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L'energia eolica è insostenibile

di Carlo Cerofolini - 27 gennaio 2007

Hanno scritto sulle energie alternative e specificatamente per l'eolico e il fotovoltaico:

  1. Eolico e fotovoltaico: «Lasciamo perdere energia eolica e fotovoltaico: esse resteranno sempre marginali» (Carlo Rubbia - Premio Nobel - in un'intervista recente al Corriere della Sera)
  2. Eolico: «Il piano energetico nazionale dell'Enea del 1988 prevedeva un massimo di 600-1.000 MW, rispettando le zone paesaggisticamnte pregiate. Oggi siamo a 1.800 MW e si vuole arrivare a 8-10 mila. Assurdo. Se mettessimo in fila gli aerogeneratori avremmo 2.700 Km. di torri, in un paese lungo 1.200 Km. Con scempio ambientale. Inoltre senza risolvere il problema energetico perché così si coprirebbe al massimo il 4,5% del fabbisogno elettrico nazionale (omissis). In Germania hanno installato 18 mila MW però lì ci sono 3.500 ore di vento in Italia 1.800, troppo poco. Se non ci fossero gli incentivi pubblici non sarebbero nemmeno competitivi. La rete elettrica nazionale non può sopportare più di 5-6 mila MW, perché il vento è inaffidabile, se non soffia non si produce energia e bisogna approvvigionarsi in altro modo (es. con centrali convenzionali a tampone pronte a partire con costi e sprechi di energia e conseguente emissione di gas serra, anche in surplus, non indifferenti ndr), altrimenti si hanno black out come quello del 28 agosto 2003, quando mancarono 4 mila MW dalla Francia, figuriamoci cosa succederebbe se dovessero mancare di colpo 5-6 mila MW» (Sintesi di un'intervista rilasciata da Domenico Coiante - Resp. Per 13 anni del settore fonti rinnovabili Enea, già pioniere dell'eolico - a Panorama 11/01/07 p. 60-61)
  3. Eolico e altre energie rinnovabili: «L'entusiasmo per le energie rinnovabili, accoppiato ad una politica con cui ciascuna nazione tenta di ostentare la propria diligenza in quanto a rispetto dei limiti di Kyoto forma un mix dagli effetti nefasti. Il fallimento di queste operazioni finirà con il portare discredito sia ai verdi sia ai politici, che si siano dimostrati così stolti da adottare le energie rinnovabili come fonte di energia principale prima che fossero sviluppate in modo appropriato» (James Lovelock - mostro sacro dell'ambientalismo - La rivolta di Gaia , p. 117-118 ed. Rizzoli 2006)
  4. Eolico e fotovoltaico: «Per sostituire al massimo 2 GW convenzionali occorrono 60 GW eolici o 90 GW fotovoltaici installati (non sempre c'è il vento o il sole), con la spesa rispettivamente di 60 miliardi (eolico ndr) e 500 miliardi (fotovoltaico ndr), che in 20 anni di esercizio farebbero risparmiare solo 4 miliardi di combustibile, che è il costo di 40 mila tonnellate di uranio, che produrrebbe pari quantità di energia in 20 anni (mentre il costo di due centrali nucleari da 1 GW l'una è di soli 4 miliardi ndr)» (Franco Battaglia - Prof. Chimica Ambientale Università di Modena - da Energia le bugie al vento di Prodi, Il Giornale 06/01/07 p. 8)
  5. Eolico: «Da un punto di vista ambientalista le centrali eoliche sono un errore mentre economicamente non hanno senso... Molti di noi hanno pensato che il vento fosse la soluzione al 100% per il futuro, ma ci sbagliavamo. Alla prova dei fatti, tenendo conto dei fabbisogni energetici, è solo una soluzione al 3%». Dichiarazione di Niels Gram della Federazione danese degli industriali. (cfr. J. Lovelock, La rivolta di Gaia p. 117 ed. Rizzoli 2006). Proprio in Danimarca (installati 2,5 GW) ci sono stati i primi sviluppi dell'eolico. Il 3% per l'Italia corrisponde a circa 1,5 GW (installati già 1,8 GW).

Ciò premesso e considerato che i grammi di anidride carbonica equivalente a carico dell'eolico (36 g KWh) sono dovuti essenzialmente per la costruzione ed il decommissionamento degli aerogeneratori, mentre nelle centrali fossili la maggior parte delle emissioni proviene direttamente dall'esercizio (fonte Axpo), e visto che per sostituire con sicurezza 1 KW convenzionale, per non andare in black out, occorre avere installati almeno 30 KW eolici, come sopra scritto, ma in Italia anche di più, al momento che si decidesse di usare su larga scala questa energia, dato che le ore di vento utili sono circa la metà rispetto alla Germania e dove rispetto ad un 25% di disponibilità attesa ci si è attestati al 16% (J. Lovelock - La rivolta di Gaia p. 117 ed. Rizzoli 2006) e quindi da noi la disponibilità sarebbe circa dell'8%, ne deriva che l'alto surdimensionamento degli impianti eolici porta a far aumentare i gas serra che in breve tempo (costruzione aerogeneratori e messa in opera) vengono immessi in atmosfera, che poi vengono «recuperati» mano a mano che funzionano. Questo è un parametro - che pur riferendosi ad un'energia spesa e quindi a gas serra emessi - è legato alla potenza eolica installata e su cui si potrà discutere su quanto questo handicap energetico incida e per quanto tempo, ma che non si può negare che ci sia, e di cui si dovrà tener conto, quando si afferma di voler usare l'eolico in maniera massiva per abbattere da subito le emissioni di gas serra per produrre energia elettrica in sostituzione del termoelettrico.

A questo punto sorge spontanea una domanda: perché allora l'Ue e la Germania in particolare (che ha installati ben 18 GW eolici, primato mondiale) - anche se ora da entrambe ci sono dei ripensamenti e si sta rivalutando il nucleare - hanno puntato sull'eolico? La risposta ce la dà J. Lovelock nel suo libro La rivolta di Gaia , p. 146 ed. Rizzoli 2006: «La superpotenza europea virtuale franco-tedesca ha coniugato il meglio di entrambi i mondi, con la sua metà francese tutta nucleare e la sua metà tedesca tutta verde. Questa potrebbe essere una soluzione elegante e sensata, se non fosse per la tendenza della Germania a far sì che il resto del mondo sostenga la sua produzione industriale acquistando le sue turbine a vento».

In questo scenario l'Italia - dopo aver colpevolmente abbandonato il nucleare, che non vuole usare il carbone per le centrali elettriche, essersi legata al patto leonino del protocollo di Kyoto, con un governo rossoverde che la spinge verso le energie rinnovabili, ecc. - è la nazione maggiormente destinata a subire sia il danno del sottosviluppo sia la beffa di dover bruciare miliardi di euro nella fornace dell'ecologismo senza se e senza ma, mentre gli altri paesi della Ue fanno i loro interessi.

! Carlo Cerofolini
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