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L'energia eolica è insostenibiledi Carlo Cerofolini - 27 gennaio 2007 Hanno scritto sulle energie alternative e specificatamente per l'eolico e il fotovoltaico:
Ciò premesso e considerato che i grammi di anidride carbonica equivalente a carico dell'eolico (36 g KWh) sono dovuti essenzialmente per la costruzione ed il decommissionamento degli aerogeneratori, mentre nelle centrali fossili la maggior parte delle emissioni proviene direttamente dall'esercizio (fonte Axpo), e visto che per sostituire con sicurezza 1 KW convenzionale, per non andare in black out, occorre avere installati almeno 30 KW eolici, come sopra scritto, ma in Italia anche di più, al momento che si decidesse di usare su larga scala questa energia, dato che le ore di vento utili sono circa la metà rispetto alla Germania e dove rispetto ad un 25% di disponibilità attesa ci si è attestati al 16% (J. Lovelock - La rivolta di Gaia p. 117 ed. Rizzoli 2006) e quindi da noi la disponibilità sarebbe circa dell'8%, ne deriva che l'alto surdimensionamento degli impianti eolici porta a far aumentare i gas serra che in breve tempo (costruzione aerogeneratori e messa in opera) vengono immessi in atmosfera, che poi vengono «recuperati» mano a mano che funzionano. Questo è un parametro - che pur riferendosi ad un'energia spesa e quindi a gas serra emessi - è legato alla potenza eolica installata e su cui si potrà discutere su quanto questo handicap energetico incida e per quanto tempo, ma che non si può negare che ci sia, e di cui si dovrà tener conto, quando si afferma di voler usare l'eolico in maniera massiva per abbattere da subito le emissioni di gas serra per produrre energia elettrica in sostituzione del termoelettrico. A questo punto sorge spontanea una domanda: perché allora l'Ue e la Germania in particolare (che ha installati ben 18 GW eolici, primato mondiale) - anche se ora da entrambe ci sono dei ripensamenti e si sta rivalutando il nucleare - hanno puntato sull'eolico? La risposta ce la dà J. Lovelock nel suo libro La rivolta di Gaia , p. 146 ed. Rizzoli 2006: «La superpotenza europea virtuale franco-tedesca ha coniugato il meglio di entrambi i mondi, con la sua metà francese tutta nucleare e la sua metà tedesca tutta verde. Questa potrebbe essere una soluzione elegante e sensata, se non fosse per la tendenza della Germania a far sì che il resto del mondo sostenga la sua produzione industriale acquistando le sue turbine a vento». In questo scenario l'Italia - dopo aver colpevolmente abbandonato il nucleare, che non vuole usare il carbone per le centrali elettriche, essersi legata al patto leonino del protocollo di Kyoto, con un governo rossoverde che la spinge verso le energie rinnovabili, ecc. - è la nazione maggiormente destinata a subire sia il danno del sottosviluppo sia la beffa di dover bruciare miliardi di euro nella fornace dell'ecologismo senza se e senza ma, mentre gli altri paesi della Ue fanno i loro interessi.
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Ragionpolitica, periodico on line n.196 del 23/1/2007 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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