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La «crociata» comunista contro la Chiesa

di Gianteo Bordero - 5 maggio 2007

E' stata una reazione fuori dalle righe, quella dell'Osservatore Romano al monologo di Andrea Rivera dal palco del concertone sindacale del primo maggio? Forse sì, forse no. Il punto è cercare di capire se le dure parole del quotidiano della Santa Sede abbiano un qualche fondamento in rebus o se, al contrario, evochino fantasmi immaginari, creati all'uopo per alimentare un sentimento di vittimismo nelle gerarchie vaticane. Propendiamo per la prima ipotesi. A giustificare la levata di scudi dell'Osservatore, infatti, non ci sono soltanto le parole del presentatore del concerto di piazza san Giovanni; c'è anche - per restare ai fatti più recenti - l'attacco sferrato a monsignor Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, dagli europarlamentari della sinistra radicale, che accusano il presule di «omofobia». Ci sono, ancora, le scritte minacciose corredate dalla stella a cinque punte e il bossolo di pallottola inviato via posta allo stesso Bagnasco, con tanto di foto con svastica.

I fatti del primo maggio, dunque, non sono un fulmine a ciel sereno, ma rappresentano soltanto l'ultimo episodio, in ordine di tempo, che rende esplicita la crescente intolleranza che si riversa con violenza ideologica contro la Chiesa cattolica e contro i suoi vertici. Che questo sentimento violento esista - e sia in qualche modo coccolato da vari soggetti che non riescono a sopportare la presenza della Chiesa come soggetto pubblico che combatte contro il pensiero dominante laicista, relativista e nichilista - lo documentano in maniera chiara i commenti apparsi sui giornali della sinistra radicale in questi giorni. Su tutti, il quotidiano di Rifondazione Comunista, Liberazione. Leggere per credere.

Nel suo editoriale di ieri, il direttore Piero Sansonetti parla di una «corsa oscurantista e fondamentalista della Chiesa, che sta sfigurando, in pochi mesi, il volto della religione cristiana». A Sansonetti fa eco Paolo Flores d'Arcais, che scrive: «La fatwa scagliata dall'Osservatore Romano contro il comico Andrea Rivera è indegna di un Paese civile e incompatibile con i valori della democrazia liberale occidentale... La democrazia italiana non può tollerare questa ennesima minacciosa intimidazione alla libertà dei cittadini... Richiamare l'ambasciatore italiano presso la Santa Sede, in attesa di scuse solenni, è il gesto diplomatico standard che ci si aspetta da uno Stato democratico ancora consapevole della propria dignità». Parole che richiamano subito alla mente quelle di molti commentatori all'indomani della lectio magistralis di Benedetto XVI a Ratisbona, quando il Pontefice fu accusato di voler fomentare l'odio tra le religioni e di voler rimettere in campo lo spirito crociato. Peccato che di crociata, in questo periodo, se ne veda soltanto una: quella portata avanti dalla sinistra laicista ed estremista contro qualunque ecclesiastico che osi mettere in dubbio i dogmi del politicamente e del multiculturalmente corretto e richiami nel dibattito pubblico l'importanza del diritto naturale e delle radici storiche e spirituali della nostra civiltà come garanzia per un sano progresso sociale e per una pacifica convivenza tra gli uomini.

Come ha scritto l'Osservatore Romano, la cosa più inquietante, che dà l'idea di come sia radicato in profondità il sentimento anti-cattolico, è il fatto che gli attacchi, le minacce, le accuse vengano scagliate «contro chi parla sempre in nome dell'amore, l'amore per la vita e l'amore per l'uomo... con ragionamenti articolati e argomentati, rivolti a chi ha l'onestà di ascoltarli». Se al ragionamento si risponde con la violenza ideologica, è chiaro da che parte stia il torto, da che parte si soffi sul fuoco della polemica senza tener conto del clima pesante che circonda in questo periodo i vertici della Chiesa. Ed è chiaro chi sia ad alimentare le crociate. Scriveva ancora Sansonetti su Liberazione dell'altro ieri: «Generalmente succede nelle dittature: il regime prende di mira un intellettuale, un politico, un artista, un attore - che ritiene scomodo, o semplicemente poco rispettoso, poco omaggiante del potere - e lo accusa di terrorismo. Avviando così la persecuzione... Il Vaticano ieri ha compiuto questo passo».

Poco importa, a Sansonetti e ai suoi colleghi, che la Chiesa, in varie parti del mondo, sia perseguitata, che i suoi fedeli debbano subire ogni genere di sopruso, di tortura e di violenza magari per mano di quei regimi comunisti tanto cari a Liberazione e al partito di cui è l'organo di stampa: l'importante è mettere sul banco degli imputati chi non ha altra arma oltre a quella della parola, l'importante è far apparire la Chiesa dei martiri come una Chiesa fascista, totalitarista, anti-umana, l'importante è gettare benzina sul fuoco affinché i compagni che lottano per un mondo migliore trovino motivazioni ideologiche alla loro sempiterna guerra contro il nazi-fascismo, l'oscurantismo, i nemici del popolo. Il comunismo è duro a morire.

! Gianteo Bordero
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