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6 marzo 2008
 
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Il sale della democrazia

di Amedeo Costabile - 1 marzo 2007

Negli ultimi anni la Chiesa ha avveritito in maniera sempre più stringente la necessità di stimolare ed animare, senza ledere l'autonomia della sfera temporale, un mondo che pare conformarsi allo «spirito dei tempi». La Chiesa non è per il mondo, diceva sant'Agostino, ma essa tuttavia agisce come se esistesse per il bene del mondo. Se ne era avuta la prova già in occasione del referendum sulla fecondazione assistita; e oggi la Chiesa torna ad illuminare le coscienze sulla questione dei Dico; non per difendere Dio, che non ne ha bisogno, ma per difendere l'uomo. La Chiesa ribadisce che la realtà è come sospesa a qualcosa di più alto che la vivifica: la realtà e l'uomo sono creati da Dio, che attraverso la pienezza di Cristo perfeziona - e non distrugge - la natura. Già nel III secolo dopo Cristo l'autore della lettera a Diogneto, volendo spiegare il ruolo dei cristiani nel mondo, li paragonava all'anima che vivifica tutto il corpo.

La democrazia ha bisogno del fermento cristiano per realizzarsi, e già Benedetto Croce osservava come ci siano delle acquisizioni di carattere cristiano da cui non è dato uscire, e per cui «non possiamo non dirci cristiani». Ecco perché un partito come Forza Italia può e deve trovare nel riferimento al cristianesimo uno strumento essenziale per affermare i suoi ideali politici. Solo salvando le verità cristiane e la dottrina sociale della Chiesa è possibile costruire una casa comune dove siano realizzati i principi della dignità umana e della convivenza pacifica. Una sana laicità, infatti, lungi dall'intendersi come neutralismo di valori o come indifferentismo religioso che non fanno che portare acqua al nichilismo imperante, deve veicolare i valori autentici del rispetto della dignità della persona umana, che Rosmini, con una formula insuperabile, chiamava «diritto sussistente».

Molti dei nostri Padri costituenti vedevano già questa compenetrazione fra democrazia e cristianesimo e ne comprendevano l'importanza. Non a caso, durante la costruzione dell'edificio costituzionale, in una celebre discussione dell'Assemblea Costituente, spiegava La Pira: «Non dobbiamo fare uno Stato confessionale, uno Stato cioè nel quale i diritti civili, politici ed economici derivino da una certa professione di fede, ma solo costruire uno Stato che rispetti questa intrinseca orientazione religiosa del singolo e che ad essa conformi tutta la sua struttura giuridica e la sua struttura sociale».

Alla luce di queste considerazioni non deve pertanto apparire come un paradosso il fatto che la Chiesa, ora come allora, sia impegnata con tutte le forze a difendere la dignità della persona. Forza Italia, fondando sul primato della persona umana la sua avventura politica e agendo per la libertà dell'uomo, si è posta sulla stessa lunghezza del cristianesimo e di quei principi che la Chiesa ha sempre promosso, tutelato, valorizzato.

Amedeo Costabile

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