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L'alba del secondo Risorgimento

di Amedeo Costabile - 24 marzo 2007

Quando Gianni Baget Bozzo rivolge ai laici di Forza Italia l'invito a imitare Enrico IV di Borbone, il fondatore della Francia moderna, scrivendo che «l'Occidente val bene una messa», in realtà compie un'operazione culturale e politica enorme. A mio avviso, suggerisce due cose. Primo: l'Italia e l'Occidente tutto devono avere come punto di riferimento culturale Benedetto XVI; secondo: la rivoluzione politica che Berlusconi sta operando in Italia si realizzerà solo conferendo, a questa rivoluzione «liberale», un contenuto morale capace di tenere insieme i «fondamenti della vita comune del Paese». Le due cose, a ben vedere, appaiono intimamente legate, come si vedrà più a fondo.

Papa Ratzinger vede in Italia un terreno fertile su cui innestare quella sfida al relativismo che tanto preoccupa, e giustamente, la Chiesa: le sue parole al convegno ecclesiale di Verona, unite alla forte presa di posizione sui Dico, ne sono la testimonianza più emblematica. E la mano tesa dal Papa deve essere raccolta da Forza Italia se vuole davvero proporre un secondo Risorgimento, com'è nelle sue intenzioni. Berlusconi deve infatti comprendere, come scrive don Gianni, che sui Dico si gioca tutta la sua missione politica (e Pera lo ha ben capito), perché una libertà politica (ed è questo il contenuto politico del secondo Risorgimento in atto) non può costituirsi senza un rinnovato sforzo etico che la fonda. Diciamo meglio: l'ordine temporale fondato sulla libertà esige un ordine spirituale che lo penetri a fondo. Se il primo Risorgimento ha visto impegnati gli italiani «in negativo», ossia li ha visti combattere per un'Italia indipendente dai Paesi stranieri, il secondo Risorgimento ci vede in prima linea impegnati per una costruzione «in positivo» della patria, tale che sappia cioè stabilire fondamento comune solido, fondamento comune rappresentato dalla libertà. E qui la Chiesa ha molto da dire, dal momento che la religione cattolica è la religione della libertà autentica della persona umana.

Ciò che si sta compiendo in Italia - è questo il punto - è un autentico miracolo, tanto più evidente quanto più camminiamo. Ma questo miracolo è il frutto di anni ed anni di lavoro (un Papa come Leone XIII ha iniziato l'opera) e il Concilio Vaticano II - questa è la verità - ha fatto molto in questa direzione, anzi ha fatto tutto. Se si leggono i documenti conciliari senza pregiudizi di sorta (e oggi lo possiamo e lo dobbiamo fare, visto quello che è rimasto del catto-comunismo) si potrà comprendere come in quelle pagine sia scritto il manifesto politico ed ideale che sta alla base dell'operazione politica di Silvio Berlusconi e della Casa delle Libertà. In un certo senso, come disse Paolo VI, la Chiesa ha agito verso il mondo come il buon samaritano. La Chiesa ha preso infatti un mondo uscito dalle rovine della catastrofe moderna e ha consegnato, a chi vuole farne uso, un tesoro su cui edificare una casa umana fatta per gli uomini e dagli uomini. Il capolavoro del Concilio Vaticano II consiste nel proclamare i valori di libertà, di fratellanza come valori evangelici che hanno bisogno, per realizzarsi, del fermento cristiano e dell'assistenza della Chiesa: ecco il buon samaritano.

Ecco, pertanto, che un regime che vuole autenticamente definirsi liberale e democratico - questa è la missione di Berlusconi - deve avere in sé un lievito cristiano: questo ha detto la storia dell'uomo. In un importante discorso pronunciato l'8 magggio 1942, il vice presidente degli Stati Uniti, Henry A. Fallace, dichiarava: «L'idea di libertà deriva dalla Bibbia e dal suo straordinario insistere sulla dignità della persona. La democrazia è la sola vera espressione politica del cristianesimo». Mi rendo ben conto che l'operazione che grava sulle spalle di chi ha a cuore la libertà in questo Paese è straordinaria, visto tutto ciò che la cultura moderna è stata in grado di compiere nei secoli passati (possono, a tal riguardo, tornarci utili i versi dello scrittore Jiménez, quando scriveva: «Ora è vero, ma è stato talmente falso che continua ad essere impossibile»), ma questa è la verità sull'uomo, che la Chiesa non si stanca di ripetere da duemila anni.

Al di fuori di ogni dualismo, è tempo di dare un'identità precisa a questo centrodestra, tale da informare e plasmare, in maniera più o meno profonda, tutto il sistema politico. Se oggi il costituendo Partito Democratico non ha la forza di definirsi di sinistra significa che abbiamo già fatto molto. Scriveva Veneziani, recentemente, che la destra non esiste ma è. Coraggio, presidente, falla esistere, ricordandoti delle parole di Cristo: «Senza di me non potete far nulla». La rivoluzione sociale o è morale o non è, scriveva Peguy.

Amedeo Costabile

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Ragionpolitica, periodico on line n.204 del 20/3/2007
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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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