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In Toscana la prima «epidemia» di fotovoltaicodi Carlo Cerofolini - 27 marzo 2007 Il «morbo» del fotovoltaico ha incominciato a colpire duramente. Il 15 marzo, fra rulli di tamburi e squillar di trombe, è assurta agli onori delle cronache, anche nazionali, la notizia che nel comune di Roccastrada, nella Maremma Toscana, entro l'estate 2007 saranno installati i «girasoli» di vetro, cioè 137 pannelli fotovoltaici che si orientano seguendo il sole per avere un rendimento migliore del 30% (ipotizzato) rispetto ad un sistema a pannelli fissi, con però un aggravio di spesa di installazione di circa il 50% e con costi di manutenzione non trascurabili. Questo parco eolico sarà uno dei più grandi d'Italia, si estenderà su cinque ettari, costerà otto milioni, di cui 5,3 a carico della Regione e uno a carico dei privati, avrà una potenza nominale di 1 MWp = 1.000 KWp, che però - stringi stringi - è previsto fornirà annualmente una energia elettrica di 1,6 milioni di KWh, pari cioè a quella che fornirebbe una centrale convenzionale di circa soli 200 KW. Per di più, va (ri)detto che l'energia elettrica proveniente dal fotovoltaico è incostante, inaffidabile e non può rispondere ai picchi di richiesta, perché non sempre il sole c'è o splende, e quindi occorre avere a tampone, in stand-by, una centrale convenzionale di back-up di pari potenza (1 MW in questo caso) pronta a partire, per non andare in black-out. In compenso, però, per il fotovoltaico i costi sono molto elevati: otto milioni subito, come già detto, solo per installare l'impianto di cui sopra da 1 MWp (almeno 60 volte di più rispetto ad una centrale a gas da 200 KW, che produce gli stessi KWh/anno). Oltre a ciò, siccome i KWh del fotovoltaico prodotti sono incentivati, a spese di tutti noi, con il «conto energia», i cittadini si troveranno a pagare in bolletta elettrica un soprassoldo annuo di circa 600.000 euro, per un totale di 12 milioni in 20 anni, considerato che detto impianto produrrà appunto 1,6 milioni di KWh/anno di elettricità, mentre il risparmio di combustibile che si ha con quest'impianto è di 312 tonnellate di petrolio all'anno, per un controvalore modesto di appena due - forse tre - milioni, sempre in 20 anni. A proposito del costo esorbitante del fotovoltaico, il senatore di Forza Italia Guido Possa ha presentato un'interrogazione ai ministri dell'Ambiente e dello Sviluppo economico, in cui evidenzia come in 20 anni gli incentivi per 1.200 MWp di fotovoltaico costeranno l'enorme cifra di 13 miliardi a carico dei consumatori, senza che vi sia peraltro una specifica legge per il pagamento del corrispettivo nella bolletta elettrica (Cfr. Il Giornale del 13 marzo 07, pagina 23: «Gli aiuti al fotovoltaico costeranno 13 miliardi»). Per quanto poi concerne l'abbattimento dei gas serra, in grammi di anidride carbonica equivalente, emessi per 1 KWh rispetto ad una centrale a gas, questo è sì del 68% a vantaggio del fotovoltaico (p-Si), ma rispetto all'idroelettrico non è molto, in quanto quest'ultimo ne emette meno 99,3% rispetto al gas e meno 98% rispetto al fotovoltaico (p-Si) stesso e quindi con l'idroelettrico proprio non c'è partita. Ora, considerata la modesta quantità di elettricità che produrranno i «girasoli» di vetro di Roccastrada, questa potrebbe benissimo essere ottenuta a costo quasi zero e con circa zero emissioni di gas serra usando meglio l'idroelettrico esistente in Toscana, facendo cioè in modo che l'acqua degli invasi non vada dispersa attraverso tubature colabrodo (30% e oltre sono le perdite negli acquedotti nella Regione) e sia fortemente risparmiata con metodi di irrigazione agricola moderni (con il goccia a goccia si abbatte il consumo di acqua fino all'80%, con un aumento di raccolto fino al 20%) e ben calibrati. Infatti, se ad esempio la centrale idroelettrica di Levane (AR), della potenza di 17 MW, avesse più acqua nel bacino nel corso dell'anno per aumentare solo di pochi punti percentuali l'energia elettrica prodotta, si potrebbe fare benissimo a meno del fotovoltaico di Roccastrada. Però, si sa, le cose semplici ed economiche non fanno notizia, mentre i «girasoli» di vetro sì. Tanto paga Pantalone. Va da sé che l'energia nucleare risolverebbe tutto: grande disponibilità di energia a basso costo, poco inquinante (in grammi di CO2 equivalenti per KWh meno 92% rispetto al fotovoltaico p-Si), sicura - scorie comprese, checché se ne dica - e con questo verrebbe quasi eliminato il pericolo di dannose «epidemie» da fotovoltaico o da altre energie rinnovabili.
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Ragionpolitica, periodico on line n.205 del 27/3/2007 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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