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numero 280
6 marzo 2008
 
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Ayaan Hirsi Ali

Infedele

recensione di Anna Bono - 5 maggio 2007

Ci sono immigrati e immigrati. Lo dimostra la storia di Ayaan Hirsi Ali, islamica di origine somala immigrata in Europa nel 1992, sottoposta da piccola a infibulazione, la più terribile delle mutilazioni genitali femminili, e a rischio di altre violenze e abusi se costretta a ritornare in patria - se tale si può ancora chiamare un territorio diviso in clan ostili perennemente in guerra dal 1991. Nel 2006 l'Europa, che pure apre le porte a extracomunitari di ogni provenienza senza curarsi davvero di accertarne le intenzioni, come dimostra il numero di stranieri che anche in Italia vivono di espedienti, per non dire di quelli che svolgono attività di sostegno al terrorismo islamico, l'ha respinta e proprio mentre l'Islam integralista la minacciava di morte.

Il fatto è che Ayaan Hirsi Ali è un'immigrata scomoda, molto politically uncorrect. L'abbiamo conosciuta nel 2004 quando in Olanda il regista Theo Van Gogh è stato assassinato da un immigrato marocchino che gli ha teso un agguato per strada, ad Amsterdam, lo ha abbattuto con quattro colpi di pistola, poi lo ha sgozzato e gli ha affondato nel corpo un coltello con infilata nella lama una lettera di cinque pagine destinata a Ayaan e contenente una fatwa, una sentenza di condanna a morte in nome dell'Islam offeso. La colpa di quest'ultima e di Van Gogh era di aver realizzato due mesi prima un cortometraggio intitolato Submission, in cui cinque infelici donne musulmane raccontano la loro storia. L'intenzione dell'opera è denunciare le violenze istituzionalizzate inflitte alle donne islamiche.

Fino a quel momento in Europa Hirsi Ali aveva vissuto un'esistenza intensa e libera. Conseguita la laurea in Scienze Politiche e ottenuta la cittadinanza olandese, si era avvicinata al Partito Socialdemocratico, dal quale in seguito era stata candidata con successo alla carica di deputato. Dopo la morte di Theo Van Gogh, invece, è stata costretta a vivere sotto custodia, ma almeno sembrava che godesse della solidarietà delle istituzioni e della popolazione olandese. Invece, 16 mesi dopo, nel maggio del 2006, il ministro dell'Immigrazione l'ha informata che, essendo stati riscontrati dei dati errati nella sua richiesta di cittadinanza presentata nel 1997, l'atto di naturalizzazione era da considerarsi nullo. Le venivano concesse sei settimane per presentare ricorso. Contemporaneamente un giudice emetteva una sentenza favorevole ai suoi vicini di casa che ne avevano sollecitato lo sfratto sostenendo di subire violazioni della loro privacy a causa delle misure di sicurezza adottate per proteggerla e di temere che la sua presenza mettesse a rischio la loro incolumità. Le venivano concessi quattro mesi per lasciare l'abitazione-rifugio messa a sua disposizione dallo Stato per difenderla. Così Hirsi Ali ha deciso di accettare un'offerta di lavoro dell'American Enterprise Institute di Washington e ora vive negli Stati Uniti.

Di lei, in Italia, nel 2005, è uscito un libro pubblicato dalla casa editrice Einaudi, intitolato Non sottomessa, nel quale è contenuto anche il testo del cortometraggio Submission che è costato la vita a Theo Van Gogh. Adesso per le edizioni di Rizzoli è nelle librerie Infedele, nel quale Hirsi Ali racconta la sua vita: dall'infanzia in Somalia - segnata dall'evento straziante della mutilazione genitale impostale dalla nonna all'insaputa dei suoi genitori e dalle traversie della sua famiglia colpita dalla persecuzione del regime di Siad Barre, il dittatore «padre della nazione» - alle vicende che l'hanno portata in Arabia Saudita, Etiopia e Kenya, fino matrimonio impostole dal padre e all'atto liberatorio con cui ha deciso, una volta emigrata in Europa, di sottrarsi al destino riservato alle donne come lei: «Sapevo che era possibile una vita diversa - scrive Hirsi Ali all'inizio della sua nuova vita in Occidente - l'avevo letto sui libri e ora potevo vederla, annusarla nell'aria: il genere d'esistenza che avevo sempre voluto, con una vera istruzione, un vero lavoro, un vero matrimonio. Volevo diventare una persona, un individuo, con una vita propria». Infedele è la storia del doloroso e rischioso percorso che l'ha portata a raggiungere questo obiettivo.

! Anna Bono
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Infedele
  • Autore:
    Ayaan Hirsi Ali
  • Editore:
    Rizzoli
  • Prezzo: 18,50 €
  • Pagine: 392

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Ragionpolitica, periodico on line n.210 del 3/5/2007
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
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