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Fotovoltaico e 3GW: e io pagodi Carlo Cerofolini - 24 febbraio 2007 L'Italia, il primo e più importante passo per disastrare la propria economia lo ha compiuto nel 1987, quando rinunciò all'energia nucleare per produrre elettricità, interpretando in modo volutamente distorto un referendum che non diceva assolutamente questo. Il secondo passo lo ha fatto con l'adesione penalizzante al protocollo di Kyoto (riduzione delle emissioni dei «gas serra»). Il terzo ed ultimo (?) passo verso il baratro economico-energetico lo sta facendo adesso, con la corsa alle cosiddette energie alternative, e segnatamente con il fotovoltaico (FV), dove con il governo rossoverde si vuole fare i primi della classe. Infatti, con il recentissimo accordo fra ministero dell'ambiente e regioni si è deciso di installare - da 0,5 GW FV preventivati - addirittura 3 GW FV entro il 2016 (attualmente sono installati circa 30 MW FV), incentivando queste installazioni soprattutto con il «conto energia» e facendo per di più intendere che con questa operazione ci saranno grandi vantaggi economici ed ecologici per tutti. Ora, mentre il fotovoltaico va bene per usi e casi limitati, è assolutamente inidoneo per sostituire significative potenze di fonti convenzionali deputate a produrre energia elettrica, a causa della sua bassa ed incostante resa energetica e per il suo alto costo, ed inoltre non è neppure il massimo per il rispetto del protocollo di Kyoto. Non per nulla il premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia in una recente intervista ha affermato: «Lasciamo perdere energia eolica e fotovoltaico: esse resteranno sempre marginali». Nello specifico:
Conclusioni - A questo punto, checché se ne dica, è chiaro che i 3 GWp FV che si vogliono installare in Italia sono poco influenti sia da un punto di vista della produzione di elettricità che di riduzione dei gas serra, ma in compenso molto ma molto costosi. A quanti poi portano ad esempio la Germania - dove notoriamente non splende il sole - che ha il record assoluto nell'uso di quest'energia con 794 MWp installati, come per l'eolico con 18 MW (anche se con queste «trovate» è a rischio black-out), la risposta da dare è semplice: la Germania «impone» la propria tecnologia verde alle altre nazioni europee, che così ne sostengono la produzione, l'occupazione e le garantiscono forti guadagni sia nell'eolico (cfr. 5) che nel FV. E mentre c'è del metodo affaristico tutto teutonico in questa «follia» ambientalista che soffia sull'Europa, noi in Italia, al solito, paghiamo dazio perché con Prodi & Co. saremo sempre più succubi di questa rovinosa ideologia, che rapidamente ci farà uscire dal novero dei paesi più industrializzati per carenza e/o costo via via più proibitivo dell'energia stessa, se non vi si porrà rimedio con il nucleare. Di tutto questo è bene che soprattutto i politici del centrodestra, se veramente vogliono fare il bene dell'Italia, se ne rendano conto e lo facciano ben presente ai cittadini ammaliati dalle sirene ecologiste, perché senza energia abbondante, poco inquinante ed a basso costo - come appunto quella proveniente dal nucleare - non c'è completa democrazia, in quanto è l'energia che ci consente di studiare, confrontarci, ragionare, muoversi, ecc.. e così costruire una società libera.
KWp = Potenza massima prodotta dalle celle di un dispositivo fotovoltaico in condizBibliografia (1) Università di Bologna www.scienzagiovane.unibo.it/pannelli/8-domande-risposte.htlm (2) Mario Silvestri Il futuro dell'energia p. 151-170 ed. Bollati Boringhieri, 1988 (3) Franco Battaglia Energia, le bugie al vento di Prodi Il Giornale 06/01/2007 p. 8 (4) Franco Battaglia Il grande bluff dell'energia solare Il Giornale 19/01/2007 p. 16 (5) James Lovelock, La rivolta di Gaia p. 146 ed. Rizzoli, 2006 ioni standard di funzionamento. Le dimensioni dei pannelli FV per 1 KWp sono di circa 8-10 m2. |
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Ragionpolitica, periodico on line n.200 del 20/2/2007 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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