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numero 280
6 marzo 2008
 
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Salvare i cristiani in Medioriente significa salvare l'Occidente

di Raffaele Iannuzzi - 19 giugno 2007

Il segno del nichilismo dilagante è anche ciò che che non si osserva, ciò che non si dice e non si vuol dire. Il rimosso, insomma. Il Perturbante, secondo il magistero di Freud, abusato dalla sinistra a seconda dei suoi cicli vitali. Oggi la sinistra è al ribasso, dunque Freud è sostituito, anche quando affonda con forza nella sostanza dell'ipocrisia dei nuovi chierici progressisti, con altro, con Derrida, un Heidegger minore, tutto in minore comunque. La storia è cancellata. Il terrore è solo quello contro i poveri palestinesi, che oggi subiscono ciò che hanno creato, a forza di ingenerare guerriglie anti-israeliane. La Palestina, appunto, è la terra che oggi può, ancora una volta, desertificare il cristianesimo. Quasi nessuno ne parla. Attenti, a sinistra, al Gay pride, l'ultimo segno del conformismo dilagante; nessuno scruta, così, il fumo nero all'orizzonte, la tragedia del cristianesimo mediorientale. L'Iraq, oggi con 25.000 cristiani, dopo aver avuto una comunità di un milione e mezzo di fedeli, prima del 2003, l'anno dello scoppio della guerra contro Saddam. Un caso eclatante, che riapre le ferite che i cristiani, moltissimi cattolici, ricevono quotidianamente dal regime di violenza dell'Islam, che converte forzatamente e ammazza, come nel Sudan, chiunque non intenda accettare la shari'a. In questo Paese, anche gli animisti subiscono la stessa sorte dei cristiani: sterminati.

Ne ha scritto Magdi Allam, il Papa ha alzato il tiro per quel che riguarda la tragica situazione irachena, oggi è possibile aderire all'appello contro la persecuzione dei cristiani in Medioeriente e in tutto il mondo. La ferita del cristianesimo è la ferita dell'Occidente. La vigliaccheria, giustamente denunciata da Libero con un lungo articolo, pubblicato il 15 giugno, è il segno del nichilismo violentemente ideologico, capace perciò di ridurre un fenomeno così devastante, al fine di far sopravvivere un regime di fatto, anche mediatico, che indichi come unica strada per la salvezza dell'Occidente la dhimmitudine, la sottomissione all'Islam. I cani occidentali: questo è il modello del nichilismo della sinistra e del dossettismo di ritorno. Di seconda mano, ancora più rozzamente ideologico di quello originario. La battaglia per il cristianesimo, invece, è interamente inquadrabile nella battaglia per la libertà dell'Occidente. La battaglia per la libertà religiosa è il vero scontro di civiltà, poiché l'Islam nega alla radice qualsiasi altra scelta religiosa, con una reductio ad unum che dovrebbe produrre sconcerto nelle menti dei cosiddetti progressisti, invece, per vigliaccheria giustificata e razionalizzata come forma di strategia politico-culturale-mediatica, questo insano Occidente milita contro se stesso. Militando contro il cristianesimo, negandone la valenza di fondazione dell'Europa e della libertà anche civile dell'Occidente intero, questa forza nichilista, di sinistra nichilista, cattocomunista e postmodernamente incline a trangugiare l'intolleranza altrui pur di poter continuare con il proprio life style, sta uccidendo la memoria della nostra civiltà.

Questo è il peccato originale di questa nuova specie politica: essa è anti-occidentale, pur di preservare ciò che mina l'Occidente dall'interno, il nichilismo etico, intellettuale, civile. Il tradimento delle élites mette infine il cappello su tutta l'operazione e rende l'Europa degli eurocrati sempre più distante dal popolo, dai popoli, dalla tradizione cristiana e liberale del continente europeo. Con l'attuale caos in Palestina, l'intera situazione si complicherà, rendendo emergenziale qualsiasi approccio al problema. Da parte mia, aderirò all'appello di Magdi Allam per la difesa dei cristiani perseguitati, sapendo che la Chiesa, purtroppo, per ragioni di ecumenismo e di diplomazia, ha cancellato i volti che danno peso e carne a questa tragedia. Benedetto XVI, il Papa della storia e dell'Occidente libero, ha deciso la strada dell'interventismo. Essere dalla sua parte significa aderire alla verità della nostra fede e della nostra civiltà. Per aderire all'appello, basta scrivere all'indirizzo e-mail salviamoicristiani@gmail.com.

La linea di resistenza contro il nichilismo guarda in positivo all'edificazione di un punto di vista ad un tempo cristiano ed occidentalista. Perché, come scrive lo storico americano Thomas E. Woods, Jr., nel saggio Come la Chiesa ha costruito la civiltà occidentale (Edizioni Cantagalli, Siena, 2007), «l'amnesia storica che l'Occidente si è imposta non può cancellare il passato, né il ruolo centrale svolto dalla Chiesa nel costruire la civiltà occidentale. "Non sono cattolica", ha scritto la filosofa francese Simone Weil, "ma considero l'idea cristiana, che ha le sue radici nel pensiero greco e che nel corso dei secoli ha nutrito tutta la nostra civiltà europea, come un qualcosa a cui non si possa rinunciare senza degradarsi". Una lezione che la civiltà occidentale, sempre più aliena dalle sue radici cattoliche, sta imparando nel modo più doloroso» (pagina 232).

! Raffaele Iannuzzi
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