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6 marzo 2008
 
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La realtà ridotta a baraccone

di Gianteo Bordero - 6 febbraio 2007

Povera Italia. Non bastava la guerriglia urbana di venerdì sera a Catania. Non bastava l'agguato assassino al povero Filippo Raciti, colpevole soltanto di indossare una divisa. Non bastavano le scritte infami apparse nella rossa Livorno per ringraziare chi ha messo «a morte lo sbirro» e «vendicato Carlo Giuliani» - pace all'anima sua. Non bastava l'ipocrisia senza misura dell'autocommiserazione di un mondo pallonaro nel pallone che con la violenza si è alimentato in tutti questi lustri perché «lo spettacolo deve proseguire» - salvo poi correre davanti alle telecamere delle Domeniche Sportive e dei Processi del Lunedì per biasimare, moraleggiare, annunciare svolte mai arrivate. Non bastava tutto questo.

Ci voleva anche il Pippo Baudo di turno che se la prende addirittura col Papa perché all'Angelus domenicale non parla dei fatti di Catania e perché non blocca la tradizionale processione di sant'Agata: «Oggi il Papa non ha detto una sola parola. Ha parlato di Pacs, eutanasia... Una Chiesa che sia più vicina alla realtà! Qui ci sono morti, una società che si sta disgregando, io ho paura... Sant'Agata, martire di Catania, non sarebbe dovuta uscire dalla Chiesa. Sarebbe dovuta rimanere dentro». E bravo il nostro Pippo (che tra l'altro si dichiara cattolicissimo ma dice di non credere nell'aldilà)! Vada pure per la lezione di cristianesimo al Papa, lo sport preferito - in mancanza d'altro - da tutti gli opinion makers catodici e gazzettari della Penisola. Vada pure per l'allarme sulla società che va in frantumi, ché non ci vuole un genio per accorgersene e soprattutto non ci vuole l'ennesimo episodio di violenza brutale per dimostrarlo.

Ma accusare la Chiesa di essere lontana dalla realtà, questo è inaccettabile. Soprattutto se ad affermarlo è chi, con i suoi programmi e con i suoi talk show in cui ogni cosa è ridotta a opinione e quindi svilita e in cui la logorrea su tutto e su tutti manda in onda la banalizzazione dei drammi della vita, ha trasformato la realtà in un baraccone, in una finzione, in una astrazione. Come può dire che la Chiesa è lontana dalla realtà chi della stessa realtà si serve cinicamente per attirare l'attenzione di un pubblico sempre più svogliato e annoiato? Questo, tra l'altro, la dice lunga sulla tanto evocata «qualità» della televisione nostrana, incatenata da decenni a personaggi che pontificano - loro sì - su ogni cosa che gli passa a tiro e gli torna utile per fare cagnara sulla pelle della gente, e che tra una overdose di culi e tette e l'altra trovano il tempo per fare la morale sulla presunta immoralità altrui.

E' il tipico caso del serpente che si morde la coda. O, se volete, del coccodrillo che piange dopo aver divorato le sue prede. In questo caso, come dicevamo, la preda è la realtà stessa, fagocitata dalla mistica della tv nazional-popolare, massacrata e fatta a pezzi dal reality di Stato domenicale, quello da cui il nostro amato Pippo, come un guru, ammaestra le folle e le educa alla nuova religione del catodicamente corretto. Stavolta nel mirino finisce il Papa, accusato di essere, in sostanza, fuori dalla realtà e di occuparsi di questioni, evidentemente iperuraniche secondo il Baudo-pensiero, come la vita e la famiglia. Siamo veramente al paradosso. Li avete mai seguiti i dibattiti-gallinai in stile Domenica In, dove si raggiunge, quando si parla della vita e della famiglia, il culmine dell'astrattezza e della confusione?

Qui emerge in tutta la sua portata il fallimento del moralismo della tv di Stato, che predica sui vizi della società e sui mali presenti nella realtà dopo averli coccolati e usati a piacimento, senza saper proporre o lasciar trasparire qualcosa di autenticamente vitale e di autenticamente reale, qualcosa di utile all'umana convivenza. La tv che pretende di essere sottilmente pedagogica si trasforma nel suo esatto contrario, perché dissolve il peso e la drammaticità del reale nel chiacchiericcio pomeridiano, nella dittatura dell'opinione che banalizza tutto, nel baraccone mediatico che spolpa la realtà e la riduce a misero e insignificante flatus vocis.

! Gianteo Bordero

Ps: Mentre scriviamo, le agenzie di stampa comunicano che il Papa, appresa la notizia della morte di Raciti, ha inviato un telegramma di condoglianze alla famiglia in cui, come recita il comunicato della Santa Sede, «esprime la sua spirituale vicinanza alla consorte e ai figli della vittima come anche ai feriti e alla Polizia di Stato impegnata con altre forze dell'ordine al mantenimento della sicurezza dei cittadini». Benedetto XVI inoltre condanna «ogni gesto di violenza che macchia il mondo del calcio e ne esorta i protagonisti a promuovere con maggior determinazione rispetto legalità favorendo lealtà solidarietà e sana competitività». E così, anche Baudo è servito.

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