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Foibe: la doppiezza di Fausto Bertinottidi Carlo Rubiolo - 15 febbraio 2007 Fa francamente un certo effetto notare la stizzita replica di Fausto Bertinotti alle peraltro inopportune dichiarazioni del Presidente croato Stjepan Mesić circa le Foibe e la questione giuliano-istriano-dalmata. L'intervento del Presidente della Camera denota una preoccupante mancanza di sensibilità etica nei confronti di un così grave dramma che coinvolse centinaia di migliaia di persone. Sino a pochi anni (mesi) fa la sinistra radical-massimalista affermava che la tragedia delle Foibe costituiva una giustificabile reazione agli eccidi perpetrati dalle truppe nazifasciste in Iugoslavia, che esse erano il risultato di una politica antislava che coagulò sentimenti negativi nei confronti dei fascisti. A parte il fatto storicamente incontrovertibile che le vittime delle Foibe furono tali non perché fasciste ma perché italiane, il Pci prima, e Rifondazione Comunista poi, hanno sempre volutamente sottaciuto i presupposti politici e ideologici che scatenarono la violenza titina, vale a dire la volontà di porre il confine sull'Isonzo e di assoggettare al comunismo la Venezia Giulia, l'Istria e la Dalmazia. L'atteggiamento di Fausto Bertinotti, perciò, consiste nell'infangare la memoria di migliaia d'innocenti vittime solamente per biechi calcoli di politica contingente. È da notare oltretutto come in esso vi sia la sistematica negazione delle precedenti asserzioni, espediente dialettico propriamente tipico del pensiero comunista. Le parole del Presidente della Camera sono tali solamente perché egli deve istituzionalmente rappresentare il consesso dei Deputati, ma, nella sostanza, confermano come non possano e non debbano bastare solamente poche frasi per legittimarsi conformemente al pensiero di tutti gli italiani. Il problema è che le personalità del Governo Prodi e, in primis, gli esponenti dell'estrema sinistra sono politicamente e soprattutto moralmente inadatti a ricoprire incarichi istituzionali. Quando era ancóra il Segretario di Rifondazione Comunista, Fausto Bertinotti non espresse mai sensibilità né tantomeno cordoglio per l'eccidio titino-comunista sul confine orientale. Ovviamente non partecipò mai alle cerimonie commemorative, né vi partecipò chicchessia del suo partito, limitando spregiativamente ed immoralmente la questione come peculiarità del centrodestra; si prova, perciò, profonda insoddisfazione ed amarezza etica e politica nell'assistere a simili esecrabili equilibrismi storici. Carlo Rubiolo |
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Ragionpolitica, periodico on line n.199 del 12/2/2007 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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