti - che però i verdi vogliono togliere - e per pochi altri siti energetici di nicchia utili, si hanno a disposizione quattro miliardi annui che coprirebbero il costo per la costruzione di due centrali nucleari da 1 GW (1 miliardo di W=1.000 MW) ciascuna, con tempo di costruzione di quattro anni. Se si andasse in questa direzione nel 2011 avremmo operative le due prime centrali nucleari da 1 GW, fino ad arrivare nel 2016 ad un totale di dieci centrali sempre da 1 GW l'una, che produrrebbero circa il 20% del fabbisogno nazionale di energia elettrica (la Russia, che non ha certo problemi né di petrolio né di gas, si propone di costruire ben 40 centrali nucleari nei prossimi 25 anni) e così via in progress di due centrali all'anno, fino ad arrivare, in breve, quasi all'autosufficienza energetica. Questa operazione porterebbero inoltre i seguenti vantaggi:

  1. notevole e sempre maggiore alleggerimento della bolletta energetica, con riflessi positivi anche sulla competitività del sistema Italia e sulla qualità della vita dei suoi abitanti;
  2. affrancamento dai "ricatti" dei signori del gas e del petrolio;
  3. eliminazione del pericolo dei black out;
  4. niente rilascio in atmosfera dei cosiddetti gas serra, e quindi facile rispetto pure del protocollo di Kyoto, che così perderebbe la sua onerosità per il nostro Paese valutabile - secondo uno studio prodotto dall'International Council on Capital Formation - nella perdita di ben 280.000 posti di lavoro entro il 2025 e a una riduzione del PIL effettivo pari al 2,9%, (circa 35 miliardi di euro).

Nonostante questi dati, che parlano da soli, e che sono arcinoti specie fra gli addetti ai lavori, l'Enel ha acquistato di recente, e per più giorni, costosissime intere pagine di giornale per magnificare il suo impegno sia nel limitare le emissioni dei cosiddetti gas serra sia nel produrre energia da fonti rinnovabili. E proprio su questi fronti annuncia il suo impegno ad investire oltre quattro miliardi nei prossimi cinque anni in Italia e pure all'estero, al fine anche di consolidare la sua (dell'Enel) leadership mondiale proprio nel campo delle energie rinnovabili. Insomma oltre il danno ci tocca a subire, a nostre spese beninteso, pure la beffa di questi messaggi il cui stile - in tempo di governo rossoverde - è nella forma ecologicamente corretto, mentre nella sostanza è economicamente e scientificamente errato, se si ben considerano la resa e la disponibilità energetica effettiva di questi interventi.

! Carlo Cerofolini
Gli ultimi commenti
SCRIVI UN COMMENTO A QUEST'ARTICOLO

i migliori verranno pubblicati in queste pagine

Nome o nickname:
Titolo:
Commento:
Caratteri disponibili:


 

Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail

IN QUESTO NUMERO

Ragionpolitica, periodico on line n.191 del 18/12/2006
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero
© 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata
Riproduzione riservata