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L'ombra dei Fratelli Musulmani

di Paolo Della Sala - 21 giugno 2007

Cristiani a Gaza e musulmani in America. Si tratta di una storia parallela? Non esattamente, tuttavia c'è un legame comune tra Hamas e i musulmani degli Stati Uniti: l'Egitto. «I cristiani potranno continuare a vivere in sicurezza nella Striscia di Gaza solo se accetteranno la legge islamica, incluso il divieto di bere alcolici. Le donne dovranno essere abbigliate in maniera conveniente e avere il capo coperto in pubblico». E' quanto ha dichiarato a Worldnetdaily un leader di Hamas. E' il segnale della instaurazione della shari'a nello «Hamastan», il segnale di un controllo totale basato sulla presa di potere da parte del gruppo legato ai Fratelli islamici egiziani. Lo stesso esponente ha minacciato tutte le «attività missionarie» cristiane. Questa sfida arriva tre giorni dopo l'attacco contro una scuola e una chiesa a Gaza, avvenuto non appena l'organizzazione terrorista e integralista ha ottenuto il pieno controllo del territorio grazie al golpe messo in atto contro il governo centrale di Abu Mazen.

Abu Saqer - esponente dell'organizzazione Jihadia Salafiya - rincara la dose: «I cristiani devono capire che il governo di Hamas implicherà dei cambiamenti reali. Devono ottemperare alla legge islamica se vogliono vivere in pace a Gaza». Jihadia Salafiya ha appena annunciato la creazione di una brigata islamica per rinforzare il potere del movimento integralista a Gaza. Non si tratta di semplici minacce: il movimento salafita (presente anche in diversi campi palestinesi nel Libano) è il principale indiziato dell'attacco condotto contro la scuola delle Nazioni Unite il mese scorso, che ha provocato un morto. Adesso la situazione a Gaza è completamente cambiata, aggiunge Abu Saqer, «i movimenti islamici devono sapere quanto viene insegnato nelle scuole cristiane e nel corso delle attività missionarie... Gli internet bar, le piscine e i bar devono essere chiusi». L'attacco è particolarmente forte nei confronti delle missioni evangeliche americane. A Gaza vivono circa 2000 cristiani. Negli ultimi mesi sono stati fatti saltare due internet bar e una libreria cristiana. Il capo di Hamas Mahmud al-Zahar - probabile ministro degli Affari Esteri - ha accusato l'Occidente perché la sua idea di libertà produce «fenomeni come l'omosessualità, la disoccupazione e l'Aids». Al-Zahar ha inoltre ricordato le parole del principe Carlo d'Inghilterra, il quale in suo intervento aveva citato l'Islam come modello di educazione per i bambini.

Nel frattempo negli Stati Uniti un'altra pastora episcopale si è dichiarata musulmana. Da oltre un anno il venerdi si reca a pregare nella moschea di Seattle. «Sono a metà cristiana e musulmana», dichiara Ann Holmes Redding al Seattle Times. La pastora ammette di non potere diventare completamente musulmana - anche, e non solo, per la radicale differenza teologica sulla natura divina di Gesù. Tuttavia il richiamo alle origini africane sembra giustificare una riedizione del movimento dei Black muslims cui appartenne il famoso Malcom X. A partire dal movimento per i diritti civili dei neri, avviato negli anni '60 dal reverendo battista Martin Luther King, i neri americani si lasciarono convincere in larga scala dal richiamo della Madre Africa. A fianco del richiamo culturale, particolarmente marcato all'interno del movimento del free jazz (in particolare con Archie Shepp), negli Stati Uniti si affermò con un certo successo proprio la linea salafita e integralista di matrice egiziana. I Fratelli Musulmani, che hanno appena dato vita a un piccolo Stato indipendete nella Striscia di Gaza, già più di quaranta anni fa aiutarono e incontrarono Malcom X.

Malcom X era entrato a far parte della Nation of Islam, un piccolo movimento razzista nero derivato dai Musulmani neri (fondati nel 1930). La Nazione dell'Islam era guidata da un personaggio equivoco, Elijah Poole, che aveva preso il nome di Elijah Muhammad. L'organizzazione nera predicava la formazione di uno Stato «nero» all'interno degli Usa ed era fortemente anticristiana. Venivano combattuti droga, alcool, cibi impuri e ogni vizio. Ma questo non impediva al leader di intrattenere rapporti con tutte le sue segretarie e le donne che entravano a far parte del gruppo. Ebrei e bianchi erano considerati «subumani», con una marcata venatura fascista. Deciso ad andare alle fonti del pensiero musulmano, Malcom X si recò in Egitto, dove entrò in contatto coi Fratelli Musulmani - e poi in Arabia. Al suo ritorno era diventato un sunnita ortodosso, anche grazie all'intercessione della casa reale saudita. Il suo gruppo Muslim Mosque inc. ebbe un vasto successo, raggiungendo i 30.000 militanti (tra i quali figurava anche il grande pugile Cassius Clay, ribattezzatosi Muhammad Ali), e ottenne un consenso nella popolazione nera enormemente superiore. Malcom X fu il primo a saldare la fede musulmana col comunismo. La sua morte per assassinio fu attribuita ai militanti del gruppo della Nazione dell'Islam, dal quale si era distaccato traumaticamente.

La nascita dell'Islam integralista e jihadista è avvenuta in Arabia, Palestina ed Egitto. Ma il collegamento tra jihadismo e la politica rivoluzionaria comunista e armata (Malcom X legittimava l'uso della violenza politica) si è stabilito per la prima volta in America più di quaranta anni fa.

! Paolo Della Sala
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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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