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Magdi Allam Viva IsraeleDall'ideologia della morte alla civiltà della vita: la mia storiarecensione di Mario Secomandi - 22 maggio 2007 Magdi Allam, nel suo nuovo libro autobiografico Viva Israele, sottolinea come il riconoscimento e la promozione del diritto di Israele all'esistenza costituiscano oggi la condizione essenziale sia per affermare la civiltà della vita ed il rispetto della libertà e dignità della persona umana, che per combattere contro l'ideologia dell'odio e l'apologia della morte portate avanti dal fondamentalismo islamico. La vita di Magdi Allam (blindata e sotto scorta) è sempre più strettamente collegata alla sorte dello Stato ebraico, proprio perché egli è divenuto già da un po' di anni il destinatario di una serie di «fatwa», minacce e condanne a morte da parte di Hamas ed altri gruppi estremisti islamici, a causa della sua schietta, franca e coraggiosa denuncia dei terroristi e kamikaze palestinesi. Magdi Allam, cittadino italiano di origine egiziana, musulmano laico, ha visto con i propri occhi, da giovane, la trasformazione in senso involutivo dell'Egitto, prima con la campagna di criminalizzazione e demonizzazione di Israele da parte di Nasser, poi con l'islamizzazione religiosa, culturale e politica del Paese soprattutto ad opera dei Fratelli Musulmani, uno dei principali e più potenti gruppi fondamentalisti del mondo. L'ideologia della morte che è alla base del terrorismo islamico scaturisce proprio dal conflitto del mondo arabo con Israele e considera quest'ultimo alla stregua di un nemico assoluto da eliminare ed annientare, sulla base di un precetto pseudo-religioso derivante da un'interpretazione radicale del Corano, nella convinzione di imitare le gesta di Maometto, recuperare l'islam tribale delle origini e raggiungere così il paradiso e la salvezza ottemperando al (presunto) volere di Allah. E' stata scatenata da parte del terrorismo islamico una guerra globalizzata nei confronti di Israele e dell'Occidente tutto: gli attentati in Medio Oriente e quelli a New York, Madrid e Londra sono tra loro collegati da un'unica rete del terrore. E' indispensabile proteggere lo Stato ebraico e stare dalla parte di Israele perché esso è l'unico faro di democrazia e libertà ed ancora di progresso e civiltà del Medio Oriente, che sta divenendo sempre più focolaio e teatro di pericolose tensioni e destabilizzazioni, sempre a causa del terrorismo islamico. Se pensiamo al conflitto israelo-palestinese, la verità che emerge è che c'è una sostanziale differenza tra l'attentato terroristico palestinese e la rappresaglia militare israeliana. Il terrorismo palestinese persegue in buona sostanza lo sterminio di tutti gli israeliani e la distruzione di Israele, non tanto perché da parte araba si aspiri alla liberazione dei territori, dalla Cisgiordania a Gaza, ciò che sarebbe possibile ottenere anche tramite un pacifico negoziato, quanto piuttosto perché la radice ultima del male consiste nel pregiudizio ideologico e religioso dei palestinesi, così come della maggioranza degli arabi e dei musulmani, che nega a priori e tout court il diritto di Israele all'esistenza. Da parte di Israele è invece chiaro come la propria rappresaglia militare rappresenti una legittima reazione all'attentato terroristico, in modo da perseguirne esecutori e mandanti, senza alcuna intenzione di massacrare indistintamente i palestinesi. Quello che bisogna capire una volta per tutte è che il terrorismo è un fenomeno di natura aggressiva e non reattiva. Ed è iniquo mettere sullo stesso piano i carnefici (i terroristi che uccidono) e le vittime (chi subisce gli attentati e vuol difendersi). Hamas non diventerà mai, neanche all'interno delle istituzioni di governo, una forza politica pragmatica, e non accetterà mai e poi mai il diritto di Israele all'esistenza: ciò è un divieto di fede inviolabile ed un tabù religioso. Madgi Allam ha inoltre messo in evidenza come l'Europa e la stessa Italia non siano immuni dal processo di diffusione a macchia d'olio dell'islam radicale ed estremista: la maggior parte delle moschee italiane sono difatti sotto la cappa del controllo ed influenza ideologico-religiosa dell'Ucoii, organizzazione a sua volta strettamente collegata ai Fratelli Musulmani, gruppo fondamentalista che giustifica ed appoggia il terrorismo anti-israeliano ed anti-occidentale. L'ultima volta in cui Magdi Allam ha messo piede in una moschea è stato qualche anno fa nella Grande moschea di Roma, in cui l'ex imam Moussa si rese protagonista di apologia del terrorismo, esaltazione dell'ideologia della morte, appello alla distruzione di Israele ed annientamento di tutti i nemici dell'islam. Occorre smettere di essere accondiscendenti nei confronti dell'Ucoii, che ritiene di essere la vera rappresentante anche a livello istituzionale (è nella Consulta islamica italiana, anche se, come era scontato, non ne ha accettato la «carta dei valori») dell'insieme dei musulmani in Italia, nega il diritto di Israele all'esistenza e ne predica la distruzione, legittima il terrorismo palestinese e gli attentati contro le forze occidentali, e punta a far nascere la Nazione islamica ed il califfato, e a far approvare la Sharia (legge integrale islamica) in Italia, in Europa ed ovunque nel mondo, in sintonia coi Fratelli Musulmani. L'equidistanza od equivicinanza tra Israele (e l'Occidente) ed il mondo arabo-islamico tanto sbandierata dalla sinistra e dall'attuale governo italiano si traduce in realtà in una resa morale, disfattismo politico, obnubilamento culturale e connivenza di fatto più o meno indiretta con l'ideologia nichilista dell'odio e della morte del fondamentalismo islamico. Si sta saldando a livello mondiale un minaccioso fronte totalitario anti-sionista, anti-israeliano, anti-americano, anti-occidentale, anti-cristiano, anti-globalista, che ha come propri leader Al Qaeda, Hamas, Hezbollah, l'Iran, la Siria, il Venezuela, la Bolivia, la Bielorussia e la Corea del Nord. Questo «asse del male» va affrontato se si vuole proteggere la civiltà occidentale, la verità, la libertà, la giustizia, la sacralità della vita, la dignità della persona umana. E si deve cominciare con la difesa di Israele.
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Ragionpolitica, periodico on line n.213 del 22/5/2007 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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