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L'insostenibilità dell'energia eolica

di Carlo Cerofolini - 29 dicembre 2006

Per gli ambientalisti e non solo (purtroppo), una delle fonti energetiche su cui puntare con forza per la produzione di elettricità è quella eolica. Nella classifica dello sfruttamento del vento per questo scopo, la Germania è al primo posto con ben 18 GW (che però ha come sua prima fonte di produzione di energia elettrica il carbone, con oltre il 50%, e come seconda il nucleare con quasi il 30%), al secondo posto gli Usa con 4,1 GW, al terzo la Spagna con 3,3 GW, al quarto la Danimarca con 2,5 GW, mentre l'Italia è al quinto posto con soli 0,7 GW installati. Inoltre si afferma che con l'eolico - nonostante non sia una fonte costante - si potrebbe arrivare a coprire fino al 20% del fabbisogno elettrico di una nazione, che per il nostro Paese corrisponderebbe a circa 10 GW. In tutta questa «esaltazione» dell'eolico si sottovaluta però il fatto che la potenza installata è solo nominale e che il rendimento degli aerogeneratori è intorno al 16% dei valori indicati, perché queste apparecchiature non sono in grado di erogare corrente se il vento è o troppo forte o troppo debole, e quindi per non rischiare black out occorre comunque tenere di riserva accese e pronte a partire delle centrali termoelettriche (cfr. J. Lovelock, La rivolta di Gaia p. 117 e 146 ed. Rizzoli 2006). Questo porta a far sì che per sostituire 1 GW convenzionale occorrano ben 24 GW eolici (24.000 aerogeneratori da 1 MW), con una spesa di 24 miliardi di euro (cfr. F. Battaglia, Ruberie eoliche , Il Giornale 06/11/06 p. 1 e 43), mentre con pari cifra si potrebbero costruire ben 12 centrali atomiche (le più costose in assoluto) da 1 GW ciascuna, con continuità di erogazione del 90%, che permetterebbero però, volendo, di eliminare 12 GW termoelettrici e non uno.

Per quanto poi attiene l'emissione dei cosiddetti gas serra in atmosfera provenienti dai vari tipi di centrale elettrica(1) - riportati in grammi di anidride carbonica equivalenti per 1 KWh - secondo ricerche fatte dall'Istituto svizzero Paul Scherrer si hanno i seguenti valori: lignite: 1340, carbon fossile: 1071, petrolio: 855, gas naturale: 605, energia nucleare: 16, forza idrica: 4, fotovoltaico (p-Si): 193, fotovoltaico (m-Si): 121, vento: 36; solo che, alla luce di quanto prima scritto, per sostituire 1 KW convenzionale occorrono ben 24 KW eolici installati e quindi il valore di gas serra equivalenti di questa fonte vanno moltiplicati per 24 e così passano da 36 grammi a 864 grammi per KWh, dato che è di poco superiore a quello delle centrali a petrolio e più alto del 43% di quello delle centrali a gas. Questo ad ulteriore dimostrazione che ciò che non è economicamente sostenibile, non è ecologicamente compatibile. Ora - pur senza voler entrare nello specifico dello scempio ambientale e del devastante impatto sull'ecosistema che comporterebbe, specie in Italia, l'installazione di migliaia e migliaia di aerogeneratori dell'altezza di 100 metri, se seguissimo l'esempio della Germania, come molti ecologisti vorrebbero e come previsto nel programma dell'Unione e nel ddl n. 691 del giugno 2006 sottoscritto da Bersani e dieci ministri - è illuminante, per concludere, quanto ha scritto uno dei padri dell'ecologia, ideatore del concetto di Gaia, ed ora convertito al nucleare, James Lovelock nel suo ultimo libro La rivolta di Gaia (p. 117-118 ed. Rizzoli 2006) a proposito dell'eolico:

«Nessuna collettività dotata di buon senso potrebbe mai sostenere una fonte di energia (l'eolico ndr) così oltraggiosamente dispendiosa ed al tempo stesso inaffidabile, se non fosse per il fatto che i costi reali sono stati mascherati al pubblico da un sistema di sussidi e dalla distorsione delle forze di mercato operata attraverso la legislazione. L'entusiasmo per le energie rinnovabili, accoppiato ad una politica con cui ciascuna nazione tenta di ostentare la propria diligenza in quanto a rispetto dei limiti di Kyoto forma un mix dagli effetti nefasti».

Dopo i dati di cui sopra e questa forte stroncatura di Lovelock, è quanto mai opportuno che, una volta per tutte, si metta fine al voler considerare l'eolico e così pure il fotovoltaico, che è molto più costoso, come fonti di energia principale, se non ci vogliamo ritrovare in breve con un'economia disastrata e nella civiltà della candela. Con il governo rossoverde che però abbiamo in Italia non c'è assolutamente da sperare che si vada in questa direzione, anzi, e quindi questa deve essere una ragione in più per mandare subito a casa Prodi & Co. e cambiare veramente registro anche e soprattutto in campo ambientale.

! Carlo Cerofolini

Nelle centrali fossili la maggior parte delle emissioni proviene direttamente dall'esercizio, mentre per l'energia nucleare, la forza idrica, il fotovoltaico e l'energia eolica esclusivamente dai processi a monte e a valle. Tra questi figurano in particolare la costruzione e lo smaltimento degli impianti. Per l'energia nucleare entrano in gioco anche l'estrazione dell'uranio e lo smaltimento delle scorie radioattive. (fonte: Axpo)

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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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