RAGIONPOLITICA.it - Giornale online di cultura e politica Logo RAGIONPOLITICA.it
numero 280
6 marzo 2008
 
HOMECHI SIAMOCREDITSSCRIVI  
 
 
segnala ad un amicosegnala l'articolo ad un amico stampa l'articolostampa l'articolo

La sconfitta dei dossettiani

di Gianteo Bordero - 31 marzo 2007

Sui due maggiori quotidiani nazionali, Il Corriere della Sera e La Repubblica, impazzano i commenti di Giuseppe Alberigo e di Alberto Melloni, rappresentanti di punta del dossettismo, sulla Nota della Cei riguardante la famiglia e sul nuovo corso della Conferenza Episcopale italiana. Tanto Alberigo quanto Melloni auspicano che la nuova guida della Cei si distacchi dalla linea percorsa, negli ultimi sedici anni, dal cardinale Camillo Ruini. Chiedono a monsignor Bagnasco un indirizzo «pastorale», contrapposto a quello «politico» del suo predecessore. In sostanza, sollecitano i vescovi a rinunciare ad esprimere valutazioni sul «quadro politico nazionale» e ad occuparsi, piuttosto, delle cosiddette cose di Chiesa.

L'opposizione dei dossettiani alla gestione di Ruini è cosa nota, da tempo. L'ultimo caso si è avuto quando il cardinal vicario annunciò, lo scorso 12 febbraio, che la Cei avrebbe emesso, a proposito delle leggi sul riconoscimento giuridico delle convivenze, una Nota «meditata e ufficiale, che sia impegnativa per coloro che accolgono il magistero della Chiesa e possa essere chiarificatrice per tutti». Allora Alberigo e Melloni, in compagnia di altri dossettiani come Raniero La Valle, Ettore Masina, Vittorio Bellavista, formularono una «supplica» alla Cei in cui chiedevano alla sua dirigenza di astenersi dal pubblicare la Nota: «L'Italia - scrivevano - ricadrebbe nella deprecata condizione di conflitto tra la condizione di credente e quella di cittadino... Denunciamo con dolore, ma con fermezza, questo rischio e supplichiamo i Pastori di prenderne coscienza e di evitare tanta sciagura, che porterebbe la nostra Chiesa e il nostro Paese fuori dalla storia». La supplica non è andata a buon fine, perché la Nota è stata resa pubblica mercoledì, dopo che, nella sua prolusione al Consiglio permanente della Cei, monsignor Bagnasco aveva riservato parole molto dure riguardo al progetto di legge governativo sulle coppie di fatto.

Ma i dossettiani non demordono. E invece che riconoscere la loro sconfitta su tutta la linea, partono alla carica con la questione «pastorale», e interpretano qualche passaggio della Nota come una sconfessione dell'operato del cardinal Ruini. Stessa cosa fanno con una lettera inviata dal cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, a monsignor Bagnasco, in cui il «primo ministro» del Papa scrive al presidente della Cei che nei «rapporti con le istituzioni politiche» la Conferenza Episcopale sarà affiancata dalla «rispettosa guida della Santa Sede».

Non bastano, a Melloni e Alberigo, le parole che Benedetto XVI ha rivolto al cardinal Ruini in occasione del suo congedo alla guida della Cei, con una «speciale espressione di riconoscenza per il lungo e fruttuoso servizio che Ella ha svolto quale presidente della Conferenza Episcopale italiana». Scrive il Papa a Ruini: «In questi mesi si sta svolgendo la visita ad limina Apostolorum dei vescovi d'Italia. Incontrandoli, Regione per Regione, ho modo di rendermi meglio conto della grande ricchezza di fede e di azione pastorale presente in queste comunità e dello spirito apostolico che anima i Pastori. Nel rendere grazie a Dio per questi suoi doni, come non darne il giusto merito anche a Lei, Venerato Fratello, che per oltre tre quinquenni ha guidato l'Episcopato italiano come presidente, senza contare il contributo determinante offerto già in precedenza nel ruolo di Segretario Generale della Conferenza Episcopale».

E ancora: «Avendo avuto in questi anni l'opportunità di condividere con Lei, Venerato Fratello, tanti momenti di vita e di servizio ecclesiale, mi è particolarmente caro esprimerLe il mio personale apprezzamento e la mia riconoscenza sincera e profonda. Come non ricordare, infine, che Ella ha guidato i vescovi italiani in una fase delicata e cruciale della storia del popolo italiano? In questi anni il Suo coraggio e la Sua tenacia nel sostenere l'impegno della Chiesa hanno certamente reso un servizio non solo al popolo di Dio ma all'intera Nazione italiana». Parole di circostanza? Crediamo di no. Tant'è vero che Benedetto XVI ha voluto che il cardinal Ruini rimanesse suo vicario per la città di Roma, dando ulteriore testimonianza di un legame profondo tra l'attuale pontefice e l'ex presidente della Cei. Di tutto questo i dossettiani non parlano, e preferiscono trasformare in una fantomatica sconfessione dell'operato di Ruini il fisiologico riassetto interno alla Conferenza Episcopale dopo una lunga guida carismatica durata sedici anni.

Del resto, c'è da capirli. Tanto il cardinal vicario quanto il cardinale già prefetto della Congregazione per Dottrina della Fede sono stati due «pilastri» di quel pontificato wojtyliano che ha fatto imboccare alla Chiesa una strada pressoché opposta a quella auspicata da don Giuseppe Dossetti e dalla sua Scuola alla vigilia dei due conclavi del 1978. Sotto diversi aspetti, Wojtyla, Ruini e Ratzinger hanno rappresentato la riemersione di una Chiesa di popolo, tradizionale, fortemente legata al Papato, dopo gli anni tormentati del post-Concilio, laddove quanto più forte era l'influenza tra i cattolici dell'élite teologica progressista, tanto più le chiese e i seminari si svuotavano; quanto più si parlava di una Chiesa aperta al mondo, tanto più la Chiesa finiva per confondersi col mondo ed essere così abbandonata da chi cercava in essa l'alterità dal mondo; quanto più si interpretava sociologicamente il concetto di «popolo di Dio», tanto più questo popolo tendeva a scomparire. Del resto, queste cose le aveva già comprese con drammatica lucidità il Papa Paolo VI, quando nel 1972 prese atto che «da qualche fessura è entrato il fumo di Satana nel Tempio di Dio... Nella Chiesa regna questo stato d'incertezza; si credeva che dopo il Concilio sarebbe venuta una giornata di sole per la storia della Chiesa. E' venuta invece una giornata di nuvole, di tempesta, di buio».

E' in risposta a questa situazione che si spiega e si comprende il papato di Giovanni Paolo II e l'opera dei cardinali Ruini e Ratzinger. Il primo, con i suoi viaggi e le sue Giornate mondiali della gioventù, ha fatto riemergere la dimensione universale, cioè cattolica, della Chiesa, l'ha rimessa in campo come protagonista che sa parlare al cuore dell'uomo; il secondo, col suo progetto culturale e la sua finezza nell'interpretare i «segni dei tempi», ha saputo rinnovare la tradizione di popolo della Chiesa italiana negli anni devastanti della fine del partito cattolico; il terzo, alla guida dell'ex Sant'Uffizio, ha difeso e promosso la «fede dei semplici» dagli attacchi dell'intellettualismo dominante nella teologia progressista, ha elaborato una lettura della traditio capace di reggere le sfide dei tempi attuali. Sono queste tre grandi figure che hanno, ciascuna a modo suo, segnato la sconfitta della proposta dossettiana per la Chiesa. E non è un caso il fatto che le critiche più pesanti al pontificato wojtyliano siano venute dagli ambienti della Scuola di Bologna. Il risultato, oggi, è che al notevole spazio mediatico di cui godono Melloni, Alberigo & Co. non corrisponde un eguale spazio nel sentimento di un popolo cattolico, che, nonostante le raffinate analisi dei dossettiani sulla Chiesa «madre e matrigna», accorre sempre più numeroso ad ascoltare il Papa e che affollerà le strade di Roma e piazza San Giovanni in occasione del Family Day del 18 maggio.

! Gianteo Bordero
Gli ultimi commenti
SCRIVI UN COMMENTO A QUEST'ARTICOLO

i migliori verranno pubblicati in queste pagine

Nome o nickname:
Titolo:
Commento:
Caratteri disponibili:


 

Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail

IN QUESTO NUMERO

Ragionpolitica, periodico on line n.205 del 27/3/2007
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero
© 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata
Riproduzione riservata