|
|||||||
|
Pensioni: «Giovani, cornuti e mazziati»di Francesco Pasquali - 17 luglio 2007 Il governo Prodi sta accendendo un conflitto generazionale che non ha precedenti. Il patto di solidarietà generazionale che ha caratterizzato il nostro sistema previdenziale, senza l'applicazione dello scalone, sarà spezzato, ponendo i padri contro i figli. Nonostante le differenze abissali tra le generazioni entrate nel mercato del lavoro negli anni '80 e '90 (cumulano un montante contributivo che copre soltanto 19,5 anni del periodo di godimento della pensione, i restanti 5,8 sono in omaggio) e le generazioni entrate successivamente con il sistema contributivo (un giovane coprirà interamente la quasi totalità, ben 24,3 anni, del periodo pensionistico con il suo montante contributivo) l'applicazione dello scalone previsto dalla riforma Maroni avrebbe ridotto questa ingiustizia e creato i presupposti per una equità nel trattamento previdenziale tra padri e figli. Gli anni di pensione coperti dal montante contributivo sono infatti la cartina tornasole di questa ingiustizia e evidenziano la tendenza a spostare sulle spalle delle nuove generazioni i costi della previdenza. I giovani maturano un montante maggiore ma hanno meno diritti. A nulla sembrano servire le bacchettate che quotidianamente arrivano dall'UE, dall'Ocse e dalla Corte dei Conti. Neanche il recente allarme lanciato dal governatore di Bankitalia sembra essere sufficiente per strappare il Governo dalla morsa del massimalismo della sinistra politico-sindacale. Draghi definisce la riforma della pensioni «non piu' rinviabile e che deve puntare al futuro dei giovani con un conseguente innalzamento dell'età pensionabile». La viltà di Prodi la pagheranno le nuove generazioni, specie il popolo dei parasubordinati, alle quali non solo sarà negata la pensione pubblica e impedito di costruirsi forme di previdenza complementare, ma dovranno, attraverso elevatissimi contributi, mantenere in attivo le casse dell'Inps. I giovani lavoratori ne escono con le ossa rotte, sono, per usare un'espressione francese, «cornuti e mazziati». Questa forma di discriminazione anagrafica risolleva l'emergenza della rappresentanza giovanile in Italia. La recente disponibilità del Governo Prodi a dialogare con alcune associazioni giovanili, infatti, non sarà sufficiente a camuffare l'imbroglio. Sulla previdenza assistiamo al chiaro tentativo di addomesticare i giovani. L'ultima parola tanto spetterà alla sinistra radicale e ai giurassici sindacati sempre pronti a brandire egoisticamente l'arma dello sciopero. Approfittarsi del fatto che i giovani non possano scioperare, in quanto non sindacalizzati, evidenzia la miopia politica di questa maggioranza e sarà fatale per la sinistra. Non bastano le timide dichiarazioni di intenti del candidato leader Veltroni. I giovani non scioperano ma votano, e alle urne sapranno restituire il colpo con gli interessi. Il triste spettacolo della trattativa sulle pensioni, che esclude i diretti interessati, salvo alcuni atteggiamenti chiaramente «giovanilistici» di deputati e ministri a caccia di interviste, impone alle diverse organizzazioni giovanili, specie se impegnate in politica, di pretendere che il governo le ascolti; non si possono subire scelte che penalizzano il futuro di milioni di giovani senza batter ciglio. Il governo, secondo quanto contenuto nel "Patto per la Gioventù" della Commissione Europea, avrebbe il dovere di confrontarsi con i giovani appartenenti alle organizzazioni maggiormente rappresentative. Proposte come quella avanzata recentemente dal Ministro delle Pari Opportunità Barbara Pollastrini di istituire un tavolo di concertazione ad "hoc" per le dinamiche femminili devono essere avanzate, oggi più che mai, per i giovani. Il ministro Pollastrini, data l'evidente incapacità politica del suo collega responsabile delle Politiche Giovanili, dovrebbe garantire il rispetto delle pari opportunità anche alle nuove generazioni, istituendo, così come richiesto anche dai giovani delle Acli, un tavolo di concertazione permanente.
|
Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail IN QUESTO NUMERO
|
|||||
|
Ragionpolitica, periodico on line n.221 del 17/7/2007 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore editoriale: Alessandro Gianmoena, Direttore responsabile: Aurora Franceschelli, Redazione: Gianteo Bordero © 2003-2009 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
|||||||