|
|||||||
|
|
Bertinotti il postmodernodi Raffaele Iannuzzi - 3 aprile 2007 Da qualche tempo sto cambiando idea sui contenuti del postmoderno. Domanda classica: ma cos'è questo «postmoderno»? Una realtà che viene post, dopo, dunque è determinata da qualcosa che viene prima, la modernità, il moderno. Monsignor Fisichella, a Gubbio, nel 2004, stigmatizzò con vigore questo concetto: non esiste, disse, è una finzione retorica, del resto anche Guardini aveva parlato della «fine della modernità», niente di nuovo sotto il sole. In senso generale, ha ragioni da vendere l'energico prelato, ma oggi - e vengo al punto - qualcosa di diverso rispetto alla modernità lo vediamo, qualcosa che farebbe quasi pensare al «postmoderno». E cos'è questo qualcosa? La sinistra antagonista. Mai vista tanta postmodernità in questo centauro e camaleonte insidioso e vischioso, basti pensare a Bertinotti, che su Il Messaggero plaude al progetto «lineare», centrista di Casini, inscrivendolo nella linea «iper responsabile» (che vuol dire, di grazia?) di Bayrou, sparigliando le carte della retorica politica e della propaganda, in modo spregiudicato: il linguaggio politico è determinato da questa spregiudicatezza. Bertinotti non innova nei contenuti - basterebbe leggere il suo ultimo libro - ma spiazza usando quel che trova nel circo della politica italiana e riesce - si badi - a congelare furori e passioni a lui antagonistiche, creando almeno la sponda per tre linee. Primo: la linea istituzionale, con il presidente della Camera ora fischiato, ora invitato dall'Avsi, cioè da Cl-Compagnia delle Opere; secondo: la linea movimentista con la «sinistra europea», aperta a Mussi e contro il socialismo democratico europeo in quanto tale; terzo: la linea di Rifondazione come «movimento dei movimenti», con le dichiarazioni sulla «politica estera dei movimenti» in occasione della liberazione di Mastrogiacomo nel modo che abbiamo largamente appreso dai giornali e sul «vorrei, ma non posso andare a Vicenza», limpido peana ai movimenti. Dunque, dopo l'89 - la caduta del Muro di Berlino - in questo Paese abbiamo tre sinistre, un mezzo partito democratico, le piazze piene di massimalisti, vecchi e giovani, un presidente della Camera comunista che fa il movimentista e giostra con le istituzioni al fine di sparigliare i giochi e pescare nel movimento delle moltitudini: e questo è un mondo occidentale? E' questo uno spazio politicamente spendibile per le riforme? D'altro canto, nella CdL, la questione del centrismo impone una nostra rinnovata azione politica, che io lumeggerei in questi termini: innanzitutto è necessario recuperare l'alleanza con la Lega senza impiccarci ad essa, ma avvalendosi di essa sui territori del Nord-Est, in forte crisi e disagio (a questo livello, la Moratti che insegue la gente comune sta facendo un lavoro splendido). Poi Forza Italia deve strutturarsi in partito, senza inseguire progetti impossibili; basterebbe avere un legame vero con il territorio e con qualche soggetto importante della società civile. Infine il centrismo deve essere affrontato laicamente, senza guerre di religione e senza anatemi, basta avere le idee chiare: devono parlare i contenuti, tre in particolare: la libertà di mercato e le riforme; le infrastrutture e i servizi; i temi eticamente sensibili. Non c'è bisogno di smarcarsi dall'Udc, si tratta di verificarne, sui contenuti, le intenzioni reali e la portata reale del loro progetto politico. Punto. Se Forza Italia riuscirà a fare questo passo di laicizzazione autentica, la partita tornerà ad essere autenticamente affascinante per il nostro popolo, che attende un recupero politico autentico e non una battaglia di retroguardia.
|
Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail IN QUESTO NUMERO
|
|||||
|
Ragionpolitica, periodico on line n.206 del 3/4/2007 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
|||||||