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Conversioni di uomini illustridi Francesco Pugliarello - 28 giugno 2007 E' in atto in Occidente una profonda revisione sul valore dell'esistenza che ad alcuni potrebbe apparire effimero o quanto meno opportunistico. Mi domando se non sia questo un atto di umana «pietas» verso la barbarie in cui il mondo sta precipitando. Non credo che alcune recenti conversioni abbiano un risvolto di facciata se un personaggio come Tony Blair, fino a ieri di fede anglicana, abbraccia commosso il Papa per dichiarare la sua conversione alla religione cattolica. Qualcuno potrebbe insinuare che sia stato «costretto» per compiacere la moglie e i figli battezzati in Chiesa. Credo invece che questa svolta esistenziale del capo di una nazione tra le più potenti della terra, che ha combattuto e combatte la crudeltà talebana, venga da lontano. Se in politica estera la Sovrana e l'elettorato sono scontenti per il peso accestivo dato alle forze armate, in politica interna Blair lascia la Gran Bretagna in condizioni migliori di quelle in cui l'ha trovata nel 1997. Secondo l'autorevole Economist, il premier avrebbe reso la Gran Bretagna un Paese più tollerante e i provvedimenti che consentono alla Scozia, al Galles e all'Irlanda del Nord di autogovernarsi «hanno allargato la democrazia». Ora, sorprendentemente, viene proposto quale inviato speciale per la pace in Medioriente. E' probabile che alla sua conversione abbia concorso la meditazione della Lettera sulla tolleranza di Locke, che condannava la politica del re e della chiesa d'Inghilterra. Già nella metà del XVII secolo il padre dell'empirismo moderno affermava di trovare strano che gli uomini debbano essere costretti col ferro e col fuoco a professare certe credenze. Profeticamente nella «lettera» il Loke sostiene che «Lo stato deve invece essere non confessionale, ovvero laico, anche perché un'eventuale imposizione di questo tipo sarebbe controproducente, provocando lotte religiose destinate a gravi conseguenze anche politiche». Prosegue affermando che «la vera religione non è stata fondata per fare sfoggio di pompa esteriore, né per istituire un potere Ecclesiastico e nemmeno per esercitare una forza coercitiva, bensì per disciplinare la vita umana secondo i precetti della virtù e della pietà..., io mi appello alla coscienza di coloro che col pretesto della religione perseguitano, straziano e uccidono altri uomini e mi chiedo se veramente agiscono verso di essi per spirito di amicizia e con benevolenza». E' altresì verosimile la frequentazione di ambienti alieni dalla realtà popolare,(di certi circoli cioè di uomini «superiori» per censo e per mansione) ad averlo spinto al rifiuto di azioni violente. D'altro canto gli era impedito manifestarlo prima, perché il canone anglicano non contempla un capo di governo di fede diversa. Poi ci accusano di usare il cattolicesimo quale religione di Stato! Altro recentissimo caso eclatante, non tanto di conversione, quanto di riscoperta della validità e della forza liberatoria del messaggio cristiano, è quello dell'anziano cattedratico Paul Veyne, ateo e nietzschiano che fino a ieri, come il nostro Odifreddi, non ha esitato a dire peste e corna sul cattolicesimo e sui cattolici. Nel suo libro intitolato Quand notre monde est devenu chretien che Marina Valensise intervista in esclusiva (Il Foglio del 23 giugno 2007), lo storico ateo descrive la bellezza e l'emozione di sentirsi cristiano, identificandosi nell'Imperatore Costantino, quando nella lotta ventennale (305-324) per il potere imperiale, in nome della croce di Cristo, sconfisse nel 312 Massenzio a ponte Milvio. L'ex militante comunista dichiara senza mezzi termini che il cristianesimo è un valore da non sottovalutare, anzi è «fantastico», «...è una forza d'amore capace di cambiare il mondo». Difatti è a partire dalla conversione di Costantino che l'orrore della barbarie dei sacrifici rituali furono banditi dalla coscienza collettiva. Ciò «rappresentò uno degli eventi decisivi della storia occidentale e persino mondiale», spiega Paul Veyne, che ieri come oggi gli islamisti continuano ad apportare ad un dio occulto attraverso scie di sangue innocente. Successivamente il sovrano, cresciuto nel politeismo pagano, promulga con Licinio a Milano un «Editto di tolleranza dei culti», teso essenzialmente a sospendere ogni ostilità da parte dellImpero romano nei confronti delle comunità cristiane e pagane (Editto che riprende e sviluppa quello dell'anno precedente di Galerio). A lungo si è pensato che la conversione di Costantino sia stata dettata da opportunismo politico. Oggi gli storici concordano che fu sincera e personale. Affermare il contrario sarebbe come negare l'evidenza che la religione sia un collante identificativo di un popolo e di una civiltà. Costantino era convinto, come lo erano Trotzsky e Lenin, nella visione ateo-materialista dell'esistenza, che «grazie alla Chiesa egli avrebbe orientato l'umanità verso la salvezza per realizzare un disegno provvidenziale». In ogni caso essa segnerà per Roma e l'Impero una svolta epocale dal punto di vista culturale e organizzativo, svalorizzando dal di dentro il paganesimo senza aver bisogno di proibirlo. Anche il profeta della modernità tecnologica Mac Luhan, ripudiando l'etica capitalista protestante, astratta, basata sulle idee e sui concetti più che sulle emozioni sensuali, condizionata dalle proibizioni e dai divieti, esaltava la modernità del cattolicesimo, in cui gli sembrava di ritrovare il paradigma perfetto della sua scoperta più importante: «il mezzo è il messaggio». E la spiegava così: gli uomini non possono cogliere il «messaggio» se lo separano dalle sue manifestazioni concrete, a cominciare dai dogmi, dai riti, dalla capacità tutta cattolica di amare le cose concrete e le immagini. «La fede è un tipo di percezione, un senso come la vista, l'udito o il tatto ed è tanto reale e concreta quanto i sensi». Francesco Pugliarello |
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Ragionpolitica, periodico on line n.218 del 26/6/2007 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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