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EurabiaCome l'Europa è diventata anticristiana, antioccidentale, antiamericana, antisemitadi Mario Secomandi - 31 maggio 2007 Bat Ye'or, nel suo nuovo libro Eurabia, svela come la maggior parte dei leaders politici europei ed i potenti burocrati e tecnocrati a capo degli organismi comunitari, vadano deliberatamente perseguendo, da qualche lustro a questa parte, un progetto cultural-politico volto alla sconfessione dei valori giudaico-cristiani dell'Europa ed all'incontro, alla compenetrazione ed all'integrazione del Vecchio Continente col mondo arabo-islamico. L'obiettivo pianificato e purtroppo in parte realizzato dall'Europa, di concerto coi Paesi della Lega araba (attuato tramite il cosiddetto «dialogo euro-arabo») è la fusione delle due sponde del Mediterraneo in un grande ed ibrido agglomerato in cui a farla da padrone sono le esigenze politiche e gli standard culturali dei Paesi arabo-islamici. L'asse politico ed ideologico cui si vorrebbe dar vita assume i connotati di un vero e proprio blocco, che alla «civiltà occidentale» (euro-atlantica ed alleata agli Stati Uniti) è pronto a sostituire la «civiltà mediterranea», che non è altro che «Eurabia». L'Europa ha così abdicato alla difesa e alla promozione sia della propria indipendenza politica sia della propria tavola valoriale culturale e spirituale. Nell'intento di ricevere dai Paesi arabo-islamici qualche vantaggio economico e garanzie di sicurezza (rivelatesi nel tempo vane ed illusorie) contro gli attentati terroristici, l'Europa ha assunto come contropartita un'ideologia antisemita ed antisionista, tesa alla demonizzazione di Israele e degli Usa, ed alla parallela idolatria nei confronti della Palestina di Arafat, casa madre del neoterrorismo islamico. E' stata proprio la questione palestinese a fungere da strumento utilizzato dalla jihad islamica mediorientale per far disgregare a poco a poco l'Europa, staccarla dalle sue radici giudaico-cristiane, e voler far transitare, nel lungo periodo, attraverso un progetto di immigrazione massiccia, attentati terroristici ed islamizzazione strisciante, riducendo i popoli del Vecchio Continente in uno stato di «dhimmitudine», ovvero di sottomissione alla supremazia culturale e politica dell'Islam. La jihad è in verità il cuore della storia e della civiltà islamica, ideologia unica di guerra religiosa universale e continua, ciò che ha costituito la forza politico-militare che ha sottomesso ed in parte annientato in passato le altre civiltà limitrofe e confinanti. La guerra santa è una missione affidata da Maometto a tutti i musulmani ed è un comando universale destinato a durare fino a quando l'unica religione al mondo non sarà diventata quella di Allah, la cui trascrizione della propria parola increata è il Corano. L'obiettivo ultimo dei musulmani è quello di vivere in uno Stato islamico che abbracci il mondo intero. Per «dhimmitudine» s'intende più propriamente il sistema giuridico-religioso islamico, derivante dall'applicazione della Sharia (la legge integrale islamica), basato sulla discriminazione nei confronti di tutti i non musulmani, fra cui ebrei e cristiani. La dottrina jihadica sancisce che è la guerra la norma che regola le relazioni tra musulmani e non musulmani. Questi ultimi sono gli «infedeli», suddivisi a loro volta in: coloro che si oppongono con le armi alla conversione all'Islam, che devono essere combattuti strenuamente fino a che non riconoscano la sovranità islamica; coloro che vivono nei Paesi della tregua, come noi (per ora) in Europa, tenuti comunque a non ostacolare l'avanzata dell'Islam; e coloro che si arrendono ai musulmani ed ottengono, cedendo il proprio territorio, la pace e la protezione avendo scelto di sottomettersi al dominio islamico, diventando però cittadini paria e di serie B. Questi ultimi sono i «dhimmi». Per chi non riconosce la verità suprema dell'Islam è riservata una mesta e terribile sorte di oppressione e persecuzione. Oggi viviamo in un nuovo contesto di jihad, che si manifesta in tutti i continenti per il tramite del terrorismo globalizzato ed internazionale, con massacri, cattura di ostaggi, imposizione di riscatti, persecuzione e privazione dei più semplici ed elementari diritti. Questa è la situazione subìta da parte di ebrei e cristiani nella gran parte dei Paesi a maggioranza islamica. Il risultato è che i popoli del Vecchio Continente non si riconoscono più in un'Unione Europea e in una sinistra che stanno svendendo i valori della civiltà occidentale, della democrazia liberale e dell'umanesimo laico e giudaico-cristiano, aprendo le porte alla minacciosa avanzata islamica attraverso il via libera ad un'immigrazione incontrollata. Va allora contrastata il più possibile l'imposizione da parte delle élites tecnocratiche della cultura del «politicamente ed islamicamente corretto», che vorrebbe tacciare di islamofobo o xenofobo chi registra come la maggior parte dei predicatori nelle moschee raccomandino di allevare i propri figli secondo lo spirito del jihad e continuino a chiamare i cristiani e gli ebrei «infedeli», o «discendenti delle scimmie e dei maiali», «nemici di Allah» e «miscredenti». Quest'Europa vorrebbe bollare come razzista chi rammenta come il fondamentalismo islamico voglia annientare i nobili principi della libertà religiosa e di coscienza, della parità tra i sessi, della dignità della persona e del rispetto dei diritti umani e contemplare la segregazione delle donne e degli infedeli, la condanna a morte per apostasia, i delitti d'onore, le mutilazioni genitali femminili e la lapidazione delle donne. O che vorrebbe etichettare come intollerante chi si rifiuta di legittimare i movimenti fondamentalisti e le milizie terroristiche di Hamas e Hezbollah, chi condanna l'antisemitismo di marca neonazista del presidente iraniano Ahmadinejad, e chi denuncia come il multiculturalismo relativista crei pericolosi ghetti e contro-società chiuse di immigrati islamici, desiderosi dell'applicazione integrale della Sharia anche in Europa, ostili ed impermeabili all'integrazione, ai valori ed alle leggi di democrazia e libertà occidentali. Questo è l'intento dei tecnocrati di Brussel: discriminare chi promuove un‘Europa dalle forti radici giudaico-cristiane e saldamente legata agli Stati Uniti ed ai valori fondanti dell'Occidente.
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Ragionpolitica, periodico on line n.214 del 29/5/2007 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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