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Qualche considerazione sul caso Pollaridi Giovanni Calabresi - 7 luglio 2007 L'«affaire Pollari», cioè le vicende relative alla destituzione del direttore del Servizio Segreto Militare e del suo consigliere Pio Pompa, merita molta attenzione. La questione principale è quella che riguarda la raccolta e la detenzione abusiva, da parte dello stesso Pompa, di notizie riservate circa l'attività di magistrati ed esponenti del mondo giudiziario, sospettati dai vecchi vertici del Sismi di atteggiamenti anti-governativi e di appartenenza a reti lobbistiche di stampo ideologico, aventi l'obiettivo di manipolare lo scenario politico-sociale attraverso azioni giudiziarie. La prima riflessione porta a considerazioni inquietanti: secondo certa stampa e buona parte del Parlamento, la magistratura è sempre e comunque intoccabile. Non solo: i suoi esponenti sono al di sopra di ogni sospetto per «diritto divino». In secondo luogo, sta passando il messaggio subliminale - e nemmeno troppo - secondo il quale Silvio Berlusconi avrebbe fatto del Servizio di intelligence militare italiano il suo braccio armato per sventare attacchi giudiziari alla sua persona e al suo governo. Il tutto è veramente incredibile perché nessuno si sta preoccupando di pensare che forse il problema vero è rappresentato proprio dalla presunta esistenza di cordate internazionali di tipo politico-giudiziario e - aggiungerei - finanziario, votate alla destabilizzazione del sistema attraverso lo strumento del pilotaggio delle inchieste e del discredito di personaggi pubblici, nonché capaci di sviluppare possibili e presunti accordi con gruppi eversivi e terroristici anche di matrice islamista. Se esistesse veramente un pericolo del genere, perché il Sismi non dovrebbe indagare in tutte le direzioni possibili? Forse perché potrebbe venire a galla definitivamente il legame storico, finora presunto, tra Magistratura Democratica e le lobbies internazionali post-comuniste di dubbia origine e altrettanto dubbie finalità? Non è che esista veramente una connessione fra «giustizia rossa», integralismo islamico, gruppi finanziari, antiamericanismo militante? Altra domanda: perché non andare a vedere cosa c'è dietro l'Associazione internazionale a sfondo giuridico-giudiziario Medel? Che poi certi documenti siano stati detenuti e conservati in modo non proprio ortodosso, o che qualche 007 si sia sentito troppo tale, questo è un annoso problema relativo alla professionalità di certa intelligence italiana, che potrà essere risolto solamente con la riforma definitiva della intelligence community. Ma si tratta di un'altra questione. Il contenuto dei documenti sequestrati nella sede coperta del Sismi in via Nazionale a Roma deve portare tutti a riflettere su di esso e non sul fatto che il Servizio venisse utilizzato in modo non conforme alla sua missione istituzionale. L'utilizzo del Servizio era quello giusto, con buona pace di certi compagni che sono sempre pronti a criminalizzare la vittima che non sta ferma sotto i colpi del carnefice. Del resto, basta andare a dare un'occhiata all'atto di fondazione di Magistratura Democratica, risalente agli anni '60, per rendersi conto di quali fossero le reali finalità dell'associazione. Un obiettivo chiaro: agire sul piano giudiziario per affermare il modello comunista che, ora, mutatis mutandis, potrebbe essere quello di creare un «regime morbido» derivante dalla commistione tra pacifismo internazionale di stampo antioccidentale, neo-socialismo massimalista e relativismo culturale con connotazione filo-islamista. Naturalmente sono solo ipotesi. Come dire: un ragionamento a voce alta. E se avessero preso di mira Niccolò Pollari proprio perché stava per aprire il vaso di Pandora, avendone per il momento solamente alzato leggermente il coperchio? A pensar male si fa peccato, ma... Giovanni Calabresi |
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Ragionpolitica, periodico on line n.219 del 2/7/2007 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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