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numero 280
6 marzo 2008
 
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Vittorio Feltri, Renato Brunetta (a cura di)

Il berlusconismo

L'identità e il futuro

recensione di Mario Secomandi - 24 marzo 2007

Il libro appena uscito a cura di Vittorio Feltri e Renato Brunetta, dal titolo Il berlusconismo - L'identità e il futuro, rappresenta un'inedita, originale e veritiera analisi di quello che è il più importante fenomeno politico e culturale della seconda Repubblica. Il berlusconismo, che è stato il tema al centro del convegno organizzato dalla Fondazione Liberal da cui sono tratte le relazioni e gli interventi presenti nel volume, è un movimento politico e di valori che ha rivoluzionato da cima a fondo la politica italiana. Il libro costituisce il ben riuscito tentativo di re-interpretare compiutamente la storia italiana degli ultimi lustri secondo coordinate culturali fedeli alla realtà e disancorate alla visione demonizzante, riduttiva ed ideologica che la sinistra continua a dare del fenomeno Berlusconi.

Il berlusconismo ha visto la luce parallelamente alla fatidica discesa in campo del Cavaliere nel 93-94, momento in cui egli fondò in brevissimo tempo Forza Italia e vinse le elezioni portando al governo nuove persone, un nuovo programma ed un nuovo modo di intendere e fare politica. Il crollo della prima Repubblica, avvenuto sotto i colpi delle inchieste giudiziarie di Tangentopoli e Mani Pulite, aveva portato con sé la scomparsa dei partiti moderati che avevano governato il Paese sin dal dopoguerra. Si era creato un pericoloso vuoto di potere, pronto ad essere riempito dalla sinistra post-comunista, che non era stata toccata dalle indagini della magistratura. La creazione di un regime illiberale ed anti-democratico fu impedito proprio dall'intervento tempestivo di Berlusconi, che offrì al Paese la possibilità e la garanzia di rimanere ancorato ad un alveo di democrazia, libertà, sviluppo e prosperità, ridando contemporaneamente dignità politica all'area moderata ed alternativa alla sinistra e fiducia ai ceti medi e popolari.

Il «miracolo» compiuto da Berlusconi consiste nell'aver creato il centrodestra e posto le basi per la democrazia dell'alternanza ed il rispetto della sovranità popolare, coniugando la continuità delle migliori tradizioni politiche e culturali italiane con un inedito impulso riformatore ed innovatore, per modernizzare il Paese e renderlo protagonista nel tempo della globalizzazione. Grazie a Berlusconi si è riusciti ad andare oltre le vecchie ed obsolete alchimie della politica politicante. Si sono superati i difetti che tarpavano le ali all'Italia: deficit di riformismo, debolezza della società civile, mancanza di dinamicità del capitalismo, diffidenza delle élites verso il sentimento popolare. Ora invece, i cittadini hanno il diritto di scegliere al momento del voto i propri leader, i programmi e le alleanze politiche, così come accade in tutte le democrazie occidentali più mature ed avanzate, senza che le oligarchie partitiche possano più fare il bello ed il cattivo tempo dopo le elezioni. Si deve inoltre a Berlusconi il mantenimento del leghismo nell'alveo delle istituzioni e la legittimazione della destra nell'accompagnamento dell'evoluzione del Msi in An.

Il governo Berlusconi (2001-2006) è stato il più lungo della storia della Repubblica italiana. Esso si è reso promotore di un'inversione di tendenza con l'implementazione di riforme strutturali di ammodernamento e svecchiamento del Sistema Italia, nell'ottica del liberalismo popolare e dell'economia sociale di mercato, dal lavoro alle pensioni, dal fisco alla giustizia, passando per la scuola ed università fino alla Costituzione (federalismo e premierato forte) ed alle Grandi Opere. In politica estera l'Italia ha abbandonato, grazie a Berlusconi, il suo vecchio ruolo di gregaria senza una precisa identità, diventando un Paese leader nel Vecchio Continente, mettendo insieme un sano europeismo ed un deciso atlantismo, nella convinzione che Europa e Stati Uniti siano due facce della stessa medaglia della civiltà occidentale. Altra importante vittoria del berlusconismo è stata l'emersione di una nuova alleanza tra laici e cattolici intorno alla centralità della persona, al primato della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna come cellula della società, alla difesa della vita umana dal principio al suo termine naturale ed al rispetto della legge naturale per affrontare i nodi dell'etica, della morale e della tecno-scienza.

Per consolidare e perpetuare le tante e fondamentali conquiste del berlusconismo é giunto il momento che le forze politiche moderate ed alternative alla sinistra si uniscano in una federazione, in vista della prossima costituzione di un più grande Partito della libertà, un grande partito interclassista e popolare, liberale, cristiano, occidentale e nazionale, legato al Ppe. Un'imponente forza politica che sia in grado di affrontare a testa alta le sfide che abbiamo di fronte, dal fondamentalismo islamico all'affermarsi delle nuove potenze asiatiche. Di fronte ad una sinistra che esaspera con le sue misure fiscali vessatorie le componenti più dinamiche e produttive del Paese, disprezza i valori cristiani e non difende l'Occidente, di fronte ad una sinistra che ammicca ai poteri forti e promuove politiche anti-popolari, è ora che Forza Italia, che è l'attuale baricentro della politica italiana, eserciti tutta la propria leadership, avvalendosi anche dei Circoli della Libertà per un maggiore coinvolgimento della società civile, per la costruzione del futuro Partito della Libertà, per dare compimento alla lunga transizione italiana. Lo si deve al Paese, lo si deve agli italiani, a quel «popolo delle libertà» che è sceso in piazza a Roma il 2 dicembre scorso. E' necessario impegnarsi per la formazione di una futura classe dirigente, culturalmente e politicamente informata ai valori del liberalismo e del cristianesimo, che sappia sconfiggere definitivamente l'egemonia della sinistra nelle casematte del potere.

! Mario Secomandi
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Il berlusconismo
  • Autore:
    Vittorio Feltri, Renato Brunetta (a cura di)
  • Editore:
    Libero-Free
  • Prezzo: 3,00 €
  • Pagine: 293

IN QUESTO NUMERO

Ragionpolitica, periodico on line n.204 del 20/3/2007
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
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