RAGIONPOLITICA.it - Giornale online di cultura e politica Logo RAGIONPOLITICA.it
numero 280
6 marzo 2008
 
HOMECHI SIAMOCREDITSSCRIVI  
 
 
segnala ad un amicosegnala l'articolo ad un amico stampa l'articolostampa l'articolo

Berlusconi colpisce al cuore il dossettismo di Prodi

di Vincenzo Merlo - 15 maggio 2007

«Sono qui perché dobbiamo reagire: c'è un movimento contro la Chiesa, a cui si vuole impedire di esprimere le sue opinioni. Mi viene in mente quello che ci fu nei Paesi comunisti, con la Chiesa del silenzio. L'Italia soffre di un rigurgito di quel laicismo derivato dal fatto che la Repubblica si è costituita contro il potere temporale dei Pontefici... I cattolici che stanno nella maggioranza sono in contraddizione con se stessi perché alleati con l'estrema sinistra. Che c'entrano falce e martello con la dottrina sociale della Chiesa?». Queste frasi di Silvio Berlusconi al Family Day hanno scatenato la piccata reazione di alcuni esponenti dell'Unione, a partire dal presidente del Consiglio, Prodi, secondo cui quelli del leader della Casa delle Libertà sono «discorsi totalmente estranei allo spirito cattolico, perché essere o no cattolici è una scelta seria».

Ora, a parte l'evidente risibilità dell'auto-rappresentazione di Prodi come depositario dello «spirito cattolico», il punto vero è che il «cattolico adulto» reagisce stizzito alle affermazioni di Berlusconi proprio perché queste, nella loro semplicità e verità («Che c'entrano falce e martello con la dottrina sociale della Chiesa?»), colpiscono il cuore della politica prodiana. Come ognun sa, e come più volte rimarcato in queste pagine, la politica di Romano Prodi è l'espressione compiuta del progetto dossettiano, tanto minoritario quanto fuorviante nella storia politica dei cattolici, progetto che proprio dell'ineluttabilità dell'incontro tra cattolici e comunisti ha fatto la sua principale ragion d'essere. E questo a dispetto non solo di tutta la dottrina sociale della Chiesa (a partire dalla Rerum Novarum e dalla Divini Redemptoris), ma anche della storia della stragrande maggioranza delle forze politiche di ispirazione cristiana, che nella loro pressoché totalità sono sempre state alternative alla sinistra di impronta marxista, nelle sue varie declinazioni.

Don Camillo e Peppone sono sempre stati in lotta, e non solo nella realtà italiana (dove peraltro è ancora massiccia la presenza dell'estrema sinistra di matrice comunista). Nel Parlamento Europeo, dopo il repentino ridimensionamento dei partiti comunisti, le due famiglie politiche alternative tra di loro sono costituite dal Partito Socialista, da un lato, e dal Partito Popolare (di ispirazione cristiana), dall'altro. Ma anche nel resto del mondo, laddove esistono partiti che fanno riferimento alla dottrina sociale della Chiesa, la situazione è grosso modo la stessa. E come potrebbe essere diversamente, vista l'aperta contrapposizione tra visioni del mondo tra loro inconciliabili? Per stare all'attualità, come non rilevare differenze profonde su temi dirimenti quali la famiglia, l'aborto, la fecondazione assistita, l'eutanasia, la libertà di educazione? Per non parlare, poi, della infinita storia di crimini, terrore e persecuzioni, in particolare proprio contro i cristiani, che i regimi contrassegnati dalla falce e il martello hanno provocato e provocano tuttora in ogni parte del mondo dove giungono al potere. Dei quarantacinque milioni di martiri cristiani del ventesimo secolo (cifra approssimata per difetto), una parte rilevante è stata causata proprio dalle aberrazioni del comunismo, che anche quando si trasforma (come in Cina o nel Sud-est asiatico), conserva intatta la sua pregiudiziale atea e materialista.

L'antinomia sinistra-cristianesimo, del resto, è nella storia; essa è addirittura all'origine della moderna contrapposizione sinistra-destra. Tutto ebbe inizio dalla diversa collocazione dei gruppi politici nell'Assemblea della rivoluzione francese, laddove i rivoluzionari più accesi presero posto nei banchi di sinistra proprio per rimarcare la loro avversione al cristianesimo, ed in particolare alla Chiesa cattolica, nel cui Credo si professa che «Cristo siede alla destra del Padre» (anche nella tradizione vetero-testamentaria, peraltro, è sempre «la destra di Jahvè» che soccorre il suo popolo). I deputati che non condivisero la caratterizzazione antireligiosa della sinistra giacobina (vero leit-motiv della Rivoluzione francese) occuparono al contrario i banchi del centro e della destra. Il fondamento della contrapposizione sinistra-destra corre dunque lungo i binari della avversione o meno al cristianesimo, ai suoi valori, alle sue tradizioni. Da allora, oltre due secoli di storia hanno confermato quella dicotomia.

Alla luce di quanto detto, possiamo ritenere davvero così azzardate le affermazioni di Berlusconi sulla incompatibilità tra estrema sinistra e dottrina della Chiesa? Così estranee allo spirito cattolico? Nel marzo del 1937, nell'enciclica Divini Redemptoris, Pio XI arriverà (profeticamente) a scrivere: «Il comunismo nel principio si mostrò quale era in tutta la sua perversità, ma ben presto si accorse che in tal modo allontanava da sé i popoli, e perciò ha cambiato tattica e procura di attirare le folle con vari inganni nascondendo i propri disegni dietro idee che in sé sono buone e attraenti... Senza punto recedere dai loro perversi principi, invitano i cattolici a collaborare seco sul campo così detto umanitario e caritativo, proponendo talvolta anche cose del tutto conformi allo spirito cristiano e alla dottrina della Chiesa... Il comunismo è intrinsecamente perverso e non si può ammettere in nessun campo la collaborazione con lui da parte di chiunque voglia salvare la civilizzazione cristiana».

Chissà se il «cattolico adulto» Romano Prodi, unico e intemerato custode dello spirito cattolico, ha mai letto queste frasi... Del resto, uno come lui è sempre impegnato a portare la «serietà» al governo. E soprattutto la modestia.

Vincenzo Merlo

Gli ultimi commenti
SCRIVI UN COMMENTO A QUEST'ARTICOLO

i migliori verranno pubblicati in queste pagine

Nome o nickname:
Titolo:
Commento:
Caratteri disponibili:


 

Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail

IN QUESTO NUMERO

Ragionpolitica, periodico on line n.212 del 15/5/2007
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero
© 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata
Riproduzione riservata