RAGIONPOLITICA.it - Giornale online di cultura e politica Logo RAGIONPOLITICA.it
numero 280
6 marzo 2008
 
HOMECHI SIAMOCREDITSSCRIVI  
 
 
segnala ad un amicosegnala l'articolo ad un amico stampa l'articolostampa l'articolo

La gente ha paura

di Stefano Doroni - 25 agosto 2007

A dispetto di tutte le sinistre, in specie di quella italiana, la gente ha paura dell'Islam, non si sente tranquilla, non percepisce l'idea di una convivenza con gli immigrati islamici ma avverte preoccupazione. Lo vediamo tutti i giorni e lo dimostra su base statistica un recente sondaggio del Financial Times. Le anime belle ci parlano di multiculturalità, di integrazione, di pace da raggiungere con la bacchetta magica del dialogo ad ogni costo, sempre a senso unico e sempre a danno nostro, oltre tutto. Ma il timore della gente ha un fondamento: e non va cercato soltanto nell'incubo degli attentati e nello spettro della guerra, ma anche e in particolare nell'ostilità quotidiana, nell'incomprensione e nel disprezzo generale che molti musulmani ci riservano perché ai loro occhi noi rappresentiamo una civiltà inferiore e pericolosa, da cancellare o sottomettere. E questo la gente lo sa, lo avverte chiaramente, e non sa che farsene dei predicozzi politicamente corretti dei buonisti ad oltranza.

E' proprio nella vita di tutti i giorni che la gente avverte il pericolo sociale dell'Islam che dilaga grazie ad un'immigrazione invasiva che la sinistra favorisce indiscriminatamente per ragioni di convenienza ideologica. Dunque le persone vedono bene l'arroganza con cui molti musulmani esercitano il loro disprezzo per la nostra civiltà, le nostre tradizioni, i nostri valori, il nostro modo di vivere; e con questa arroganza dimostrano quanto non gli importi niente di integrarsi, anzi quanto sia forte la pretesa che ad integrarci siamo noi, trasformati in una specie di ospiti sgraditi in casa nostra. Una piccola ma illuminante dimostrazione di questo atteggiamento ingiustificabile è la vicenda recentissima di Casatenovo, in quel di Lecco. Un islamico del posto ha murato un'edicola con la Santa Vergine perché non sopportava più di vedersela davanti a casa. E così tentava di farla sparire, brutalmente seppellendola: è lo stesso stile talebano di chi fece saltare i giganteschi Buddha nella valle afghana di Bamiyan. Ciò che non è islamico va distrutto o fatto sparire, dimenticato. E questo tipo che ha tentato di murare la Madonna non è un terrorista di Bin Laden, è un simpatico «migrante», di quelli che la sinistra ci insegna a guardare come fratelli di latte. Questa non è solo un'ennesima prova che la Croce e la Mezzaluna non rappresentano affatto lo stesso Dio; è un inquietante segnale, uno dei tanti, che giustifica la paura della gente che sente in pericolo la propria identità, la propria libertà, oltre alla propria vita.

Il messaggio di Maometto, considerando l'Islam come la religione perfetta, riconosce ai fedeli di Allah il diritto-dovere di diffondere la religione non a vantaggio di tutti, ma a scapito degli infedeli di tutto il mondo e delle loro civiltà: da qui il rifiuto islamico dell'integrazione e dell'arroganza con cui tanti musulmani pretendono privilegi e rispetto a senso unico. L'espansione dell'Islam, anche quella che si attua con l'arma subdola dell'immigrazione, non corrisponde ad intenti ecumenici, ma ad una diffusa e radicata volontà di annessione e di supremazia sul mondo infedele, considerato malvagio ed inferiore. Questo vale per i kamikaze, per i talebani, per gli imam integralisti, ma anche per qualsiasi immigrato apparentemente pacifico che decida di murare la Madonna perché la sua vista lo disturba. E' naturale che la gente abbia paura; è naturale che si diffonda il sospetto ed il timore della Mezzaluna. Non è ignoranza, non è rozzezza, come forse diranno i buonisti di ogni sinistra dall'alto dei loro pulpiti moralistici: è frutto di una logica reazione ad un'ostilità che non proviene dal nostro popolo, ma in esso è alimentata dalla prepotenza altrui.

! Stefano Doroni
SCRIVI UN COMMENTO A QUEST'ARTICOLO

i migliori verranno pubblicati in queste pagine

Nome o nickname:
Titolo:
Commento:
Caratteri disponibili:


 

Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail

IN QUESTO NUMERO

Ragionpolitica, periodico on line n.226 del 20/8/2007
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero
© 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata
Riproduzione riservata