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numero 280
6 marzo 2008
 
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Russell A. Berman

L'antiamericanismo in Europa

Un problema culturale

recensione di Leonardo Tirabassi - 13 marzo 2007

Il merito maggiore del nuovo libro di Russel Berman consiste nel delineare una limpida tipologia del fenomeno dell'antiamericanismo. Di esso vengono individuate le chiare linee ideologiche, nel senso proprio, definito da Lukacs, dell'ideologia come «falsa coscienza», costruzione irrazionale quindi impossibile da confutare. L'autore riprende una definizione di Jean Francois Revel: l'antiamericanismo visto e vissuto dagli europei come una vera e propria «ossessione», dove gli argomenti della logica hanno lasciato il posto a generalizzazioni indiscriminate e ripetitive di stereotipi e pregiudizi. Il risultato di questo (sotto) modello produce la visione degli USA come un potere enorme che, potendo fare di tutto, di tutto è responsabile. Il potere illimitato si tira addosso accuse illimitate. L'antiamericanismo, però, è una fantasia complessa che può essere letta, fin dal suo sorgere, come rifiuto della modernità, cioè della democratizzazione della politica e della liberalizzazione dei mercati. Ha origini remote, che si possono far risalire addirittura alla scoperta del Nuovo Mondo che, assieme alla scoperta del mito del buon selvaggio, porta in Europa la paura di perdita del centro a cui si aggiunge il disprezzo per un Paese senza storia e, appunto, selvaggio e barbaro.

Berman disegna tre tipologie di antiamericanismo che hanno attraversato la storia, ma che ora si fondono, si sovrappongono senza che l'ultima forma si sostituisca del tutto alle precedenti. La prima è costituita dall'antiamericanismo «pre-democratico», dove regna il disprezzo aristocratico per la società di massa, sinonimo di banalità e volgarità; questa accusa, nel corso dei secoli, si è affermata sul piano culturale e infatti tale antiamericanismo si è scagliato contro tutte le nuove forme artistiche, dal jazz al cinema di Hollywood, insomma a tutti gli aspetti della «nuova società dello spettacolo» (si ricordi, a questo proposito, il ruolo della raffinata Scuola di Francoforte). La seconda tipologia è stata montata dalla propaganda comunista e si scaglia, in primo luogo, contro la politica estera americana, ritenuta imperialista, guerrafondaia e alleata di impresentabili regimi fascisti. Come si intuisce facilmente, essa sopravvive anche oggi, dove si può dire sia pane quotidiano non solo dell'estrema sinistra, ma anche di larghi settori dell'opinione pubblica europea, come dimostra l'opposizione alla guerra in Iraq. Il terzo tipo di fobia antiamericana, quella cioè dei giorni nostri, è rappresentato dall'odio «post-democratico». Davanti ai Paesi europei senza anima, che cedono la propria sovranità a istituzioni sovrannazionali non elette, dalla UE alle Nazioni Unite, stanno gli USA, che difendono tenacemente la propria sovranità perché basata, appunto, sulla volontà popolare.

E' qui che, secondo il nostro punto di vista, si innesta il lato teorico della polemica neoconservatrice che si scaglia contro il multilateralismo visto come cedimento della sovranità a istituzioni burocratiche prive di controllo esterno. Niente ormai risulta più estraneo alla mentalità europea della «insistenza americana sulla priorità della sovranità nazionale come espressione della volontà popolare» (pagina 64). Il dato di fatto preoccupante è che davanti alla mancanza di vita e identità proprie, davanti all'incapacità di far sorgere dall'interno una propria forza e visione del mondo, l'Europa trovi la propria ragion d'essere in un processo negativo, contro qualcosa di esterno. In questo senso l'antiamericanismo è un prodotto della fantasia perfetto perché si articola su tutti i piani, da quello della cultura a quello della politica estera, passando per quello istituzionale. Rimane come costante il rifiuto della modernità: «L'antiamericanismo è l'ideologia del mantenimento dello status quo» (pagina 93), lo strumento ultimo per costruire in negativo la nuova identità dell'Europa unita.

! Leonardo Tirabassi
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L'antiamericanismo in Europa
  • Autore:
    Russell A. Berman
  • Editore:
    Rubbettino
  • Prezzo: 12,00 €
  • Pagine: 174

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Ragionpolitica, periodico on line n.203 del 12/3/2007
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
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