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Pubblico impiego: Prodi fa propaganda per nascondere gli insuccessidi Antonio Maglietta - 27 marzo 2007 Mercoledì scorso il ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione, Luigi Nicolais, ed i sindacati confederali (Cgil, Cisl e Uil) hanno sottoscritto un accordo di metodo sul piano di stabilizzazione degli oltre 300 mila precari nella Pubblica Amministrazione. L'intesa prevede l'istituzione di un tavolo permanente per assicurare l'applicazione delle disposizioni della legge finanziaria per l'anno 2007. Obiettivo: consentire la completa assunzione, nel corso della legislatura, del personale precario, come previsto anche dal recente memorandum sul lavoro pubblico e la riorganizzazione delle amministrazioni. L'accordo non è stato sottoscritto dai sindacati autonomi e dalle Rdb-Cub, che avevano occupato già nel corso della mattinata la sala Stoppani a Palazzo Vidoni. L'occupazione - avevano minacciato le Rdb - sarebbe proseguita ad oltranza finché non fossero arrivate assicurazioni sull'incontro con Prodi. L'incontro è stato fissato per il 30 marzo a Palazzo Chigi, in occasione dello sciopero generale del pubblico impiego e dei precari della Pubblica Amministrazione con manifestazione nazionale a Roma. Paradossalmente, i rappresentanti sindacali Rdb-Cub che protestavano contro il governo Prodi, nella giornata di giovedì, hanno ricevuto la solidarietà di autorevoli esponenti della maggioranza parlamentare, come quella del presidente della Commissione Lavoro della Camera, Gianni Paglarini (Pdci), oltre che dell'onorevole di lotta e di governo Francesco Caruso (Rc). Questo a dimostrazione che il caos regna sovrano. Nonostante i toni trionfalistici sbandierati ai quattro venti, il tavolo di discussione governo-sindacati sul precariato è stato un vero flop e si è risolto in un nuovo nulla di fatto. Infatti l'incontro è servito solo per rimandare di qualche giorno la discussione e il relativo tentativo di risoluzione del problema e per riempire con una «mancia» il tanto pubblicizzato fondo per la stabilizzazione dei cosiddetti precari (si parla di 5 milioni di euro, insomma delle briciole). La sensazione è che anche il governo si stia rendendo conto degli errori ed orrori macroscopici delle norme della Finanziaria 2007, che autorizzano gli Enti a prevedere un percorso di stabilizzazione per tutti coloro che già a vario titolo prestano la propria attività lavorativa nella Pubblica Amministrazione con un contratto diverso da quello a tempo indeterminato. Non potendone prendere pubblicamente atto a causa delle elezioni amministrative alle porte, si è deciso di nascondere la polvere sotto il tappeto. Così, per far dimenticare in fretta l'ennesimo insuccesso, governo e maggioranza parlamentare si sono tuffati a capofitto nella propaganda e già il giorno dopo il clamoroso flop, giovedì, al tavolo «Crescita ed equità» Prodi ha affermato in pompa magna, riferendosi alla Pubblica Amministrazione: «Innanzitutto l'azione che andremo a svolgere riguarderà la produttività del lavoro, continuando nell'introduzione di un sistema di misurazione effettiva della qualità e della quantità dei servizi offerti, la misurazione degli effetti dell'azione della Pubblica Amministrazione sul benessere dei cittadini potrà essere sperimentata anche utilizzando momenti di partecipazione degli utenti». Belle parole, che però restano tali. Infatti l'unica volta che il governo ha provato ad affrontare questa tematica ha dato vita al cosiddetto memorandum (l'accordo firmato a gennaio tra governo e sindacati per la riforma della Pubblica Amministrazione), e cioè a una serie di cavilli che hanno come unico scopo quello di consegnare nelle mani amiche dei sindacati confederali le chiavi del pubblico impiego. Inoltre l'attuale premier ha preannunciato «meccanismi premiali efficaci e condivisi che sappiano selezionare i migliori» ed ha ipotizzato modi diversi per selezione e reclutamento «attraverso una programmazione delle assunzioni nel medio periodo che abbia nel concorso pubblico l'elemento centrale». Peccato abbia dimenticato in fretta che è stato proprio lui ad avallare solo tre mesi fa, con la Finanziaria 2007, una indiscriminata maxi-sanatoria camuffata da atto di carità umana nei confronti dei precari, con buona pace del rilancio delle procedure selettive come punto di partenza per politiche dell'impiego pubblico all'insegna del principio della meritocrazia. Il presidente del Consiglio ha inoltre indicato l'obiettivo di «ridurre sensibilmente il precariato, inserendo al contempo un flusso limitato ma costante di alte professionalità», ma si è dimenticato di dirci come. Infatti, accanto alla citata maxi-sanatoria, non è stato previsto nessun intervento normativo in grado di porre rimedio all'uso distorto, nella Pubblica Amministrazione, del ricorso al lavoro flessibile, usato nella maggior parte dei casi per coprire un fabbisogno stabile e duraturo anziché temporaneo dell'Ente e quindi, in ultima istanza, per aggirare le procedure concorsuali per la stipula dei contratti a tempo indeterminato. Dulcis in fundo, Prodi ha annunciato «interventi specifici che interesseranno i dirigenti pubblici, riducendone il numero (obiettivo facilmente raggiungibile con gli attuali tassi di sostituzione) e assicurando realmente il turn over attraverso tutte le modalità concorsuali già vigenti. La valutazione sarà alla base del sistema di attribuzione degli incarichi dirigenziali e, nei casi estremi, anche dei meccanismi sanzionatori». Quindi, dopo l'umiliazione subita con il cosiddetto memorandum, i dirigenti pubblici si trovano a dover fare i conti con l'ennesimo attacco da parte di un premier, un governo ed una maggioranza parlamentare che non tengono in considerazione la funzione strategica di queste importanti figure professionali all'interno delle dinamiche della Pubblica Amministrazione. Insomma, il quadro caotico e controverso in cui versa l'azione politica di questo governo e di questa maggioranza parlamentare è davvero preoccupante. E lo è ancora di più il fatto che l'era, si spera breve, del Prodi-bis è tutta all'insegna della sterile propaganda e non rivolta alla risoluzione dei problemi della gente. Antonio Maglietta |
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Ragionpolitica, periodico on line n.205 del 27/3/2007 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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