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Vittorio Feltri, Renato Brunetta (a cura di) Verdi fuori, rossi dentroL'inganno ambientalistarecensione di Mario Secomandi - 26 giugno 2007 Vittorio Feltri e Renato Brunetta, nel loro nuovo Manuale di conversazione politica Verdi fuori, rossi dentro, mettono bene in evidenza come l'ideologia ambientalista radicale, che trova una rilevante sponda nella politica della sinistra estrema e massimalista, stia creando sempre più danni all'Italia, all'Europa ed all'intero Occidente. L'ecologismo fondamentalista, che si esprime per il tramite del movimento politico dei Verdi, ma anche e più in generale attraverso le formazioni partitiche d'ispirazione post e neo-marxista, è parte integrante di quell'egemonia culturale della sinistra, che, prima la si affronta, combatte e sconfigge definitivamente, meglio sarà per tutti noi e per il benessere delle nuove e future generazioni. I cattivi frutti dell'ideologia «rosso-verde» si rinvengono in una serie di diktat da parte della sinistra radicale, tesi a frapporre continui ostacoli allo sviluppo scientifico-tecnologico ed alla modernizzazione del Paese. Il problema è che gli ambientalisti rossi pretendono di fare la voce grossa su non poche questioni essenziali e da cui non si può più prescindere in un Paese civile e sviluppato, dall'energia ai campi elettromagnetici, dalle emissioni di anidride carbonica alla bio-agricoltura, fino al cibo e alla salute. Gli ecologisti si arrogano il diritto di bloccare il piano della costruzione delle Grandi Opere, e tutti sappiamo quanto ciò sia nocivo e nefasto in termini non solo di mancato sviluppo e progresso infrastrutturale e socio-economico per l'Italia, ma anche, e paradossalmente, di maggiore inquinamento ad esempio cagionato dai troppi intoppi di tir ed auto sulle attuali strade ed autostrade. Essi si ostinano a voler negare impianti di smaltimento dei rifiuti in loco, rivelandosi corresponsabili e complici del fatto che in alcune zone ci troviamo ad essere letteralmente invasi di spazzatura. Vogliono che venga messa al bando l'agricoltura geneticamente modificata ed i cibi transgenici, senza considerare che proprio grazie a questi si potrebbero risolvere buona parte dei problemi connessi alla fame nel mondo. Ci obbligano a proteggerci dai campi elettromagnetici generati dalle linee di trasmissione elettrica, dalle antenne di telefonia mobile o da quelle radiotelevisive, costringendo noi contribuenti a versare, come nel caso di Radio Vaticana, fior di quattrini di affitto a causa dell'aver dovuto convogliare (in seguito al pressing dei Verdi sull'«allarme elettro-smog») l'emittente d'Oltre Tevere il proprio segnale su antenne del Principato di Monaco, quando in realtà quelle radiazioni non erano affatto nocive. Il dispregio di un'autentica cultura scientifica e la strumentalizzazione politico-ideologica operate dagli ambientalisti radicali sono da rintracciarsi anche nel loro continuo ostracismo all'energia nucleare, che è invece a tutt'oggi l'unica fonte che può soddisfare la crescente domanda di energia elettrica e magari prendere il posto del petrolio così come del carbone e del gas naturale. Il nucleare, al contrario dei combustibili fossili appena citati, oltre a rappresentare la più virtuosa soluzione al problema energetico, permettendoci di affrancarci dalle crisi geopolitiche connesse al controllo ed approvvigionamento di petrolio e gas, costituisce una tipologia di energia priva delle emissioni di anidride carbonica che sarebbero alla base, sempre secondo la vulgata «rosso-verde», dell'effetto serra. Anche qui si rivela più che mai necessario procedere alla smontatura di tutta una serie di falsi miti: il nucleare non è pericoloso, non è in via di abbandono, non ha un ruolo marginale, non ha un costo eccessivo, ed il problema delle scorie è pienamente risolvibile. Tanti danni ha provocato al nostro Paese proprio l'abbandono del nucleare. Per colpa degli spauracchi agitati dalla sinistra radicale abbiamo dovuto smantellare le centrali e pagare per l'annullamento di contratti e indennizzi, per un costo complessivo superiore a 100 miliardi di euro. L'Italia, al contrario di quanto propalato dagli ecologisti fondamentalisti, ha estremo bisogno non delle fallimentari centrali eoliche e solari, ma del nucleare, che sarebbe per noi la fonte economicamente più vantaggiosa, e per cui abbiamo anche le capacità tecniche necessarie ed un'opinione pubblica abbastanza disposta e favorevole. L'integralismo ambientalista e la disinformazione propagandistica «rosso-verde» si traduce infine nel lanciare da parte loro continui (falsi) allarmi apocalittici di prossimi disastri globali all'insegna di un ideologico catastrofismo e terrorismo climatico. Lorsignori ci vogliono far credere che il surriscaldamento del pianeta sia strettamente consequenziale alle emissioni di anidride carbonica dovute alle attività umane, e pretendono di imporci quale panacea di tutti i mali la firma del Protocollo di Kyoto, che è in verità tutt'altro che efficace e comporta solamente alti costi per chi vi aderisce. E' una bugia quella che ci propinano gli ecologisti, secondo cui tutti gli scienziati del clima concorderebbero sulle cause dei cambiamenti climatici e del presunto e cosiddetto riscaldamento globale. Da che mondo è mondo ci sono sempre state per cause naturali, lo ripetiamo, naturali, le variazioni climatiche. Il Protocollo di Kyoto è un manifesto ideologico e partigiano, non è la traduzione geopolitica della soluzione veritiera e scientifica ai problemi climatici ed ambientali. Più saggio sarebbe, invece, spendere nella ricerca e sviluppo di tecnologie per la produzione di energia. Contro l'ideologia politica «rosso-verde» il blocco liberale e cristiano deve d'ora in avanti ingaggiare una forte battaglia culturale e politica affinché tra sviluppo socio-economico, amore per la natura, salvaguardia dell'ambiente e libertà della persona umana, ci sia un giusto e virtuoso rapporto. Dobbiamo sconfiggere l'ideologia neo-pagana ed anti-cristiana della sinistra ecologista, che sponsorizza l'aborto e la delimitazione delle nascite, considera le piante alla stregua di esseri viventi dotati di maggiore dignità degli esseri umani e degrada la persona a una mera particella della natura idolatrata e divinizzata.
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Ragionpolitica, periodico on line n.218 del 26/6/2007 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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