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numero 280
6 marzo 2008
 
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Gianfranco Morra

Europa invertebrata - Un'identità certa per la civiltà di domani

recensione di Mario Secomandi - 15 febbraio 2007

Gianfranco Morra, nel suo ultimo libro Europa invertebrata - Un'identità certa per la civiltà di domani, sottolinea come il Vecchio Continente sia investito da una crisi profonda, non solo a livello politico-istituzionale e socio-economico, ma soprattutto sul piano antropologico, ovvero religioso, culturale e morale. L'Europa, in altri termini, va smarrendo per strada la triade storica, valoriale ed ideale di «Atene-Roma-Gerusalemme», che è ciò che l'ha resa grande, ciò che l'ha costituita come civiltà cristiana ed occidentale. Le vertebre dell'Europa, ora incrinate ed a rischio di rottura indelebile, sono proprio le fondamenta della filosofia, libertà politiche ed arte greca, il diritto naturale e l'organizzazione statuale romana, e la rivelazione ebraico-cristiana, col suo portato del Dio che fa il suo ingresso nella storia umana, del Dio che si fa uomo, ossia del Dio che redime, salva ed ama ogni persona, ciascuno di noi, nella propria libertà e responsabilità. Dalla teologia cristiana è discesa una nuova antropologia che ha messo al centro la persona umana, la famiglia, i corpi intermedi, la libertà e lo sviluppo. Non è un caso che nel Medioevo abbiano visto la luce le università, le cattedrali, l'economia di mercato e la scienza e tecnica moderne. Dalla «riforma» protestante e le «guerre di religione» all'illuminismo della rivoluzione giacobina francese, passando per le guerre mondiali e i totalitarismi nazista e comunista, fino alla «dittatura del relativismo» ed al pensiero debole, che è alla base dell'impianto attuale dell'Unione europea, il Vecchio Continente ha via via perso quel ruolo di «faro di civiltà» e baluardo d'umanesimo che ha avuto da un bel po' di secoli a questa parte.

Individualismo, indifferentismo, crisi della famiglia e della scuola, disfacimento delle autorità naturali, criminalità diffusa, sono il segno della crisi di valori che sta rendendo l'Europa un continente debole ed incerto, non più forte e gioioso. A differenza dell'America, la cui Costituzione è permeata dal collegamento dei diritti della persona al Creatore, in una democrazia liberale e religiosa fondata sulla legge naturale, l'Europa attuale ha una Carta costituzionale pletorica e retorica le cui istituzioni decisionali sono prive di legittimità democratica, ed in cui sono state omesse le radici cristiane. E' un vero e proprio «deficit democratico» quello che sta investendo l'Unione europea, dal momento che il Parlamento non ha facoltà di legiferare e la Commissione, che ha potere decisionale, non è eletta, ma è nominata. Ciò che vi fa difetto, in buona sostanza, è il rispetto della sovranità popolare, fondamentale criterio di libertà e democrazia.

La Costituzione europea non fa che sottrarre progressivamente potere ai governi nazionali eletti democraticamente, e dà sempre più carta bianca ad una macchina sproporzionata e costosissima di burocrati e tecnocrati, con l'aggiunta di amare prescrizioni tassative e liberticide per i cittadini. L'Europa di oggi è senz'anima, non ha una guida valoriale ed ideale superiore e trascendente. Da ciò dipende la mancanza di una missione da svolgere, e da ciò deriva ad esempio l'assenza di una politica estera comune degli Stati membri. Non bastano la moneta comune od un generico e formalistico concetto di cittadinanza multiculturale e cosmopolita ad unire i popoli europei. Anzi, le direttive comunitarie non di rado impongono autoritativamente se non autoritariamente misure sociali, economiche, morali, non sempre così rispettose delle reali e concrete caratteristiche e tradizioni delle Nazioni e popoli europei.

Ciò che fa da collante all'Europa è stato e non può che essere ancora il cristianesimo. Non riconoscere la religione come primario collante della civiltà europea, equivale a misconoscere il reale, la storia, la cultura. A fronte dell'impasse istituzionale della politica europea, causata dal relativismo nichilista e dalla tecnocrazia scientista, si fa sempre più presente e pressante la «minaccia islamica», sia con riferimento ad un'immigrazione extracomunitaria massiccia e spesso incontrollata che con riguardo al fondamentalismo terrorista che vuole distruggere e poi convertire a sé l'intero Occidente.

Dalla civiltà europea, greco-romana e cristiana sono nate, la centralità della persona umana, la libertà, la democrazia, la ragione, lo Stato di diritto, la sussidiarietà, la famiglia, lo sviluppo socio-economico, la scienza e la tecnica, la laicità, la distinzione tra religione e politica, tra Chiesa e Stato. Ciò non è rinvenibile, al contrario, nell'islamismo. La religione di Maometto, che sta bussando vigorosamente e minacciosamente alle porte del Vecchio Continente, si basa sul Corano e sulla Sharia, dove vi è già prescritto e comandato tutto al fedele musulmano. L'Islam radicale è la religione della «sottomissione» e della «violenza arbitraria», e non sembra essere compatibile né con la libertà, né con la democrazia né con la laicità, dunque esso pare configurare una forma di civiltà del tutto diversa se non opposta a quella occidentale e giudaico-cristiana. Dalla poligamia all'infibulazione delle bambine, dal velo integrale per le donne alla lapidazione delle adultere al taglio della mano al ladro, passando per il primato degli obblighi della comunità sulla persona, fino alla teocrazia, dove autorità religiosa e politica coincidono, l'islam è una religione ed insieme una visione politica nettamente diversa dal cristianesimo. Molti islamici immigrati non sembrano essere così integrabili e non paiono avere intenzione di rispettare i valori ed i principi costituzionali alla base del Paese ospitante.

Il Jihad e la «guerra santa» nei confronti degli «infedeli» (tutti i non islamici radicali) non rappresentano eccezioni alla dottrina islamica, ma ne costituiscono addirittura precetti. Occorre come non mai, da parte dell'Europa, una riscoperta, rivalutazione e valorizzazione pubblica delle proprie radici greco-romane ma soprattutto giudaico-cristiane, abbandonando le utopie del «meticciato multiculturale» e la resa all'islam radicale. In gioco c'è stavolta la stessa sopravvivenza della nostra dignità, libertà e democrazia.

! Mario Secomandi
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Europa invertebrata - Un'identità certa per la civiltà di domani
  • Autore:
    Gianfranco Morra
  • Editore:
    Ares
  • Prezzo: 13,00 €
  • Pagine: 192

IN QUESTO NUMERO

Ragionpolitica, periodico on line n.199 del 12/2/2007
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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