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Le baronie feudali del terzo millenniodi Vito Di Lernia - 19 aprile 2007 Nonostante uno spirito giustizialista trionfi a fasi alterne nel nostro Paese, esiste un'istituzione in grado di uscire indenne da sentenze, rinvii a giudizio, indagini ed intercettazioni, probabilmente grazie alla forza e alla trasversalità di poteri che risultano di gran lunga più forti rispetto a quelli della politica. Quel mondo intoccabile di cui scriviamo è l'Università, ed in particolare la facoltà di Medicina che dovrebbe sfoderare la classe docente e dirigente dei più prestigiosi ospedali universitari del nostro Paese. A distanza di venti anni dallo scandalo delle cattedre di otorinolaringoiatria, conclusosi con l'annullamento dei concorsi i cui vincitori sono tuttora in servizio, «Concorsopoli», la recente inchiesta giudiziaria portata avanti dalla procura bolognese, appare destinata a finire nel nulla, tanto da aver provocato interpellanze parlamentari da parte di deputati di Forza Italia e Alleanza Nazionale, che hanno parlato di «indagini al rallentatore» e richiesto un'ispezione ministeriale che verifichi i concorsi banditi dalla Facoltà di Medicina dell'Università di Bologna e l'immediata sospensione dei camici bianchi sotto accusa per le selezioni pilotate. Le indagini hanno permesso di dimostrare, senza sorprendere peraltro nessuno, l'esistenza di una lobby di baroni in grado di pilotare le carriere dei docenti su tutto il territorio nazionale attraverso concorsi truccati e hanno portato a numerosi indagati, tra cui luminari di spicco e nomi di punta della sanità bolognese, quali ad esempio la preside della Facoltà di Medicina e il direttore del Dipartimento di Medicina Interna, per reati diversi tra i quali corruzione, abuso d'ufficio, falso in atto pubblico, associazione a delinquere, comparaggio. L'inchiesta di Bologna si basa sull'ipotesi che i concorsi fossero preconfezionati passo dopo passo e con grande attenzione, dall'emissione dei bandi cuciti a pennello sui curriculum dei predestinati alla composizione delle commissioni esaminatrici. Una bufera giudiziaria che non è stata sufficiente però a rimuovere una sola poltrona se, come ha giustamente affermato l'on. Fabio Garagnani di Forza Italia, non solo nessuno si è dimesso, ma alcuni sono stati anche promossi. E' il caso della preside di facoltà di Bologna, nominata dal ministro Turco nello scorso ottobre membro del Consiglio Superiore di Sanità e, dalla regione Emilia Romagna, proprio in questi giorni, membro del Consiglio di indirizzo e verifica del prestigioso Istituto Ortopedico Rizzoli. Suona intanto più come una beffa l'emanazione, da parte dell'università più antica del mondo, di un codice etico che condanna ogni tipo di nepotismo e favoritismo nell'assegnazione dei ruoli, senza tuttavia la previsione di sanzioni per i trasgressori. Il paradosso dell'indagine della procura bolognese è che quelle azioni illegali «presunte» hanno finora rappresentato una prassi consolidata nell'organizzazione della quasi totalità dei concorsi universitari, in particolare delle facoltà di medicina, dove hanno spesso prevalso l'arbitrio, le parentele, le alleanze accademiche e politiche. Il reclutamento di professori e ricercatori universitari, che secondo la legge Berlinguer avrebbe dovuto realizzarsi per concorso pubblico, è avvenuto infatti regolarmente per chiamata diretta da parte del cattedratico che aveva avviato la procedura concorsuale con la compiacenza dei commissari che stilavano verbali «di cortesia». E' questo il motivo per cui i candidati presenti alle prove concorsuali erano abitualmente di numero esiguo e spesso pari al numero delle idoneità disponibili. I restanti potenziali concorrenti, anche se provvisti di curriculum e pubblicazioni di maggior prestigio del predestinato, rinunciavano volontariamente o «su invito» allo svolgimento delle prove, non essendo previsto alcuno spazio per la competizione in concorsi che peraltro garantivano un forte privilegio al candidato dell'università che bandiva il concorso, cui competeva la nomina di uno dei membri della commissione. Elemento fondamentale di questo sistema era la subordinazione all'autorità del professore che metteva in moto la procedura concorsuale: non a caso le nostre istituzioni accademiche possono «vantare» il primato di un numero elevatissimo di docenti che hanno studiato nello stesso luogo in cui lavorano. L'assegnazione delle cattedre tramite un meccanismo di «cooptazione personale» ha sempre distinto l'università italiana da quelle degli altri Paesi, favorendo un sistema di potere baronale autoreferenziato indegno di un Paese moderno e specchio della decadenza profonda di quel mondo accademico, in particolare della facoltà di medicina e chirurgia, che ha visto spezzarsi il filo che lega l'insegnamento, la ricerca e la cultura al merito e all'impegno. La qualità del sistema di formazione superiore e ricerca, che è la base del futuro della società della conoscenza, dipende in larga misura dal buon funzionamento delle regole di selezione dei docenti universitari. Punto di forza delle migliori università del mondo è inoltre l'adozione del principio di eccellenza, vale a dire spazio ai migliori, un traguardo che richiede la massima concorrenza tra i candidati alla docenza e la massima trasparenza nelle procedure. La riforma Moratti ha rappresentato un passo in avanti per il raggiungimento di questi obiettivi, introducendo da un lato le idoneità nazionali per la fascia dei professori al posto delle selezioni locali al fine di riportare serietà e trasparenza nel reclutamento dei docenti evitando il ripetersi di fenomeni di nepotismo, localismo e clientelismo, dall'altro la possibilità di chiamata diretta di studiosi italiani o stranieri impegnati all'estero per favorire il rientro dei «cervelli». Vito Di Lernia |
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Ragionpolitica, periodico on line n.208 del 17/4/2007 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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