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Carlo Panella Fascismo islamicorecensione di Mario Secomandi - 12 aprile 2007 Carlo Panella, nella sua ultima fatica saggistica dal titolo Fascismo islamico, mette in evidenza come l'islam radicale e fondamentalista stia dando vita ad un vero e proprio movimento totalitario, che assume i connotati di un nuovo nazismo. Tra il dittatore tedesco dello scorso secolo Adolf Hitler, l'attuale presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, e i movimenti rivoluzionari politico-religiosi come il palestinese Hamas, il libanese Hezbollah, le milizie irachene di Moqtada Al Sadr, per non parlare di Al Qaeda di Osama Bin Laden, non pochi sono i punti in comune. Primo fra tutti il messianismo apocalittico mirante a perseguire l'utopia totalitaria della costruzione dell'Uomo nuovo da ottenersi in concomitanza all'annientamento e sterminio della «razza inferiore»: gli ebrei. Il «complotto ebraico», secondo i fondamentalisti, ispirati in ciò da quanto detto dallo stesso Maometto, sta alla base delle divisioni intestine alla umma islamica, frutto della cospirazione di giudei e cristiani e dell'alleanza tra Stati Uniti, Europa ed Israele. Dopo Bin Laden, protagonista dell'11 settembre, è il leader iraniano Ahmadinejad ad essere il capofila della vocazione egemonica all'espansionismo islamico al fine di giungere alla dominazione del pianeta e disegnare un nuovo ordine mondiale per mezzo della Jihad, la guerra santa da condurre sia contro Israele che contro gli apostati islamici, gli infedeli cristiani e gli occidentali, visti come servi del «Grande Satana» americano. Il progetto di dotarsi dell'arma atomica, il proposito più volte ribadito ed esplicitato di «cancellare Israele dalla cartina geografica» ed eliminare per sempre e definitivamente gli ebrei, il rifiuto spregevole di commemorare la Shoà nazista, costituiscono la cartina di tornasole di come l'Iran rappresenti la minaccia numero uno per la pace e la stabilità mondiale. Non si può passare sotto silenzio il fatto che Teheran, inoltre, stia intessendo una fitta rete di alleanze strategiche e geopolitiche, oltre che con la Siria e gli altri movimenti fondamentalisti mediorientali, anche con la Cuba di Castro, il Venezuela di Chavez, la Bolivia di Morales, all'insegna dell'intreccio perverso tra i ricatti connessi allo sfruttamento delle rendite petrolifere e la proliferazione di armamenti per il consolidamento di gruppi paramilitari pronti ad immolarsi e dare manforte alla Jihad globale. L'Occidente non può assolutamente permettersi, pena il rischio di una propria auto-distruzione, di non affrontare subito e prendere di petto la situazione commettendo l'errore compiuto nei confronti del nazismo, e l'Europa deve abbandonare «l'ottundimento da laicismo» che non le permette di comprendere che alla base dell'instabilità mediorientale c'è una questione religiosa. Non c'è pace tra Israele e Palestina non tanto per un mero contenzioso nazionalistico legato alla precisa quantità di terra da assegnare all'una parte ed all'altra, ma per un a priori fondamentalista da parte arabo-islamica: tutta la Palestina è considerata alla stregua del Dar al islam, del territorio islamico, dove deve regnare un califfato retto sulla legge coranica. Ne consegue che Israele non vi ha diritto all'esistenza. L'obiettivo, la soluzione finale, pena il non trovarsi pronti al ritorno del dodicesimo imam, contestuale al giudizio universale ed all'apocalisse, è l'annientamento totale di Israele. Sembra difficile se non impossibile trovare un compromesso con le forze fondamentaliste come Hamas e Hezbollah. Loro possono concedere solo una tregua, dopodichè riprenderà - come loro stessi ribadiscono - più forte di prima la guerra santa. La pace, per loro, non vuol dire assenza di conflitto, ma raggiungimento di un regime in cui gli ebrei siano stati tolti di mezzo, e tutti gli altri siano posti in uno stato di dhimmitudine, ossia sottomessi alla casta sacerdotale islamica dominatrice. Europa e Stati Uniti sono chiamate a fronteggiare risolutamente la minaccia del fondamentalismo islamico non tanto puntando su forze laiciste, quanto favorendo l'emersione in Medioriente di una nuova classe dirigente ispirata alle correnti riformiste e modernizzatici dello stesso islam, per lavorare a che vi s'impiantino più reali condizioni di democrazia, libertà civile, economica e religiosa, laicità, rispetto della dignità della persona umana e parità di diritti tra uomo e donna. L'Occidente deve difendere le proprie radici giudaico-cristiane, proteggere Israele come avamposto mediorientale di democrazia, modernità e libertà, e scrollarsi di dosso quel falso ed assurdo senso di colpa, tanto in voga nella sinistra, secondo cui l'antisemitismo e il fondamentalismo islamico sarebbero delle reazioni conseguenti alle malefatte dell'imperialismo americano e sionista. E' necessario opporsi nettamente al nuovo totalitarismo di marca neonazi-fascista dell'islam radicale, che sta esaltando ed infiammando le piazze arabe, cercando di diffondersi a macchia d'olio anche in terra europea foraggiando la proliferazione come funghi di moschee e promuovendo gli attentati terroristici (Londra e Madrid) e le sommosse nelle banlieues, perché esso non solo si basa sull'interpretazione del Corano come legge increata, eterna, immutabile, frutto delle rivelazioni di un Dio totalmente trascendente, arbitrario ed incomprensibile, ma non accetta una fede ancorata alla ragione, propugna l'adozione ed applicazione estensiva della Sharia, la legge coranica; non contempla alcuna distinzione della politica dalla religione, non vuole tirarsi fuori dal proprio medioevo di arretratezza civile, culturale e scientifica, e persegue la violenta sottomissione della donna all'uomo, l'utilizzo e sfruttamento dei bambini come scudi e martiri per la jihad apocalittica, la conversione degli infedeli per mezzo della spada e la messa a morte degli apostati. Nel XXI secolo, queste cose sono francamente inaccettabili.
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Ragionpolitica, periodico on line n.207 del 12/4/2007 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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